La protesta: a Trieste 7 mila persone davanti al Varco 4 del Porto. Fabio Tuiach prova a bloccare un'auto. «Andremo avanti» I reportage video

Momenti di tensione quando un'auto è stata bloccata. Fedriga: il porto lavora a ranghi ridotti

Venerdì 15 Ottobre 2021
La protesta: a Trieste migliaia di persone al Porto
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Da Trieste in giù proteste e manifestazioni hanno salutato il debutto dell'obbligo di Green pass per milioni di lavoratori oggi in Italia. Registrati disagi, specie nelle zone portuali, ma il Paese non si è fermato. E nessuna turbativa rilevante per l'ordine pubblico dopo gli scontri di sabato a Roma e gli allarmi della vigilia. Al Viminale occhi puntati ora a domani, 16 ottobre, altra giornata che si annuncia calda.

A Trieste
Uomini e donne giunti da Milano, da Padova, da Varese, che lavorano nel settore della sanità, nel comparto pubblico, e poi vaccinati e no vax: è l'eterogenea folla che ha manifestato davanti ai cancelli del Varco 4 del Molo VII di Trieste. Qualcuno ha intonato cori e, dispersi nella folla, a tratti si sono persino uditi suonare dei corni. Lo sciopero è iniziato a mezzanotte ma qualcuno ha cominciato ad arrivare soltanto intorno alle 6, poi dalle 8 in poi la folla è aumentata a vista d'occhio, fino ad arrivare a 7mila in tarda mattinata. Con essa anche le forze dell'ordine, giunte con autoblindo. Più gruppi, con cartelli e anche strumenti musicali, si sono fatti largo tra la folla giungendo fino al Varco. Alcuni di estrema sinistra, altri di destra come CasaPound e Forza Nuova. In tutti i casi, però, i portuali che presidiano l'accesso, li hanno rimandati indietro, negando loro l'accesso nell'area portuale. Intanto, sono state portate casse acustiche dalle quali è diffusa musica e spesso vengono accesi fumogeni.

«La protesta va avanti fino a quando non tolgono il Green pass». Lo ha annunciato Stefano Puzzer, leader del Coordinamento lavoratori portuali di Trieste, in una conferenza stampa al Varco 4. Puzzer ha detto che «tanta gente in pullman che arriva da fuori viene bloccata. Non credo sia per motivi di ordine pubblico, è un segnale che la dittatura è iniziata», ha aggiunto. «Come Coordinamento siamo qui perché con oggi più del 40% di lavoratori non avrebbero potuto entrare a lavorare. Cioè circa 400 che hanno lavorato per due anni - io sono vaccinato - senza sanificazioni. Unico che si è preoccupato è stata l'autorità che ci ha dato gel e mascherine, altre aziende hanno solo fatto un passo. Il Protocollo è stato rispettato forse per il 10%», ha spiegato. «Noi abbiamo sempre lavorato e il volume di traffico è aumentato del 45%. La risposta è stata: se non avete il green pass non entrate. Il Green pass non è una misura sanitaria ma economica, un ricatto che è stato fatto alla gente per far andare a far vaccino». Puzzer si è infine richiamato alla Costituzione sul diritto al lavoro e la libertà di scelta.

L'ex pugile prova a bloccare un'auto

Attimi di tensione quando l'ex consigliere comunale ed ex puglie Fabio Tuiach (in foto) ha tentato di bloccare l'auto di un lavoratore che voleva entrare. Tuiach è stato portato via dagli altri portuali dopo una collutazione.

Il presidente della Regione Fedriga

«Il Porto funziona: ovviamente in alcuni passaggi ci saranno difficoltà e ranghi ridotti, ma funziona - ha detto il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga -. Ho chiesto di tenere bassa la temperatura evitando scontri frontali per non danneggiare l'economia di un Paese, dato che danneggiare l'attività del Porto di Trieste significa danneggiare un grande numero di aziende che lavorano nell'indotto».

L'attività del porto di Trieste dall'inizio dello sciopero prosegue quasi con regolarità, anche se con qualche rallentamento, confermano le autorità portuali. Tutti i varchi dello scalo, tranne il numero 4 dove si sta svolgendo la manifestazione, sono regolarmente aperti consentendo il transito sia di vetture che camion. Anche il servizio interno di treni sta proseguendo regolarmente.

Vigili del fuoco solidali

I pompieri paura non ne hanno». Con questo slogan e con uno scroscio di applausi e di fischi sono stati accolti circa quindici vigili del fuoco giunti al Varco 4 in segno di solidarietà con i manifestanti. Anche dal microfono sono stati intonati cori, come «La gente come noi non molla mai» e la variazione su tema «I portuali paura non ne ha», scanditi da battiti di mani.

Giornalisti aggrediti

Una troupe del Tg3 mentre stava per fare una diretta nei pressi del varco 4 del porto di Trieste è stata circondata da numerosi manifestanti che hanno iniziato a fischiare e a gridare «venduti», impedendo in ogni modo le riprese e la registrazione. Gli insulti sono aumentati e più volte la troupe è stata invitata bruscamente ad allontanarsi fino a quando la giornalista e il cameraman non hanno smontato l'attrezzatura e si sono allontanati. 

