Silvia, orgoglio tricolore: la prof triestina nella classifica di Nature dei migliori scienziati al mondo

Silvia, orgoglio tricolore: la prof triestina nella classifica di Nature dei migliori scienziati al mondo
Loro si chiamano Silvia e Giorgio e rappresentano due esempi di eccellenza italiana nel loro campo: sono ricercatori, e sono stati inseriti dalla rivista Nature nella 'classifica' degli 11 ricercatori emergenti. 'The world at their feet', è titolo dell'articolo della prestigiosa rivista che celebra così gli 11 scienziati che con i loro studi «stanno lasciando il segno nella scienza». ​


Questi 11 nomi sono stati scelti tra 500, impegnati a studiare come tagliare i costi dell'energia solare, ridurre il rischio di tumore alle ovaie o come gestire le foreste contro i cambiamenti climatici e ritenuti leader nel loro campo, che stanno emergendo grazie alle nuove idee che portano con le loro iniziative, curiosità e flessibilità. Nature ha selezionato i migliori profili tra 500 ricercatori di tutto il mondo valutati secondo il Nature Index che, aggiornato mensilmente, traccia le affiliazioni di articoli scientifici di alta qualità, e il league of scholars whole-of-web (wow) ranking, che identifica i ricercatori più influenti utilizzando un algoritmo simile al PageRank di Google.


Gli 11 scienziati selezionati da Nature hanno mostrato una crescita delle citazioni anno su anno e hanno ottenuto un punteggio eccezionale nel ranking wow che gli è valsa la prestigiosa menzione. I primi tre selezionati sono stati Dane deQuilettes, del Massachusetts institute of technology, per i suoi studi su come ridurre il costo dell'energia solare con la perovskite, Sarah Garfinkel, dell'università del Sussex, per il suo lavoro su come il corpo muove la mente, e Binghui Ge, dell'Accademia cinese delle scienze, per il suo lavoro sulla microscopia a elettroni. 
 
 

SILVIA E GIORGIO Silvia è Silvia Marchesan (sesta in classifica), dell'Università di Trieste. Professoressa associata del dipartimento di Chimica organica, ha sviluppato un idrogel, poco costoso ed efficace, di proteine che si auto-assemblano, utile per riparare i tessuti del corpo e rilasciare farmaci. Giorgio è Giorgio Vacchiano (undicesimo), dell'università Statale di Milano: del Dipartimento di Scienze agrarie e ambientali della Statale di Milano, con i suoi studi ha aperto la strada all'uso dei modelli matematici per la gestione forestale, e ora si sta concentrando su come ottimizzare la gestione delle foreste per mitigare i cambiamenti climatici.

LEI: "UNA GRANDE SORPRESA" Essere scelta tra gli 11 giovani ricercatori emergenti, Silvia Marchesan proprio non se l'aspettava, tanto da pensare a uno scherzo. Ma è un riconoscimento che «apprezza molto», e spera potrà aiutarla a sostenere il suo laboratorio dove lavora a 'materiali transformer' e accoglie ricercatori italiani e stranieri, «perché così si impara ad essere più tolleranti».

Appassionata di chimica organica e biologia molecolare, per Marchesan la ricerca multidisciplinare è stata un 'chiodo fisso', che ha seguito nelle sue esperienze all'estero nel Regno Unito, in Finlandia e in Australia, per tornare in Italia nel 2013 a Trieste, con una posizione precaria. Poi ha vinto il concorso come ricercatore a tempo determinato a Trieste, e nel 2015 ha ottenuto i fondi per il progetto Sir del Miur con cui ha aperto un suo laboratorio all'Università di Trieste.

Dallo scorso aprile è professore associato a Trieste. Nel suo laboratorio lavora ai 'materiali transformer'. «Vogliamo capire - continua Marchesan, che sarà tra i relatori del festival della scienza Trieste Next 2018 - come disegnare dei materiali intelligenti, partendo da singole molecole, in questo caso dei frammenti di proteine, per costruire strutture complesse più grandi».

Tra i prodotti sviluppati c'è un idrogel, composto al 99% di acqua e per l'1% da molecole ordinate in nanostrutture, che può trasportare farmaci e fare da sostegno ai tessuti in via di guarigione dopo una lesione. Proprio quest'ultimo risultato le ha portato il riconoscimento di ricercatrice emergente, perché si è guadagnato la copertina di Chem, rivista del gruppo Nature. «In futuro vorrei ottenere materiali fatti da molecole e con funzioni diverse, tutti a base d'acqua e non inquinanti - conclude - Ma i fondi per il laboratorio stanno per finire, e il lavoro rischia di fermarsi».

CHI È VACCHIANO Trentotto anni, ricercatore del dipartimento di Scienze agrarie e ambientali dell'Università degli Studi di Milano, diretto dal professor Osvaldo Failla, Vacchiano si occupa di Assestamento forestale e Selvicoltura alla Statale. Al centro della sua attività vi sono in particolare la gestione forestale, i servizi ecosistemici, le capacità di resistenza e resilienza delle foreste ai cambiamenti climatici, lo studio delle conseguenze di incedi boschivi e altri cosiddetti 'disturbi naturalì sulle foreste temperate europee.

Con i suoi studi, ha in particolare aperto la strada all'uso della modellazione matematica per la gestione forestale, mentre l'attività di ricerca che sta conducendo ora si concentra nello specifico sull'ottimizzazione della gestione delle foreste per mitigare i cambiamenti climatici.
Vacchiano ha trascorso 15 mesi lavorando sulla modellazione forestale per la Commissione europea prima di approdare nel febbraio 2018 all'università Statale presso il dipartimento di Scienze Agrarie.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Venerdì 21 Settembre 2018, 19:13






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5 di 5 commenti presenti
2018-09-22 16:56:28
Non c’è nulla di tricolore, questo è merito esclusivamente personale. Bravi !
2018-09-22 10:16:10
Ecco come si potrebbero ben investire i soldi di noi poveri contribuenti. Pensare a sovvenzionare la ricerca, piuttosto che ...
2018-09-22 10:02:45
La cosa buffa è che è diventata professore associato solo quest'anno. Prima, secoli di precariato immagino.
2018-09-22 06:49:00
Bravi ragazzi!
2018-09-21 22:54:58
B R A V I I I I!!