Sparatoria tra kosovari, alla lista degli accusati si aggiunge un 31enne afgano: ora è ai domiciliari

Venerdì 26 Novembre 2021
Il luogo della sparatoria, a Trieste
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TRIESTE - Un nuovo tassello è stato aggiunto dagli investigatori della squadra mobile, coordinati dalla Procura della Repubblica triestina, alla vicenda della sparatoria di via Carducci del 4 settembre scorso. Un altro soggetto è stato messo ai domiciliari, si tratta di un cittadino afgano che avrebbe partecipato all'assalto criminoso e che si aggiunge al lungo elenco dei personaggi raggiunti dalle indagini.

Quel giorno, di prima mattina, nei pressi di un bar della centralissima via cittadina, sette persone, tutte di etnia kosovara, della famiglia Krasniqi, rimasero feriti a seguito di una spedizione punitiva attuata da altra compagine di kosovari, appartenenti alla famiglia Islami. I feriti presentavano evidenti lesioni al volto ed alla testa ed alcuni di loro erano stati raggiunti anche da colpi di arma da fuoco.

Il giorno stesso le prime indagini consentirono di sottoporre a fermo di indiziato di delitto, per l’ipotesi di reato di concorso in tentato omicidio aggravato, Arton Islami dell'81, e Clirimtar Islami: i due vennero bloccati al confine tra le province di Trieste e Gorizia mentre si davano alla fuga. Sempre il 4 settembre, nel pomeriggio, all’interno di immobile in un quartiere di Trieste, gli agenti della squadra mobile misero le manette Avni Islami del '74, Mergim Islami del '97 e Lumni Islami del '71. I tre, riconosciuti come partecipanti ai gravi fatti avvenuti nella mattinata, presentavano lesioni ritenute conseguenza dello scontro e indossavano i medesimi abiti, alcuni macchiati di sangue, fotografati e ripresi dalle telecamere del sito ove si era consumata la spedizione. Poi l'accurato esame dei filmati acquisiti permise di stabilire che uno dei Krasniqi feriti, durante le fasi dello scontro, era stato immortalato mentre impugnava una pistola: percià venne arrestato una volta dimesso dal pronto soccorso.

Le indagini proseguirono velocemente e il 20 settembre ulteriori approfondimenti investigativi consentirono di sottoporre a fermo di indiziato di delitto Fatmir Bajrami, del '72, risultato gravemente indiziato di aver preso parte, come facente parte del gruppo degli Islami, alla “spedizione punitiva” attuata 16 giorni prima, con armi e altri oggetti contundenti, contro quello dei Krasniqi. Quindi nella prime ore della mattinata, il 29 settembre, nel corso di una complessa operazione denominata “Crazy Shooting”, che vedeva impegnati oltre 150 operatori della polizia di Stato, vennero eseguite misure cautelari personali e ben 22 decreti di perquisizione emessi dalla Pm Chiara De Grassi a carico di tutti i soggetti identificati e che si ritenevano coinvolti nel confronto armato di via Carducci. Perciò la misura cautelare della custodia in carcere scattò per altri 4 partecipanti ai fatti di sangue del 4 settembre: Gazmend Tahiri del 1983; Meriton Islami del '98; Visar Islami dell'85; Ckirim Zabelaj del 2000. Fazli Islami del '78 invece finì ai domiciliari.

Le ulteriori e più recenti progressioni investigative hanno consentito di individuare, come detto, un altro soggetto coinvolto nei fatti di via Carducci. La Procura giuliana, sulla base indiziaria degli investigatori della squadra mobile, ha richiesto e ottenuto dal Gip la misura cautelare degli arresti domiciliari a carico di Shahen Oriakhil, cittadino afgano del 1990, ritenuto corresponsabile delle lesioni personali, aggravate dall’uso di armi da fuoco. Il provvedimento restrittivo è stato eseguito nella mattinata del 24 novembre: il 31enne è stato rintracciato e sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico dalla polizia giudiziaria.

Questi risultati, sostiene la Questura di Trieste, sono stati raggiunti grazie alla sinergia tra autorità giudiziaria e di polizia di sicurezza, ma anche attraverso la collaborazione e l’alto senso civico dimostrati dai cittadini che hanno spontaneamente fornito il loro valido apporto, dando informazioni preziose sulle diverse condotte tenute dagli indagati nel corso del cruento assalto criminoso.

 

Ultimo aggiornamento: 14:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA