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Sanità, appalti ai privati per sfoltire le liste d'attesa: Riccardi incassa il consenso della Cisl

Domenica 5 Giugno 2022 di Loris Del Frate
L'assessore regionale alla Sanità Riccardo Riccardi
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UDINE - La svolta dell'assessore regionale alla Sanità, Riccardo Riccardi che ha spiegato che per ridurre le liste di attesa e bloccare la fuga di pazienti è necessario aumentare gli accreditamenti di prestazioni ai privati, ha diviso la regione. Riccardi, puntando il dito verso il centrosinistra, aveva spiegato che l'approccio ideologico non risolve i problemi.

LA SORPRESA
È la Cisl provinciale che apre all'assessore Riccardi sulla sanità privata, anche se solo a tempo. «Se accreditare più prestazioni al privato - spiega Salvatore Montalbano, segretario provinciale della Funzione pubblica e Sanità - serve in questo periodo di urgenza a sveltire le liste di attesa e ad arginare la fuga di pazienti per quanto ci riguarda non ci trova contrari. Sono prioritarie le necessità dei cittadini. Resta inteso - va avanti Montalbano - che contestualmente è necessario lavorare a un piano a medio e lungo termine per riportare al centro la sanità pubblica. C'è da lavorare, insomma, sulle assunzioni per dare risposte sia ai reparti ospedalieri in grossa sofferenza che alla sanità territoriale. Grossi problemi lasciati in eredità dalla gestione di Polimeni».

IL PD
Arriva secco dal Pd, invece, il rovescio della medaglia. «Dopo avere fallito con Polimeni - attacca il consigliere regionale Nicola Conficoni - il vicepresidente Riccardi dovrebbe chiedere scusa ai pordenonesi e non continuare a dare lezioni. Se molti medici sono fuggiti e le liste di attesa si sono allungate è soprattutto a causa di alcune dannose scelte politiche che hanno penalizzato la Destra Tagliamento come il commissariamento dell'Asfo, che ha bloccato per 12 mesi i concorsi per rimpiazzare i primari e il taglio lineare alla spesa per il personale grazie al quale la nostra azienda sanitaria ha perso 177 dipendenti in tre anni. Non parliamo poi delle risorse: a Pordenone sono arrivati solo 695.000 euro e all'inizio del 2022 siamo l'unica azienda sanitaria territoriale ad avere ricevuto meno fondi rispetto all'anno precedente. Ora - conclude Conficoni - ci viene spiegato che per risollevare la situazione bisogna potenziare il privato. Peccato che così facendo si alimenti quel circuito vizioso che vede i medici, stremati per i mancati rinforzi, lasciare gli ospedali pubblici e andare a lavorare nelle cliniche e nei laboratori privati pagati con i soldi della Regione». Duro anche il segretario regionale del Pd, Cristiano Shaurli. «Le capriole dell'assessore Riccardi sulla sanità privata assumono sempre più i toni della commedia grottesca. Non riesce più a gestire lo sfascio della sanità regionale ed ecco che la colpa sarebbe del centrosinistra che ha puntato troppo sulla sanità pubblica e l'ha ingolfata di servizi da dare ai nostri cittadini. La soluzione? Rivolgersi ai privati, mica potenziare il pubblico».

IL SINDACO
Ad appoggiare l'assessore alla Sanità è il primo cittadino di Pordenone, Alessandro Ciriani. «Attualmente in Regione la quota parte che è assegnata al privato accreditato è decisamente modesta. Credo, quindi, che aumentare il budget non porti ad alcun disfacimento della sanità pubblica, anzi aiuterebbe a dare una mossa ai tempi di attesa e riuscirebbe a bloccare anche parte consistente della fuga di pazienti. Una volta verificate le specialità per le quali c'è la fuga e quelle in cui i tempi di attesa sono più lunghi si potrebbe aumentare quei settori gli accreditamenti ai privati».

LA CGIL
Non ci sta, invece, Pierluigi Benvenuto, responsabile sanità della Cgil. «L'approccio ideologico è quello di Riccardi che ha difeso sino all'ultimo il direttore Polimeni colpevole di aver sfasciato la sanità pubblica di Pordenone. Riccardi nel 2020 ha fatto risparmiare 9 milioni di euro. Perchè non li ha investiti assumendo personale? Da lui non prendo lezioni. Ora ci viene a dire che la sanità privata ci salverà. È pazzesco a cominciare da fatto che non c'è alcun controllo sulla qualità delle prestazioni erogate dal privato».
 

Ultimo aggiornamento: 17:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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