No green pass di nuovo in corteo: nel mirino il sindaco. I contagi salgono a 70: ricoverato anche poliziotto no vax

Giovedì 28 Ottobre 2021 di Redazione Web
Al corteo lo striscione dei "ferrovieri contro"
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TRIESTE - Almeno 1.500 persone - ma il numero è poi andato aumentando - sono partite in corteo da piazza San Giacomo per una manifestazione di protesta promossa dal Coordinamento no green Trieste, per concludersi in piazza Venezia. In testa esposti due striscioni, tra cui quello dei «Ferrovieri contro il green pass». Da un furgone che apre il corteo urlano al microfono: «Siamo per la libera scelta, se vaccinarsi o meno. Giù le mani dai bambini». «Non ci fanno andare davanti al varco 4 perché hanno paura di noi - continuano -. Vogliamo salute e libertà. No green pass».

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Dipiazza nel mirino

E ancora, «te lo diamo noi il movimento ondulatorio». Oggetto delle critiche e di insulti è anche il sindaco, Roberto Dipiazza, «che ha minacciato mostrando il simbolo del fucile ai manifestanti. Te lo diciamo chiaramente: finché l'ultimo lavoratore non tornerà a lavorare, piazza Unità non sarà sgombera». Altri manifestanti sorreggono cartelli con scritte «Quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa un dovere». E ancora, «Cittadini di sana e robusta Costituzione. No green pass». Tamburi e fischi accompagnano il percorso. Sfilano nel corteo anche metalmeccanici, tassisti, personale della scuola. Manifestazione ripresa in diretta facebook (vedi foto) dall'ex candidato sindaco Ugo Rossi, che sul social network scrive che in mattinata, alle 11, doveva avere una riunione in qualità di consigliere comunale eletto a Trieste, ma è stato fermato prima di entrare in aula da agenti di polizia municipale che gli chiedevano di esibire il green pass. Dopo, ha scritto Rossi, si è recato in Questura col suo avvocato «per denunciare tutti i responsabili».

L'epidemiologo: «Tempesta perfetta»

Intanto i contagi verificati, dopo le proteste di Trieste dei giorni scorsi, sono aumentati passano da 46 a 70. Ha spiegato lapidariamente Fabio Barbone, l'epidemiologo che guida la task force anti Covid Friuli Venezia  Giulia:  «È  solo la punta dell' iceberg». Il numero atteso è ben più alto rispetto ai casi rintracciati finora. Di questi, solo una persona è in ospedale. Barbone è stato chiaro. Sono manifestanti che per giorni sono scesi in piazza «senza mascherina, trascorrendo molto tempo assieme, gomito a gomito, a contatto anche con gente da fuori, in un periodo in cui il virus già a fine agosto aveva iniziato a circolare di più rispetto a fine giugno e luglio. Se c'era anche qualcuno asintomatico, il virus si è diffuso più facilmente. È la tempesta perfetta». Il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, ha detto che «stiamo assistendo ad un'evoluzione rapida del numero dei contagi sebbene al momento l'impatto sugli ospedali sia modesto. C'è una crescita generale dell'epidemia, soprattutto a Trieste, in modo esponenziale. Potrebbe essere difficile, o richiedere un tempo lungo, far ridiscendere la curva dei contagi e questo desta qualche preoccupazione». Anche perchè, ha aggiunto, la copertura vaccinale è ancora troppo bassa ed è necessario accelerare sulla terza dose. Il focolaio si è sviluppato in un ambiente fertile.

Ricoveri, conversione dei reparti

Le agenzie segnalano che sta aumentando rapidamente il numero delle persone contagiate dal Covid-19 a Trieste e che sono costrette a fare ricorso alle cure sanitarie in ospedale. Secondo quanto si apprende proprio da fonti ospedaliere, circa il 90% delle persone attualmente ricoverate nei reparti Covid della città sono giovani e non sono vaccinati. L'aumento progressivo dei nuovi casi, cominciato a metà settembre, avrebbe avuto una notevole e improvvisa accelerazione di recente, con un numero di ricoveri addirittura raddoppiato nell'arco di pochi giorni. Per questa ragione è in corso una riorganizzazione dell'attività ospedaliera: ad esempio, si è deciso che la struttura di Riabilitazione (fisioterapia) sarà convertita in reparto Invettivi. Questo consentirà un aumento di almeno dieci posti letto destinati, appunto, ai pazienti affetti dal Covid. Tra i recenti ricoveri ci sarebbe anche un poliziotto, non vaccinato, le cui condizioni sarebbero preoccupanti.

Fvg, regione "ribelle"

Il Friuli Venezia Giulia si conferma la regione più ribelle, dove continuano le manifestazioni di protesta No Green pass ogni giorno, tenacemente, con migliaia di persone. Una forte coesione a dispetto del frazionamento delle organizzazioni di riferimento che cambiano di continuo il nome, coordinamenti che si sciolgono e si riformano. I protagonisti sono comunque sempre gli stessi, così come i volti dei partecipanti, primi fra tutti Stefano Puzzer e Ugo Rossi. «Il Friuli Venezia Giulia è tra le regioni con l'incidenza di contagi più alta e pesa proprio il "caso Trieste"» segnala l'Iss-Ministero della salute che ha certificato una risalita dell'incidenza. Un fenomeno che si traduce anche in una nuova riorganizzazione di alcuni reparti ospedalieri, dove il numero dei pazienti Covid è ripreso a salire. Stamani anche i dati Gimbe confermavano questo trend: impennata in Fvg con +68% di nuovi casi in sette giorni (dal 20 al 26 ottobre). Sotto soglia di saturazione i posti letto in area medica (4%) e in terapia intensiva (5%), occupati da pazienti Covid-19. La deputata e coordinatrice di Forza Italia Fvg Sandra Savino annunciando un' interrogazione ha parlato di «Trieste prima per contagi, triste primato».

Ultimo aggiornamento: 22:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA