Trieste. Wartsila, revocata la chiusura della sede di San Dorligo

Mercoledì 28 Settembre 2022
Wartsila revocata la chiusura dello stabilimento di Trieste

TRIESTE - Revocata ufficialmente la procedura di chiusura dello stabilimento produttivo Wartsila di San Dorligo della Valle. 

La revoca è stata fatta in ottemperanza al decreto del magistrato del lavoro Paolo Ancora, che aveva rilevato comportamento antisindacale da parte dell'azienda. I legali dell'azienda, in sede di udienza, non hanno escluso che faranno opposizione al decreto del giudice del tribunale del lavoro emesso venerdì scorso.

L'udienza

Rinviata al prossimo 5 ottobre alle 12 l'udienza del ricordo della Regione Friuli Venezia Giulia su richiesta dei legali dell'amministrazione regionale nei confronti dell'azienda. E' stato proprio durante l'udienza che è emerso che la procedura di chiusura del sito produttivo è stata revocata. La notizia ha mosso i legali della Regione a chiedere un termine per esaminare se ci fosse ancora ragione di proseguire con l'azione giudiziaria. Il ricorso infatti era teso
a dichiarare nulla la procedura in via cautelare, dal punto di vista sostanziale un effetto equivalente alla revoca della
procedura deciso dal decreto del giudice. La richiesta dei legali è stata accolta.

Il carico

Potrebbero cominciare domani mattina le operazioni di imbarco dei 12 motori costruiti nella fabbrica Wartsila di San Dorligo della Valle e destinati alla Daewoo. La nave, la Uhl Fusion, è da ieri in banchina, già in attesa di stivare il carico di DSME (Daewoo Shipbuilding & Marine Engineering). Non si tratta di una operazione semplice e nemmeno rapida: secondo quanto si apprende, occorreranno alcuni giorni per la delicata operazione. Inoltre, questa è soggetta all'esito dell'incontro tra i rappresentanti della stessa DSME e i sindacati territoriali, chiesto dalla prima e di cui non sono ancora stati forniti dettagli. Ieri si è svolto un confronto in Prefetture ma non è stato reso noto l'esito.

La posizione della Regione

Per noi permangono le ragioni di incostituzionalità» della vigente norma sulle delocalizzazioni che motivano la richiesta della Regione Fvg di dichiarare nulla la procedura di chiusura del sito produttivo di Wartsila a Trieste. L'ha spiegato il legale della Regione, Adalberto Perulli, professore ordinario di Diritto del lavoro a Cà Foscari, intrattenendosi con i giornalisti a seguito dell'udienza di oggi, conclusasi con un rinvio. Rispondendo a una domanda sull'efficacia dunque dell'emendamento di recente approvato, specifica: «C'è stata una modifica che ha sicuramente rafforzato l'aspetto punitivo, riequilibrando lo squilibrio che abbiamo sottolineato con la nostra istanza di incostituzionalità. L'emendamento ha moltiplicato per cinque il ticket del licenziamento nel caso in cui la procedura sia violata», ma d'altronde, prosegue Perulli, «noi riteniamo che una legge che abbia la finalità - come dice la norma - di 'assicurare la garanzia dell'occupazione, del tessuto produttivò, secondo noi deve avere degli strumenti in più, non può essere solamente una procedura con una sanzione economica in caso di non ottemperanza». Di quali strumenti si tratti nello specifico «starebbe eventualmente alla Corte Costituzionale definirlo», l'obiettivo deve essere però «rendere più equilibrato l'interesse dell'impresa alla libertà di iniziativa economica, e poi l'interesse pubblico all'occupazione a tutela del tessuto produttivo di un'area come quella di Trieste», conclude. 

I sindacati

I sindacati hanno accolto la richiesta di consegnare i 12 motori di proprietà dei coreani Dsme stoccati in area Sea metal del porto di Trieste. Rimarranno bloccati invece gli altri 6 motori di proprietà Wartsila. Lo fanno sapere in una nota, che dà conto dell'incontro di ieri, 27 settembre 2022, tra Fim, Fiom, Uilm e Rsu di Wit di Trieste con «i massimi vertici di Dsme», svoltosi «in un clima di reciproca stima». Le condizioni poste dai sindacati per il rilascio dei motori, e accettate dai coreani sono tre: «Dmse si impegni a condannare pubblicamente, sulla stampa internazionale, il comportamento di Wartsila nei confronti dei lavoratori»; Dmse sostenga direttamente, nei rapporti con Wartsila la strategicità del sito di San Dorligo della Valle ( Trieste) sotto il profilo delle competenze tecnologiche, delle capacità delle maestranze e dell'importanza geografica del sito; per ultimo, che siano imbarcati «esclusivamente e solo i 12 motori di proprietà di Dmse». La decisione dei sindacati tiene conto degli effetti del blocco dei motori sulle maestranze coreane, a cui «augurano la rapida ripresa lavorativa». «Fim, Fiom, Uilm e la Rsu di Wit di Trieste proseguono con forza e determinazione la lotta e il rilancio della vertenza su Wartsila per la continuità produttiva e la salvaguardia di tutti i posti di lavoro diretti e indiretti dello stabilimento confermando il blocco degli altri 6 motori di proprietà Wartsila», conclude la nota dei sindacati.

Ultimo aggiornamento: 14:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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