Morto l'architetto Luciano Semerani, cambiò il volto di Trieste: "ragazzo dello Iuav", studiò e insegnò a Venezia

Venerdì 24 Settembre 2021 di Redazione Web
Luciano Semerani (pagina facebook Ordine Architetti Venezia)

TRIESTE/VENEZIA - L'architetto triestino Luciano Semerani, uno dei protagonisti del dibattito architettonico italiano dell'ultimo mezzo secolo, è morto questa mattina all'età 88 anni all'ospedale di Cattinara a Trieste, che lui stesso aveva progettato. È stato docente e coordinatore del Dottorato in Composizione allo Iuav e inoltre visiting professor a Vienna e a New York e membro del Gestaltungbeirat di Salisburgo.

Con la moglie progetti storici  

Associato con la collega e moglie Gigetta Tamaro, Semerani progetta tra il 1965 e il 1999 numerosi edifici che hanno segnato un'epoca: l'Ospedale e le Cliniche Universitarie di Cattinara (1965-1983); il Piano per il Centro Storico di Trieste (1969-1973); il Padiglione specialistico e Dipartimento d'urgenza dell'Ospedale dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia (1978-2006); il Municipio di Osoppo (1979-1984); il Terminal Automobilistico del Silos a Trieste (1987); il Grande Albergo a Lubiana (1989); l'Isola dei Granai a Danzica (1989); il Souks di Beirut (1994); lo Iuav San Basilio a Venezia (1998); la Città alta di Feltre (2002); il Complesso monumentale della Basilica di Aquileia (2002). A Trieste nel 1998 ha disegnato i Laboratori di ricerca della Sissa (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) e nel 2000 i Laboratori di ricerca dell'Icgeb all'Area di Ricerca Scientifica. A partire dal 2003 Semerani sviluppa un approccio originale ai temi del paesaggio, prima nella centuriazione di Camposampiero, concluso con la realizzazione della Piazza di Villanova (2005), poi nella Valle del Chiese (Trento), con la realizzazione del «Parco Rustico del Palvico» a Storo e la collocazione in alta quota della statua del «Toro del Corno» (2008). Era membro dell'Accademia Nazionale di San Luca dal 1995. 

La laurea a Venezia con Samonà

Nato nel 1933 a Trieste, Semerani si laurea in architettura allo Iuav di Venezia nel 1958 con Giuseppe Samonà, di cui è assistente fino al 1967. È stato coordinatore del Dottorato in Composizione allo Iuav e inoltre visiting professor a Vienna e a New York e membro del Gestaltungbeirat di Salisburgo. Ha svolto l'incarico di commissario delle mostre «Trouver Trieste» nel 1985 a Parigi, di «Lina Bo Bardi architetto» nel 2004 a Venezia e nel 2006 a San Paolo del Brasile. È stato responsabile Scientifico della Galleria di Architettura Contemporanea della Fondazione Masieri a Venezia dal 1988 al 1992. Semerani è autore di molti saggi e articoli sulle riviste di architettura «Casabella», «Controspazio», «d'A», «Hinterland», «Lotus», «Piranesi» e «Zodiac». Nel 2008 ha aperto a Trieste «Stazione Rogers», un distributore di cultura realizzato con il recupero di un distributore di benzina disegnato dai Bbpr negli anni '60.

Il rettore Iuav Ferlenga

«Non avrei voluto darvi questa notizia ma questa mattina ci ha lasciato il prof Luciano Semerani, una delle figure più importanti della nostra scuola e della tradizione culturale nel campo dell’architettura che Iuav ha espresso - ha scritto, rivolto ai colleghi, nel sito dello Iuav il rettore Alberto Ferlenga - . Luciano ha ricoperto cariche istituzionali nell’Ateneo e ha a lungo condotto il dottorato di Composizione Architettonica. Ma soprattutto è stato non solo un architetto italiano importante ma anche un appassionato studioso di vicende meno note della storia dell’architettura del ‘900 (da Plecnik a Bo Bardi), un architetto sapiente, dentro il solco di una “famiglia” tutta italiana di intellettuali architetti, e un artista. Proprio pochi giorni fa, alla stazione Rogers a Trieste, si era inaugurata una mostra dedicata alle sue opere pittoriche giovanili e un anno fa era uscito un piccolo libro autobiografico, ”Il ragazzo dello Iuav”, che ripercorreva, tra l’altro, la storia di un rapporto con la nostra comune Scuola indissolubile dalla sua vicenda umana. Credo che tutti coloro che l’hanno conosciuto e che sono stati suoi studenti e colleghi lo ricorderanno come un punto di riferimento e ne piangeranno la scomparsa».

Il ricordo di Torrenti

«Luciano Semerani ci ha lasciati, a cinque anni dalla sua Gigetta, ancora da vivace e curioso protagonista. Il suo segno architettonico e intellettuale ha caratterizzato molti dei momenti più importanti del paesaggio contemporaneo di Trieste. Senza dubbio ha lasciato un'impronta stilisticamente forte in alcuni dei luoghi più salienti della nostra città, inserendo con sapienza esemplare il nuovo sull'antico. Era già nella piccola schiera di quei grandi figli di Trieste che sono stati anche maestri, facendo della loro professione uno strumento di progresso civile». Il cordoglio del Pd di Trieste per la scomparsa dell'architetto Luciano Semerani viene espresso da Gianni Torrenti, già assessore regionale alla Cultura del Fvg, legato da profonda amicizia all'insigne architetto e docente. «A Matilde, Giovanna, Luigi e Francesco va il nostro riconoscente pensiero - aggiunge Torrenti - nella tristezza di aver perso un pezzo della storia della nostra città, che pur continueremo a incontrare alzando gli occhi alle sue opere».

(Foto da facebook Ordine Architetti Venezia)

Ultimo aggiornamento: 20:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA