Poliziotti morti a Trieste, 16 colpi per uccidere, l'Apocalisse di un folle

Domenica 6 Ottobre 2019 di Marco Agrusti
Poliziotti uccisi a Trieste, quanti colpi ha sparato il killer e la sua follia omicida
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TRIESTE - Ha scaricato due Berretta d'ordinanza. Era una furia. I colpi esplosi, dai 15 ipotizzati in un primo momento, sono diventati 16. Cioè tutti quelli a disposizione. Alejandro Augusto Stephan Meran (Chi è il killer, cosa faceva e le voci sentite il giorno prima della tragedia - LEGGI), il 29enne dominicano che in Questura a Trieste ha ucciso l'agente scelto Pierluigi Rotta e l'agente semplice Matteo Demenego (La fidanzata sotto choc - LEGGI), era incontrollabile (Il giorno della tragedia - QUI). E poteva provocare una strage ancora più grave di quella commessa in un venerdì di follia («Avrebbe potuto uccidere 10 agenti» - LEGGI). Ha sparato all'impazzata, sfiorando poliziotti e dipendenti della Questura, i suoi proiettili stavano per raggiungere anche alcuni automobilisti. E man mano che passano le ore, i momenti della tragedia di Trieste prendono contorni più chiari (L'ultima missione di Pierluigi e Matteo: i due poliziotti hanno salvato un 15enne dal suicidio - LEGGI).

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Chi erano Matteo Demenego e Pierluigi Rotta
Trieste, sparatoria davanti alla Questura: morti due agenti di polizia
Mazzi di fiori deposti davanti alla Questura
 

 

Alejandro Augusto Stephan Meran, la cui mano ha esploso i cinque colpi di pistola che sono risultati fatali ai due agenti poco più che trentenni, è piantonato all'ospedale Cattinara di Trieste. È in stato di fermo, convalidato ieri sera. Il gip si è riservato di vagliare attentamente i problemi psichici del soggetto: un provvedimento è atteso a ore.
 

 
Il fratello, il trentaduenne Carlysle Stephan Meran, non è indagato ed anzi è stato utile al fine di ricostruire ciò che è successo. È stato lui, infatti, ad avvertire le forze dell'ordine del furto perpetrato da Alejandro Augusto e anche nelle fasi più concitate della sparatoria si è solamente difeso, pensando a salvare la sua vita. Il fratello 29enne, invece, è stato interrogato a più riprese, anche dal procuratore capo di Trieste, Carlo Mastelloni. Si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere, sia nella notte tra venerdì e sabato, sia ieri pomeriggio. Gli interrogatori sono stati svolti all'ospedale di Cattinara, dove il cittadino dominicano è ricoverato per le ferite riportate in seguito al conflitto a fuoco con la polizia avvenuto fuori dalla Questura. Nello stesso ospedale è ricoverato il terzo agente di polizia colpito, che operato nella notte tra venerdì e ieri è stato stabilizzato e non è in pericolo di vita.
LA DINAMICAIl questore di Trieste, Giuseppe Petronzi, ha ricostruito almeno parte della dinamica. Alejandro Augusto Stephan Meran, una volta condotto in Questura, ha chiesto di andare in bagno. All'uscita ha sottratto la pistola in dotazione all'agente Pierluigi Rotta, esplodendo due colpi al lato sinistro del petto e all'addome di quest'ultimo. Matteo Demenego ha sentito gli spari ed è corso ad aiutare il collega. A sua volta è stato colpito alla clavicola e al fianco, poco dopo alla schiena. Colpi fatali, per entrambi. Il fratello del killer, impaurito, si è barricato nell'ufficio delle volanti sbarrando la porta con una scrivania. Nel frattempo l'omicida tentava di risalire una scala a chiocciola della Questura. Il caricatore aveva ancora molti colpi, e il cittadino dominicano non esitava ad esploderli. Uno, in particolare, ha sfiorato la testa di un agente. Un altro ha infranto un vetro nell'atrio principale dell'edificio. Alejandro Stephan Meran aveva in mano due pistole. Secondo le ricostruzioni, aveva preso anche l'arma del secondo agente quando ormai era a terra agonizzante. A quel punto ha guadagnato l'atrio, puntando all'uscita. Ha ferito un assistente capo e si è ritrovato all'esterno della Questura. Una volta fuori, ha tentato di aprire una volante parcheggiata, poi ha aperto nuovamente il fuoco, sino ad essere colpito dalla polizia. Ora è indagato per duplice omicidio e tentato omicidio plurimo.
IL SEGUITOIl procuratore capo di Trieste, Carlo Mastelloni, ha parlato di «vicenda abbastanza chiara, ma con alcuni dettagli ancora da appurare». I funerali in forma solenne dei due agenti colpiti a morte dovrebbero tenersi nei rispettivi paesi d'origine, cioè a Velletri per Matteo Demenego e a Pozzuoli per Pierluigi Rotta. Entro martedì sarà effettuata l'autopsia sui corpi dei poliziotti. Il questore di Trieste, Giuseppe Petronzi, ha detto che «la Questura ripartirà più forte dopo un momento di riflessione». Ha espresso parole di elogio per il fratello dell'omicida, che ha fattivamente collaborato favorendo le indagini. Domani in mattinata sarà a Trieste anche il leader della Lega, Matteo Salvini, che stasera sarà a Porcia (Pordenone) per la festa del partito.
TESTIMONIANZAA Stasera Italia weekend, trasmissione di Rete4, ha parlato Carlysle Stephan Meran, fratello del killer: «È una persona con problemi mentali - ha detto -: si fermava a parlare con il muro. Sapevo già che non era in sé. Quando eravamo in caserma, mi sono chiuso dentro una stanza, sono saltato ovunque perché avevo paura di morire. Mio fratello mi cercava disperato, io ho trovato un seminterrato e mi sono nascosto perché ho sentito 5-6 spari e ho pensato che stesse arrivando l'apocalisse».
Marco Agrusti
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Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre, 14:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA