Luca Zaia in diretta oggi: «Chi manifesta metta la mascherina». Incremento dei contagi, torna il lockdown? «Il rischio c'è sempre». Scuola: le nuove regole

Mercoledì 10 Novembre 2021
Luca Zaia in diretta oggi
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Luca Zaia torna in diretta oggi, mercoledì 10 novembre 2021, dalla sede della protezione civile di Marghera per gli ultimi aggiornamenti sull'andamento della pandemia da Covid in Veneto. L'aumento dei contagi, la situazione negli ospedali e le vaccinazioni con terza dose sono al centro dell'attenzione in questi giorni, così come le ipotesi del Governo per contenere quella che oramai sembra a tutti gli effetti la quarta ondata del Coronavirus. Ospiti del presidente del Veneto oggi la dottoressa Francesa Russo, che illustra le nuove linee guida sulla scuola, e il dottor Paolo Rosi, responsabile del Suem, che dà uno spaccato delle terapie intensive nella nostra regione.

Zaia in diretta

Il bollettino Covid di oggi

Tamponi molecolari fatti ad oggi oltre 7 milioni 227mila, test rapidi 9milioni 644mila. Nuovi contagi nelle ultime 24 ore 931. Incidenza all'1.10%. Cittadini in isolamento oggi sono 13.609. Vittime del virus 2. Ricoverati 330 in Totale (+11), in area non critica 273 (+12), 57 in terapia intensiva (+1).

La situazione

Zaia ha esordito la sua riflessione concentrandosi sulle vaccinazioni: «Abbiamo un 15% di popolazione non vaccinata. Siamo a 7 milioni 366mila vaccinazioni fatte ad oggi, nelle ultime 24 ore oltre 14mila dosi inoculate. La vaccinazione sta procedendo e stiamo entrando nel vivo della terza dose, praticata a 6 mesi della seconda. A fine novembre entreremo nella fase intensa della somministrazione della terza dose, avremo un surplus di lavoro. La media di vaccinati regionale è 84,7%. Stiamo arrivando a un punto di non ritorno, quando arriveremo all'85%... se avessimo avuto più vaccini inizialmente probabilmente saremmo riusciti a vaccinare più persone». Ma la percentuale di non vaccinati resta comunque non ignorabile, a loro il governatore dedica una riflessione ampia, che prende in considerazione anche i dati che dimostrano l'efficacia dei sieri: «Molti che non si vaccinano sono esentati, poi ci sono quelli che hanno paura di vaccinarsi e quelli che non vogliono assolutamente farlo. Bisogna parlare a queste due ultime categorie. Tra i vaccinati c'è meno possibilità di avere sintomi o sono lievi. Tra i vaccinati ricoverati quelli in terapia intensiva sono molto pochi», ha ribadito. 

IL CONFRONTO
10 novembre 2020 - 10 novembre 2021

In questa tabella spiegata da Zaia si leggono i numeri "covid" del 10 novembre dell'anno scorso e di quest'anno:

Nel 2020 avevamo 50mila tamponi - oggi 84mila tamponi

Nel 2020 avevamo 2776 positivi - oggi 931 positivi

Nel 2020 avevamo incidenza 5.47%- oggi 1.10%

Nel 2020 avevamo 250 persone in terapia intensiva - 57 oggi

Nel 2020 avevamo1700 ricoverati in area non critica - oggi 330

Incremento delle positività

Un dato è indubbio: i nuovi contagi sono tornati a salire e Zaia non lo ignora: «Facciamo molta attenzione a questo incremento, che va di pari passo con la stagione e l'arrivo del freddo. Di certo siamo preoccupati del fatto che per colpa di qualcuno non si butti via questo lavoro fatto bene. I vaccini servono, lo si vede dai numeri negli ospedali. Non vaccinarsi è lecito, siamo in uno stato di libertà, ma bisogna portare la mascherina». «Non facciamo provvedimenti accessori, ma faccio un appello pacificatore: usate quantomeno la protezione, la mascherina, poi uno può fare le proteste che vuole». Lo ha ribadito il presidente. «Non nego - ha aggiunto - che alcuni interlocutori che oggi sono contro il vaccino, un anno fa erano contro le mascherine perché erano "dittatura"». 

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Lockdown: ritornerà?

La paura dei cittadini è quella che si ritorni a provvedimenti forti come il lockdown, ma questo rischio esiste davvero? «Con questi dati non torneremo chiusi in casa - ha spiegato Zaia -. Ma il rischio esiste sempre, quello di restrizioni, di cambio di colore dell'area. Inoltre è un automatismo, potremmo trovarci chiusi all'improvviso, evitiamo di subire restrizioni perché tiriamo troppo la corda». «La scelta del Green pass è stata fatta proprio in questa direzione: per evitare diversità di trattamento nei confronti dei cittadini. E noi non stiamo valutando misure del genere», ha quindi assicurato.

