Madama Butterfly, grande attesa
Puccini al teatro Verdi dal 12 al 20

Madama Butterfly, grande attesa  Puccini al teatro Verdi dal 12 al 20

di E.B.

TRIESTE - Grande attesa per la Madama Butterfly di Giacomo Puccini, in scena al Teatro lirico Giuseppe Verdi da domani - 12 aprile - al 20. Puccini ha lasciato quattro versioni di Madama Butterfly, le prime due composte nel 1904 per il Teatro alla Scala di Milano e per il Teatro Grande di Brescia, le altre nel 1906 per il Covent Garden di Londra. «Alla base della ferrea struttura architettonica – spiega il Maestro Nikša Bareza  – sono due leitmotiv, due motivi in contrasto melodico presenti in tutta l’opera. Il primo si presenta nelle tre note d’inizio dell’opera - sol, la, si-bemolle- il cui richiamo è costante fino al finale dell’opera. Il motivo si riconosce nel furioso allegro fugato dei primi e secondi violini in apertura; nelle innumerevoli variazioni della scena dei preparativi alle nozze di Cio-Cio-San; nel solo dei due flauti nell’incipit del secondo atto e nel successivo dialogo fra Cio-Cio-San e Suzuki; nel fortissimo degli ottoni nelle ultime quattordici battute quando Pinkerton chiama Butterfly.  Puccini modella questo motivo – sottlinea Nikša Bareza - in varie espressioni che assecondano le situazioni drammatiche e realizza così l’unità formale della partitura con un procedimento di impressionante qualità artistica e musicale».

«Il secondo leitmotiv, che ricorda lo stile wagneriano ma che in realtà e peculiarmente pucciniano – continua il Maestro – si percepisce nel delicatissimo motivo in La-bemolle maggiore affidato al primo violino ed alla prima viola per l’entrata in scena di Cio-Cio-San nel primo atto. Lo potremmo definire il tema dell’Amore Puro che ritorna nel duetto finale del primo atto ma anche, nel secondo atto, per il duetto Cio-Cio-San – Sharpless, in un espressivo contrasto melodico con il furioso motivo che apre l’opera. Questo leitmotiv si incontra per la prima volta nella seconda versione dell’opera (quella per il Teatro Grande di Brescia)». «Molto riusciti e di grande suggestione – conclude il Maestro Bareza – sono anche i motivi ripresi da canzoni popolari giapponesi, utilizzati per la parte di Goro e anche nel duetto Cio-Cio-San – Sharpless: sono inseriti con molta delicatezza nel tessuto sinfonico dell’opera, non didascalicamente, ma come citazioni per dare il colorito giapponese». 
 
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Giovedì 11 Aprile 2019, 13:41






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