Maxi sequestro di pesci e reti: 15 chili devoluti ai frati di Montuzza

Mercoledì 21 Aprile 2021
Maxi sequestro di pesci e reti: 15 chili devoluti ai frati di Montuzza

MUGGIA - Operazione congiunta di Guardia Costiera e Carabinieri a Muggia: sequestro di prodotto ittico e reti, i pescatori di frodo sanzionati anche per violazione delle normative di prevenzione Covid. Quindici chilogrammi di prodotto ittico e reti da posta riservate ai pescatori di professione, ma utilizzate su un natante da diporto, sono state sequestrate nella notte dagli Ispettori Pesca della Guardia Costiera che operavano congiuntamente ai carabinieri della Tenenza di Muggia; questi ultimi hanno sanzionato i pescatori di frodo anche per il mancato rispetto delle norme di prevenzione Covid sul coprifuoco. Nella tarda serata di ieri un’autopattuglia dei carabinieri di Muggia ha notato un barchino privo di numeri identificativi, con a bordo due persone intente a calare una rete da posta di tipo tremaglio nelle vicinanze dell’ex Hotel Lido.

I carabinieri non hanno perso di vista il natante, allertando la Capitaneria di porto di Trieste per consentire l’intervento di una motovedetta e del Nucleo Ispettori pesca della Guardia Costiera. Il barchino è stato quindi avvicinato da carabinieri e militari della Capitaneria non appena ha raggiunto il Mandracchio di Muggia; le persone a bordo erano prive di autorizzazioni alla pesca professionale e sono state pertanto colpite da una sanzione amministrativa di 4mila euro per pesca sportiva/ricreativa con utilizzo di attrezzi non consentiti. Il pescato, circa 15 kg di pagello fragolino e spari, e la rete sono stati posti sotto sequestro. A carico dei due pescatori sono state elevate dai Carabinieri di Muggia sanzioni amministrative per la violazione delle norme anti Covid (mancanza di mascherina idonea indossata e violazione del coprifuoco Nella mattinata di oggi il prodotto ittico è stato verificato, sotto il profilo sanitario, dai veterinari dell’ASUGI che lo hanno ritenuto idoneo al consumo umano; è stato quindi devoluto in beneficenza alla mensa dei poveri dei frati di Montuzza.

 

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