Barcolana, il manifesto di Marina
Abramovič fa infuriare il Comune

Barcolana, il manifesto della Abramovič fa infuriare il Comune

di E.B.

TRIESTE - Dopo Pistoletto, Gillo Dorfes e il fotografo Maurizio Galimberti, quest'anno è Marina Abramovič la firma scelta da Illy per il manifesto della Barcolana, una delle regate più grandi del mondo. Ambramovič, che nelle sue perfomance ha fatto del corpo opere d'arte, è la protagonista del poster mentre sventola una bandiera con il claim dell'evento. Un messaggio forte che ha come portabandiera l'artista montenegrina: "We are all on the same boat", siamo tutti sulla stessa barca, è la scritta che celebra la cinquantesima edizione della regata. «È un messaggio che parla di sostenibilità - ha spiegato Andrea Illy -, indica che abbiamo un destino comune, che dobbiamo prenderci cura della terra e che possiamo raggiungere la felicità solamente attraverso l'altruismo». «La società contemporanea ci obbliga a giocare in squadra. Non c'è più spazio per gli individualismi, che sono molto tipici del popolo italiano» ha concluso il patron di Illy. Non si è fatta attendere sui social la reazione del vicesindaco di Trieste Paolo Polidori (Lega) che si sfoga in un post su Facebook: «Inaccettabile, di pessimo gusto, immorale che si faccia propaganda politica con una manifestazione, la Barcolana, che appartiene a tutta la città! Mi sto muovendo per farmi consegnare la convenzione stipulata con il Comune di Trieste.  Se ci dovesse essere qualche margine di manovra per rinsavire da questa becera strumentalizzazione politica, ebbene, da assessore ai grandi eventi, si sappia che lo utilizzerò fino in fondo! E non mi si venga a fare i panegirici sulle spiegazioni ufficiali, la gente non è fessa!»
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Martedì 3 Luglio 2018, 18:43






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Barcolana, il manifesto di Marina
Abramovič fa infuriare il Comune
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2018-07-09 17:22:08
....depend.....!
2018-07-04 09:24:17
È pur vero che lo siamo ma, in effetti, il manifesto "profuma" URSS degli ultimi vent'anni anche se scritto in inglese. Sarebbe stato meglio uno schietto dialetto triestino o un buon italiano. Evidentemente l'autrice non è mai andata a Parigi, dove se non parli francese non ti "capiscono" (je comprend pas) o, più vicino, a Bolzano dove non ti calcolano. E... scendere un pochino?