Alina, suicida in commissariato: assoluzione bis per tutti i poliziotti

Giovedì 11 Giugno 2020 di E. B.
TRIESTE - Sono stati tutti assolti perché «il fatto non costituisce reato» i poliziotti imputati nel caso di Alina Bonar Diachuk, la donna di 32 anni ucraina, morta suicida nell'aprile 2012 in una 'sala controllò nel Commissariato di Polizia di Opicina ( Trieste) mentre era in attesa di essere rimpatriata. Lo ha stabilito la Corte d'Appello di 
Trieste. In primo grado i nove agenti erano stati assolti con una motivazione diversa e cioè perché il fatto non sussiste. In appello gli imputati sono scesi a otto. La donna si era impiccata con la cordicella di una felpa nella stanza in cui si trovava da due giorni dopo essere stata scarcerata nell'ambito di un'altra indagine, in attesa degli adempimenti amministrativi finalizzati alla sua espulsione, dopo il nulla osta concesso dall'autorità giudiziaria. La donna era terrorizzata all'idea di dover tornare in patria perchè condannata per omicidio e per timore di ritorsione da parte di organizzazioni criminali del suo Paese.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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