Serracchiani in lacrime: «Per il Fvg ho rinunciato alle cose più care»

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Le lacrime della Serracchiani in aula

di E.B.

TRIESTE - Quando ha preso la parola, verso la fine della mattinata in Consiglio regionale impegnato con la Finanziaria 2017, nessuno si sarebbe aspettato che la presidente della Regione terminasse il suo intervento scoppiando in lacrime. Eppure è successo: dietro al suo modo di fare sempre così forte e determinato si nasconde evidentemente una sensibilità e una fragilità che nei momenti più difficili del proprio percorso personale e politico (vedi l'esito del referendum costituzionale del 4 dicembre e la sconfitta in diversi Comuni della regione dove ha trionfato il centrodestra alle ultime amministrative) è difficile trattenere. 

Dopo aver ricordato ai consiglieri regionali le riforme e i risultati ottenuti in questi anni alla guida della Regione assicurando che verrà il tempo per elencarli ai cittadini e attuarli, Serracchiani ha chiesto di poter esprimere «una considerazione amara». A quel punto la commozione è stata talmente alta che la governatrice ha dovuto sospendere  il suo discorso per asciugarsi le lacrime che hanno iniziato a correrle sulle guance. «Non so se è stato perchè sono donna o perchè non sono nata in Friuli Venezia Giulia - ha ripreso dopo che Elio De Anna (Fi) le si è avvicinato per prestarle assistenza medica - ma ho sopportato più di chiunque altro attacchi esclusivamente personali, ci sono momenti in cui faccio fatica anche io ma non dite che non ho dedicato a questa Regione tutta me stessa perchè per questa regione - ha concluso con la voce rotta dal pianto - ho rinunciato a tutte le cose più care che avevo».

A quel punto la governatrice è uscita dall'Aula e i lavori del mattino sono stati sospesi.
 
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Mercoledì 14 Dicembre 2016, 14:03






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5 di 76 commenti presenti
2016-12-16 11:15:28
Le lacrime del coccodrillo sono indubbiamente più sincere. Graziano Grazzini
2016-12-15 20:23:04
Mi piacerebbe vedere la ricetta dove il medico le ha prescritto di perdere tutte le sue cose più care per fare politica. Ovviamente, sono ironico: credo piuttosto che se uno fa una scelta deve anche essere in grado di sopportarne la sconfitta... altrimenti la sua non era "carità cristiana" ma mero opportunismo.
2016-12-15 18:22:39
Non gli lo ha ordinato il medico a fare la presidente , si puo sempre dimettere ,non ne sentiremo la mancanza e che sacrficio ....14 mila euro al mese piu benefit.... a me fa peca
2016-12-15 17:54:38
Mi sono letto attentamente tutti i 72 commenti attualmente presenti ed ho tratto una convinzione: la quasi totalita' non risiede in FVG e trasmette le proprie (legittime ma spesso acide) considerazioni esclusivamente in risposta al fatto che la dott.ssa Serracchiani sia vice-segretario del Partito Democratico e di corrente renziana. Nulla o quasi conoscendo di quello che ha fatto o non ha fatto da Presidente della Regione. Il solo fatto che sia nata a Roma fa da discriminante tra i bravi opppure no, dimenticando o non sapendo che la Presidente vive a Udine dal 1995. Come dire che se uno (magari figlio di emigranti) e' nato a Berna sara' per sempre svizzero. Per chi non lo sapesse la stessa, prima di essere eletta (in FVG) al Consiglio Europeo dal quale si e' dimessa (caso unico) per condicarsi alla presidenza regionale faceva l'avvocato, in uno studio legale udinese, seguendo le cause del lavoro. Quindi un lavoro l'aveva. Per quanto riguarda l'attivita' da presidente verra' giudicata dagli elettori friulani con le elezioni del prossimo anno. Da friulano (non furlan) da diverse generazioni posso solo dire che la Serracchiani non mi ha sicuramente fatto rimpiangere la sig.ra Guerra e tanto meno il presidente Tondo. Molto ma molto piu' arrivisti o cointeressati agli interessi particolari piuttosto che a quelli generali. Rimpiango il Presidente Ylli se non altro per la sua professionalita' e discrezione. Comunque ai posteri l'ardua sentenza.
2016-12-15 16:23:05
cara (si fa per dire) serrachiani se eri meno renzista e più attenta verso i poveri ti saresti risparmiata tutti gli insulti che ti sei ampiamente meritato