Stagione lirica al via con I Puritani:
alla regia anche Katia Ricciarelli

Mercoledì 14 Novembre 2018 di E.B.
Stagione lirica al via con I Puritani: alla regia anche Katia Ricciarelli

TRIESTE - Conto alla rovescia per la partenza della nuova stagione Lirica e di Balletto al Teatro Verdi del capoluogo giuliano. C'è molta attesa per la prima che - venerdì 16 novembre (con repliche fino al 24) vedrà sul palcoscenico "I Puritani" di Vincenzo Bellini, opera d’avanguardia per il suo tempo, un testamento di ampio respiro romantico, ricca di spunti avveniristici affidati spesso all’orchestra, con soli di ampia importanza (quali la quadriglia di corni iniziale in buca d’orchestra e in palcoscenico di profumo wagneriano) e soli strumentali di grande difficoltà, quali il primo corno e la prima tromba, quest’ultimo evocante ideali risorgimentali come si evince dal testo “libertà, vittoria, patria”. I Puritani è l’espressione più alta del cosiddetto Belcanto italiano, l’opera è un assunto di puro canto infinito. Con queste parole, il Maestro Concertatore e Direttore Fabrizio Maria Carminati introduce il melodramma serio in tre parti scelto dalla Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi. 

«Un nuovo allestimento della Fondazione che afferma ancora una volta la grande vitalità produttiva del nostro Teatro – sottolinea il Sovrintendente Stefano Pace - un importante progetto che ne coinvolge tutte le forze vive, orchestra, coro, tecnici e amministrativi. La regia a quattro mani e con due spiriti guida uniti per la prima volta insieme, sotto la sapiente conduzione del Maestro Carminati – aggiunge – sapranno esprimere al meglio le due sfere, quella teatrale e quella della grandiosa musica belliniana: grazie a Katia Ricciarelli, artista straordinaria, che ha calcato i più importanti palcoscenici del mondo collaborando con tutti i grandi, e a Davide Garattini Raimondi, esperto e  confermato regista d'opera, che stanno dando vita a una regia elegante e rispettosa delle tradizioni, nelle scenografie firmate da Paolo Vitale, realizzate grazie alle eccellenti competenze degli addetti ai laboratori scenografici della Fondazione, con i costumi di Giada Masi». Nella versione triestina, il Maestro Fabrizio Maria Carminati ho voluto inserire nell’opera due specifici momenti musicali non previsti dalla versione “cosiddetta tradizionale” adottata in questo caso. Il primo è il duetto del terzo atto “Da quel dì ch’io ti mirai” che si va a collocare appena prima del celeberrimo “Vieni fra queste braccia” per voce di Elvira e Arturo, il secondo è nella stretta finale dell’atto terzo, un piccolo duetto di Elvira e Arturo seguito da un altrettanto piccolo frammento di variazione di Elvira “Ah sento o mio bell’angelo”, che conducono per mano la chiusa del finale atto terzo. 






 

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