«Ho visto Liliana il 22 dicembre»: una testimone racconta di aver incrociato la donna trovata morta. L'avvocato del marito: «Cambia nulla»

Lilli se n'era andata di casa il 14, quindi secondo questa testimonianza otto giorni dopo sarebbe stata avvistata in zona ospedale Maggiore. Il suo corpo è stato ritrovato il 5 gennaio

Giovedì 13 Gennaio 2022
Liliana Resinovich (da facebook)
1

TRIESTE - Potrebbe essere stata avvistata il 22 dicembre a Trieste Liliana Resinovich, la donna scomparsa dalla sua abitazione il 14 dicembre, il cui cadavere è stato trovato il 5 gennaio nel parco dell'ex ospedale psichiatrico di San Giovanni. A riferire l'avvistamento è una testimone, che poi, come ha affermato alle telecamere dell'emittente locale Telequattro, si è rivolta alla questura. La donna, ricostruendo i suoi movimenti, spiega che «verso le 8.50-9» del 22 dicembre, mentre stava camminando nei pressi dell'ospedale Maggiore, «questa persona» le è passata accanto. «Era alle mie spalle» e avvicinandosi «ha fatto un verso particolarmente nervoso, forte. Mi sono girata e le ho dato strada. Era da sola, è arrivata all'improvviso in velocità, mi ha superato e ha continuato a camminare. Io mi sono fermata in attesa dell'autobus mentre lei ha proseguito, senza attraversare la strada».

Secondo il racconto della testimone alle telecamere, questa persona indossava «pantaloni neri, un giubbotto corto imbottito, sportivo. Aveva una struttura molto magra e una sacca color tortora scuro a tracolla». Nei giorni successivi, racconta la testimone, «ho visto le foto di Liliana Resinovich sui social e mi sono resa conto che la donna che avevo visto era lei». «Il 27 dicembre sono quindi andata in Questura». «Ho visto bene in volto la donna perché non indossava la mascherina - conclude - portava gli occhiali e aveva un ciuffo chiaro. Indossava un cappello». 

Il commento del legale del marito

«Questa nuova testimonianza mi lascia interdetto, mi fa ragionare in un altro modo, mi fa chiedere dove la signora sia stata, cosa abbia fatto» dal giorno della scomparsa al 22 dicembre, anche se, sostanzialmente, «non cambia nulla» sulle cause della morte, che sia stata uccisa o si sia suicidata. È il commento dell'avvocato Paolo Bevilacqua, legale di Sebastiano Visintin, marito di Liliana Resinovich, alla nuova teste che ha sostenuto di aver visto la donna scomparsa il 22 dicembre nei pressi dell'ospedale Maggiore, in centro città. Visintin è assistito da Bevilacqua in quanto persona offesa, una «situazione processuale in cui non siamo né carne né pesce», come puntualizza il legale. Il quale sottolinea che quella del suo assistito è una «posizione neutra: possiamo fare una memoria, suggerire ipotesi», insomma nulla di più che «stare alla finestra». Una veste che però ha consentito loro di chiedere alla Procura se è stato rilasciato il nulla osta per la sepoltura. Una richiesta che fino a questo momento non ha avuto risposta. Bevilacqua ha detto di attendere l'esito degli esami tossicologici non essendo a conoscenza, ha precisato, se Liliana soffrisse di depressione, se assumesse farmaci, magari «a rilascio lento che potrebbero far pensare al fatto che possa essersi coricata» e lasciarsi morire. «Non la trovo proprio assurda come ipotesi», ha puntualizzato.

Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio, 09:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA