Minacce a Zaia, inchiesta archiviata. l'operaio disoccupato e no vax: «A lui nessuna intimidazione, il video della casa non è mio»

Mercoledì 27 Ottobre 2021 di Alda Vanzan
Minacce a Zaia, inchiesta archiviata. l'operaio disoccupato e no vax
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TREVISO - «Ero stato denunciato? E il magistrato ha disposto l'archiviazione?». Francesco Fella, 43 anni, trevigiano, è il protagonista del video registrato lo scorso dicembre davanti all'abitazione del presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, un filmato di stampo no-vax in cui si incitano i veneti a presentarsi a casa del governatore per manifestare il proprio dissenso. La denuncia nei confronti di Fella, che peraltro ha ricevuto un foglio di via dalla Questura e dunque non può più raggiungere il Comune di San Vendemiano, dove ha la residenza Zaia, è stata archiviata dal pm Christian Del Turco, della Procura di Venezia. Una decisione criticata in casa della Lega: «Sconcertante, è dovere di tutti promuovere la legalità e proteggere gli amministratori, presenterò una risoluzione in Consiglio», ha annunciato il consigliere regionale Roberto Bet del gruppo Zaia Presidente. Fella, invece, si rallegra.


Signor Fella, che lavoro fa?
«Sono disoccupato. Sono stato magazziniere, operatore Shiatsu, adesso mi occupo di animali, ma a livello di volontariato: pastorizia, allevamenti di cani».


È contento dell'archiviazione?
«Mi fa piacere».


Lo rifarebbe? Tornerebbe davanti a casa di Zaia?
«Ho già detto quello che dovevo dire, il video è molto chiaro, non c'è più bisogno di tornare perché il messaggio è arrivato. Se poi non è stato ascoltato, non è più un mio problema, è un problema dei veneti che devono svegliarsi e ripristinare un rapporto tra politica e popolazione che non esiste più dalla Democrazia Cristiana. Io da solo non posso fare niente: o i veneti si svegliano oppure resteremo in questo limbo dove Salvini sta con Draghi, la Lega non è più la Lega...».


Con il video voleva minacciare il presidente Zaia?
«Non c'è stata nessuna minaccia, anche perché, pur davanti al campanello, ho parlato al nulla. Se ci fosse stata la voce di Zaia o della moglie potevo dargli ragione, ma il mio è stato un monologo».


Secondo lei non erano ravvisabili né violenza né minaccia?
«Ma chi è che vuole minacciare Zaia? Assolutamente no. Il video era chiarissimo e non era nemmeno riferito a Zaia, diceva di prendere i Dpcm di Conte e di strapparli. Quello era il messaggio».


E l'altro video in cui si mostra come raggiungere la casa del governatore?
«Quel video non mi riguarda, l'ho visto, sta online, ma io non l'ho pubblicato, non so chi sia stato a farlo».


Invece il video girato un anno fa al Pronto soccorso di Treviso in cui diceva che non era vero che gli ospedali erano pieni è suo.
«Quello sì (ride) e i fatti mi danno ragione. Lo scriva: Francesco Fella dichiara che ministro Speranza, Governo Conte e Governo Draghi hanno applicato dei protocolli sanitari a-ssa-ssi-ni che hanno ucciso decine di migliaia di persone. Io non nego i morti, ma dico che sono stati ammazzati, intubati e potevano salvarli».


Lei ha ricevuto il foglio di via da parte della Questura con cui le si vieta di andare a San Vendemiano.
«Infatti non ci vado (ride). È l'unica cosa che ho ricevuto, un paio di mesi fa, ma tanto non è che abbia tanti interessi a San Vendemiano, vado a Conegliano semmai».


Lei si è vaccinato?
«Con tutto questo casino mo' mi vaccino? Ma nemmeno morto».


E quindi fa il tampone per avere il Green pass?
«Il tampone... Lasciamo stare, sennò sono parolacce e magari anche querele».

Ultimo aggiornamento: 08:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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