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Neonata di 30 giorni intossicata, salvata dai medici dell'ospedale di Trieste grazie alla camera iperbarica

Martedì 28 Giugno 2022 di Redazione Web
Camera iperbarica (foto d'archivio)

TRIESTE  - Una neonata di 30 giorni, rimasta intossicata dal monossido di carbonio, è stata salvata dall'equipe medica dell'ospedale Cattinara di Trieste attraverso un delicato e raro trattamento di ossigeno terapia iperbarica. Lo rende noto l'Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina. La bimba, di origini senegalesi, è stata esposta assieme alla madre di 28 anni ai fumi di una lampada da braciere. Domenica mamma e figlia sono giunte in Pronto soccorso a Gorizia e successivamente sono state trasferite a Trieste, dove è stato allertato il Servizio di Medicina Iperbarica e Subacquea. La donna, con perdita di conoscenza e affetta da un'importante asma, è stata tenuta in O2 normobarico al 100% per 6 ore. La neonata, essendo sotto i 6 mesi di vita, è stata trattata per la presenza di Hb fetale con il mantenimento in O2 normobarico al 100%.

Il salvataggio

«È stato il primo caso di una paziente così piccola e, non essendo molti i casi presenti in letteratura e neppure molte le esperienze di questo tipo presso i vari centri italiani - spiega Asugi - i professionisti hanno dovuto cercare la soluzione migliore per dare ossigeno alla paziente e consentirle di compensare nelle fasi di compressione per evitare danni alle membrane timpaniche. Risolti i problemi della compensazione è subentrato quello dei tempi di trattamento, che sono stati ridotti a un quarto rispetto a quelli dell'adulto per evitare la crisi iperossica da ossigeno, e la modalità con cui fornire l'ossigeno». I medici della neonatologia hanno fornito occhialini nasali della dimensione adatta e attraverso questo strumento, «con un continuo controllo da parte dell'infermiere e della dottoressa all'interno, è stato possibile portare a termine il trattamento con ottima remissione della sintomatologia e senza alcun problema». Il centro iperbarico di Cattinara è l'unico presente in Friuli Venezia Giulia e serve anche a Slovenia. Di norma vengono eseguiti circa 2.600-3.000 trattamenti in regime di routine l'anno; circa cento invece le emergenze.

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