Fincantieri, Trieste ricorda Bono: la messa in memoria dello storico amministratore delegato

«La capacità di convincere le persone a rischiare e anche andare contro corrente è forse l'arte più difficile del manager» ha osservato l'ad di Fincantieri Pierroberto Folgiero.

Mercoledì 23 Novembre 2022 di Redazione Web
Fincantieri Trieste, messa in memoria dell'ex ad Giuseppe Bono

TRIESTE - È stata celebrata oggi nella cattedrale di San Giusto a Trieste la messa in suffragio dell'ex amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono. A prendere parte alla cerimonia, tra gli altri, l'ad di Fincantieri Pierroberto Folgiero e il presidente, generale Claudio Graziano. «Oggi - ha osservato Folgiero - stiamo dimostrando che le aziende sono sistemi sociali, fatte di persone, convinzioni e sfide. La capacità di allineare le persone sulle convinzioni e le convinzioni sulle sfide è il vero mestiere» di chi fa impresa. «La capacità di convincere le persone a rischiare e anche andare contro corrente è forse l'arte più difficile del manager».

Folgiero: «L'azienda ha vinto le sue sfide»

«Le sfide Fincantieri le ha vinte». Il momento attuale, ha poi aggiunto uscendo dalla chiesa, «richiede una particolare responsabilità sociale delle aziende, perché l'Italia, l'Europa e il mondo sono in una fase di sofferenza sociale spinta, quindi non si può che raccogliere l'eredità» di Bono, focalizzata su dignità del lavoro e redistribuzione delle ricchezze, «e riempirla di contenuto».
«Fincantieri è un'azienda che per il territorio fa molto, quindi bisogna continuare su questo solco e andare avanti». Presenti alla funzione anche i familiari del manager morto lo scorso 8 novembre, il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, il prefetto Annunziato Vardé, il presidente del Porto, Zeno D'Agostino, e il presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti. Giuseppe Bono, ha sottolineato l'arcivescovo di Trieste, mons. Giampaolo Crepaldi durante l'omelia, «non si servì della Fincantieri, ma la servì con tutto se stesso, difendendola sempre da ingerenze indebite e perniciose». Tra l'eredità che lascia, c'è il ricordo, ha aggiunto, che «nel fare impresa si deve riservare una cura al suo capitale umano e al suo capitale sociale».

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