Trieste, il focolaio si allarga ancora. Riccardi: «Oltre 200 nuovi contagi, situazioni in alcuni casi ingiustificabili». L'ospedale di Cattinara costretto a riorganizzare i servizi

Martedì 9 Novembre 2021
Trieste, il focolaio si allarga ancora. Riccardi: «Oltre 200 nuovi contagi, situazioni in alcuni casi ingiustificabili»
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TRIESTE - Aumentano i casi di contagio da Covid dopo i cortei e le manifestazioni anti Green pass a Trieste: il focolaio ha superato i 200 casi «tra primari, secondari e terziari». Lo ha detto il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi. Il vice di Massimiliano Fedriga ha rilanciato un appello alla popolazione affinché si vaccini, perché «il rapporto della curva tra contagi e ricoveri ospedalieri è migliore rispetto a un anno fa: questa cosa si chiama vaccino».

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Ospedali da riorganizzare

Per i reparti ospedalieri di Trieste è comunque prevista una manovra di riorganizzazione ed «è - ha sottolineato Riccardi - quella più importante in regione, anche se bisogna considerare che il virus si sposta». Durante un incontro all'ospedale Cattinara di Trieste, Riccardi ha parlato di «situazioni in alcuni casi ingiustificabili», riferendosi a persone no vax convinte. «Trieste è l'epicentro di questa situazione», ha concluso, con «una rappresentazione che non fa onore a questa terra».


Ospedale di Cattinara riorganizzato per i casi Covid

«I numeri dei contagi nell'area di Trieste costringono a fare una manovra importante di riconversione delle attività ospedaliere e territoriali: ne pagano il prezzo i pazienti non Covid, dato che le attività chirurgiche ordinarie subiscono un inevitabile rallentamento». Con queste parole il vicegovernatore con delega alla Salute Riccardo Riccardi è intervenuto nella conferenza stampa indetta all'ospedale di Cattinara da Asugi (Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina) in cui il direttore generale Antonio Poggiana ha illustrato la riorganizzazione delle attività sanitarie dovute alla crescita dei ricoveri per cCoronavirus, che nella stragrande maggioranza dei casi - è stato evidenziato - riguarda non vaccinati. Da ieri sono stati temporaneamente attivati 8 posti letto di osservazione Covid a carico della S.C. Pronto Soccorso e medicina d'Urgenza (con il supporto di personale medico e infermieristico di altri reparti) al 13° piano della torre medica di Cattinara. Da oggi viene sospesa una serie di prestazioni: al Maggiore le attività della Day Surgery, attività programmate delle S.S.C.C. Clinica oculistica e Clinica di chirurgia maxillofacciale e odontostomatologica, visite anestesiologiche ambulatoriali. Rimangono garantite le attività chirurgiche in regime di urgenza. A Cattinara rimangono operative le attività urgenti e di emergenza, ma vengono sospese le attività programmate del Servizio di Medicina Iperbarica e Subacquea.

Altre misure riguardano le prossime giornate: il reparto di Terapia intensiva Covid rimarrà attivo al 12° piano della torre medica, aumentando la dotazione di posti letto a 12, ampliabili a 18 in caso di necessità, mentre la Terapia semi-intensiva (pneumologia Covid) verrà trasferita al 13° piano torre medica, con progressivo aumento dei posti letto fino a 26. Nel complesso operatorio di Cattinara, in caso di ulteriore aumento dei pazienti Covid che necessitino di cure intensive, le sedute operatorie saranno ridotte dalle attuali 50-52 a 40 a settimana. Clinica chirurgica: verranno chiusi i 10 posti letto di degenza al 14° piano. In Pneumologia chiusura per il reparto di degenza al 13° piano della torre chirurgica; rimarranno attivi 8 posti letto di pneumologia nel reparto di medicina d'urgenza, che ridurrà pertanto i posti letto da 24 a 16.

Per quanto riguarda le degenze Covid internistiche, saranno aperti 26 posti letto nella S.C. Medicina Interna di Gorizia ed è prevista l'eventuale successiva conversione delle degenze della SC Clinica medica, con 33 posti letto. In ambito territoriale la Rsa Cormons rimarrà attiva come Rsa non Covid. A sua volta la Rsa Mademar, di Trieste, vedrà l'ampiamento dei posti letto Covid, dagli attuali 24 a 40. Nel corso della conferenza stampa c'è stato spazio per le testimonianze di chi guida il lavoro nelle corsie: lo stress a cui è sottoposto il personale impegnato a fronteggiare il Covid, dopo due anni di dure fatiche, e la rabbia per l'impossibilità di dare risposte tempestive a chi deve essere operato, perché le energie ospedaliere sono drenate dal Covid.



«È il prezzo - ha detto Riccardi - di 70mila non vaccinati di Trieste su una popolazione di 230mila abitanti e soprattutto dei cortei: solo quello del 15 ottobre ha creato un focolaio di 200 contagi. Nel legittimo esercizio della propria opinione - ha rilevato il vicegovernatore - c'è il dovere di non pregiudicare la salute di persone responsabili. Oggi più che mai vaccinarsi non è solo un fatto sanitario ma un atto di responsabilità sociale. Tra i non vaccinati dobbiamo distinguere chi non può essere sottoposto alla vaccinazione, chi può essere convinto e chi invece pone in atto comportamenti contro regole che invece devono essere rispettate». «In questo momento evitiamo tutto ciò che si può evitare: manifestazioni e cortei con assembramenti. Quando i numeri dei ricoveri si alzano - ha concluso Riccardi - e lo stiamo vedendo, la situazione si fa complicata».

La preoccupazione dell'Azienda sanitaria

«Preoccupano molto» i dati sull'andamento dei contagi Covid a Trieste. «La previsione per il momento è una curva in salita, siamo in piena ascesa». Lo ha detto il direttore generale di Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina, Antonio Poggiana, durante un incontro a Trieste, annunciando una riorganizzazione dei reparti ospedalieri per far fronte alla quarta ondata. «Le sedute operatorie da 52 settimanali - ha spiegato - arriveranno a 40, quindi un taglio del 20%. La riorganizzazione inciderà inoltre sull'attività ambulatoriale. Ad eccezione delle urgenze, viene sospesa l'attività di day surgery, oculistica, la clinica odontoiatrica e le visite anestesiologiche. Questo fino a quando la curva non inizierà a ridiscendere, quindi fino a quando la pressione sugli ospedali non si attenuerà». Si tratta di «decisioni difficili - ha aggiunto - di cui mi assumo la responsabilità ogni giorno, sempre più pesanti». L'azione messa in campo intende «rispondere a un virus che si sta muovendo a velocità molto più rapida rispetto alle altre volte». 

 

Ultimo aggiornamento: 10 Novembre, 09:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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