Il Sottosegretario alla Difesa Mulè: «Atto di egoismo contro il Paese»

«Le minoranze rumorose o facinorose non possono prevalere sulle maggioranze operose e silenziose. Ci sono oltre 43 milioni di italiani che si sono vaccinati, 15 milioni che hanno scaricato il Green Pass…», così il Sottosegretario alla Difesa e deputato di Forza Italia, Giorgio Mulè, a Mattino 5. «La pandemia ci ha costretti in casa, ci ha privati della libertà - ha proseguito Mulè - per un motivo banale: non c'era il vaccino. Grazie al governo attuale siamo passati da 130.000 dosi al giorno a oltre 500.000 dosi al giorno e questa mattina oltre l'80% degli italiani è vaccinato. O questo lo capisce anche lo 0,001% della popolazione che in questo momento protesta e sciopera contro Green Pass e vaccini, facendo un danno all'Italia oltre che a se stesso, oppure non usciamo dall'emergenza sanitaria. Per carità, ognuno ha il diritto di scioperare ma in queste proteste la libertà non c'entra nulla, è un discorso di rispetto e di buon senso. Non si ammanti questa protesta di altri significati, è un puro e semplice atto di egoismo contro il Paese», ha concluso il Sottosegretario. .

L'hashtag su Twitter

È «portualidiTrieste» uno degli hashtag più popolari su Twitter in Italia in queste ore, con migliaia di utenti impegnati a twittare e a commentare gli eventi in corso al porto di Trieste. La piazza virtuale appare spaccata tra sostenitori della protesta e tra tanti che invece la condannano con fermezza. C'è chi sostiene che i portuali abbiano «ragione al 100% e oggi subiscono una pressione mediatica e un dileggio vergognoso», mentre un utente li definisce «l'ultimo baluardo di coraggio e libertà del nostro Paese. «Ci state insegnando la libertà #NoGreenPass, resistenza a oltranza», si legge in un altro tweet . Molti sono però anche coloro che criticano i manifestanti. C'è ad esempio chi stigmatizza il fatto che non si scioperi così »quando si muore invece sul lavoro per mancanza di sicurezza «e chi scrive che quando i portuali «capiranno che non sono indispensabili e le merci saranno spostate su altri porti sarà troppo tardi». «Tornate a lavorare #portualidiTrieste, la pagliacciata è durata abbastanza» scrive un utente. «Basta con i ricatti ed andate a lavorare», rincara un altro.

Protesta dei Cobas davanti a Fincantieri a Marghera

La protesta: il videoreportage di Marco Agrusti

 

Il porto che lavora, anche oggi

Due realtà diverse, da una parte la protesta contro il Green pass, dall'altra i lavoratori che come ogni giorno svolgono le proprie mansioni: è questa la doppia faccia del posto di Trieste. Al molo Ausonia è tutto normale, siamo vicinissimi al centro cittadino, qui i camion vanno e vengono. Molti gli agenti che presidiano la zona.

Il porto che lavora: il videoreportage di Marco Agrusti

L'appoggio di CasaPound

Decine gli striscioni affissi da CasaPound nelle principali città italiane a sostegno dello sciopero dei portuali che da Trieste si sta estendendo a tutta Italia con il messaggio: «Dal 1954 porto, faro, orgoglio italiano. Tutta Italia come Trieste. #nogreenpass». «Il Governo si è illuso di poter limitare i diritti dei lavoratori senza colpo ferire e ora ne paga le conseguenze - si legge in una nota diffusa dal movimento - Da Trieste lo sciopero dei portuali si sta diffondendo a macchia d'olio ad altri porti e soprattutto ad altri settori e non saranno certo patetiche concessioni a fermare la rabbia dei lavoratori italiani. Ci troviamo di fronte a una situazione completamente surreale: chiunque osi opporsi a provvedimenti palesemente inadeguati, viene additato come un nemico del popolo dagli stessi squallidi personaggi che fino a ieri si sono indignati per l'assalto alla sede della Cgil, cianciando di diritti dei lavoratori. Ci chiediamo con che faccia ora chiedono licenziamenti e multe per i lavoratori che protestano rivendicando un loro diritto. Il sostegno di CasaPound va ovviamente a chi in questi giorni mette a rischio la propria sicurezza economica e lavorativa per una battaglia, quella contro il green pass, che è - conclude la nota - di tutti e per tutti: il nostro non è e non sarà mai un popolo di manovrabili burattini». 

Il corteo a Monfalcone

Alcune centinaia di persone hanno sfilato anche per le vie di Monfalcone (Gorizia) contro l'introduzione del Green Pass. Il corteo è aperto da uno striscione dei portuali che hanno solidarizzato con i loro colleghi di Trieste. Da un camioncino che guida la protesta, alcune persone con microfono e casse acustiche hanno rivolto insulti ai rappresentanti delle istituzioni e al premier Mario Draghi. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre, 10:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA