Edifici e spazi abbandonati: al via la mostra visitabile fino al 5 febbraio

Edifici e spazi abbandonati: al via la mostra visitabile fino al 5 febbraio

di E.B.

TRIESTE - Caserme e fabbriche. Magazzini, scuole e discoteche ma anche alberghi e antiche dimore. Tutti edifici abbandonati e dismessi e talvolta sconosciuti alla cittadinanza stessa. E' stata inaugurata al centro commerciale Montedoro di Muggia la mostra "Triesteabbandonata", visitabile fino al 5 febbraio. Si tratta di un progetto che da un anno e mezzo ha l’obiettivo di mappare principalmente a Trieste, ma anche in Friuli Venezia Giulia e fuori regione, beni abbandonati e dimenticati, riscoprendone la storia attraverso foto, documenti e video. Attraverso grandi pannelli fotografici si possono scorrere le immagini di tanti siti caduti nell’oblio: artefici dell'iniziativa sono la fotografa Giada Genzo e i giornalisti Micol Brusaferro ed Emilio Ripari. Tra Facebook, gli altri social network e il blog dedicato, Triesteabbandonata conta su circa 10mila utenti.  «Soprattutto su Trieste – spiegano Giada, Micol ed Emilio – abbiamo creato un archivio di beni abbandonati, pubblici e privati, come mai realizzato prima in città, per numero di immagini, ricerche storiche, filmati e documentazioni. Il nostro obiettivo principale è che questi edifici non continuino a restare nell’anonimato, spesso dismessi, chiusi, senza alcun controllo, ma che si possa pensare a un loro riutilizzo o almeno a una loro conservazione attenta».
 
 

Il secondo viaggio di Triesteabbandonata tocca quindi tanti siti simbolo un tempo di attività produttive della regione, come l’inceneritore. Si passerà anche attraverso luoghi di aggregazione come il bar Charlie, ridotto a un rudere, il circolo Pisoni, ormai semi distrutto, così come il Teatro Filodrammatico, e ancora ci sarà una tappa a Bibione, in un’enorme discoteca bruciata e lasciata al suo destino, e anche a Grado, tra alberghi chiusi e piscine dimenticate. Sarà documentata la distruzione che ha colpito l’ex campo di baseball e hockey di Prosecco e scorci di dimore storiche come Villa Frommel a Gorizia o Villa Cosulich a Trieste. Spazio ancora a hotel ormai rifugio per barboni, stazioni dei treni semi demolite, enormi caserme e altri luoghi un tempo occupati dai militari. La mostra sarà accompagnata anche da filmati che raccontano il progetto dagli esordi a oggi. Venerdì 3 febbraio alle 10.30, sempre a Montedoro, sarà promosso anche un dibattito sul tema dell’abbandono e della rinascita di alcuni luoghi, al quale sono stati invitati rappresentanti delle pubbliche amministrazioni, architetti e alcune scuole superiori di Trieste. L’esposizione si potrà visitare ogni giorno, secondo gli orari del centro commerciale.
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Domenica 22 Gennaio 2017, 11:50






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