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Il "modello" Austria

«Io non conosco la Costituzione dell'Austria, che ha deciso un lockdown per i non vaccinati, in Italia mi sembra incostituzionale».

Zona gialla

Vi ricordate cosa significa essere in zona gialla? «Mascherina anche all'aperto, attività restano aperte ma tornano le restrizioni sui numeri delle persone nei ristoranti, e significa varcare la soglia che porta all'arancione e poi alla rossa. Inoltre la permanenza in area colorata è di due settimane» - ha precisato la dottoressa Russo. «Ma prima della zona gialla ci preoccupiamo dei ricoveri e della situazione negli ospedali» - ha aggiunto Zaia. 

Terapie intensive

Il dottor Rosi ha spiegato cosa stia succedendo oggi nelle terapie intensive del Veneto. «Abbiamo toccato il minimo a luglio, una ripresa fino a fine agosto, una stabilità per un mese e a fine settembre i posti occupati sono tornati a scendere, ma a partire da novembre abbiamo avuto una ripartenza brusca dei posti letto occupati, tornando ai numeri di settembre. La maggior parte dei pazienti è intubata, abbiamo due gravissimi con l'ossigenazione extra corporea. A inizio settembre abbiamo predisposto una quarantina di posti letto Covid aggiuntivi nei nostri ospedali, regoliamo via via a seconda di come cambiano i numeri dei pazienti che entrano ed escono. Ad oggi le proiezioni sono difficili da rendere attendibili, si tratta di variazioni molto piccole, la proiezione media ci dice che i posti occupati non dovrebbero aumentare di molto, ma la forchetta è molto ampia. Diciamo che ci aspettiamo un incremento piuttosto contenuto. Aumentano gli italiani ricoverati, quest'estate gli stranieri erano al 45%, oggi sono il 25%».

Ricoverati vaccinati o non vaccinati?

«Ad ottobre avevamo ricoverato il 35% di vaccinati  e il 65% di non vaccinati. Nei primi 10 giorni di novembre abbiamo l'81% di pazienti ricoverati non vaccinati (29) e il 19% di vaccinati (7 in totale). Attualmente i ricoverati in terapia intensiva in Veneto sono così divisi: 73% non vaccinati, 27% vaccinati. Se non avessimo il vaccino avremmo gli stessi numeri dell'anno scorso - ha sottolineato Rosi -, con 400 persone ricoverate in terapia intensiva. Negli ultimi mesi sono morti 84 non vaccinati e 17 vaccinati. La mortalità è maggiore nelle fasce più anziane e i vaccinati deceduti erano grandi anziani e affetti da altre patologie. Sotto i 50 anni sono morti 5 non vaccinati e nessun non vaccinato. Non vaccinarsi è come non usare la cintura di sicurezza in auto, e il problema che ogni giorno qualcuno muore perché non aveva la cintura. Vediamo, negli ultimi mesi, una forte crescita dei ricoveri in terapia intensiva di non vaccinati, mentre i vaccinati sono stabili a 4-5 casi al mese. Fra i ricoverati più significativi sono i 50enni e 60enni, che hanno circa il 30% dei ricoveri a testa, ecco perché si è ridotta la mortalità in terapia intensiva».

Che pazienti sono quelli vaccinati che finiscono in ospedale?

«Il vaccino non protegge al 100%, nessun vaccino. La maggior parte dei pazienti in terapia intensiva erano con commorbidità, ultra 80enni, già patologici, immunodepressi... non escludo che ci fosse qualcuno apparentemente sano sul quale il vaccino non ha fatto effetto, ma si tratta di mosche bianche», ha precisato ancora Rosi.

Fuga del personale medico dai reparti a rischio Covid

Oggi il sindacato degli ospedalieri Cimo sottolinea la crisi che si vede nei pronto soccorso. «Questo è un segnale dei tempi, qualche anno fa ho assunto 300 medici abilitati non specializzati, ne venne fuori una polemica clamorosa, dobbiamo avere un'elasticità un po' più anglosassone nella gestione, occorre essere più pratici», ha commentato Zaia.

Il dottor Rosi rincalza: «Questo problema riguarda tutta l'Italia, si è cercato di aumentare i posti di specialità in medicina d'urgenza e altre aree, gli specializzandi daranno un contributo importante nei prossimi anni. Il rischio è che l'aumento dei carichi di lavoro mettano in fuga altri professionisti. Stiamo pensando a un nuovo impiego degli specializzandi in pronto soccorso, con questo con il dottor Flor stiamo preparando una proposta da fare al Governo».

Terza dose ai sanitari

«Non è schedulata come le altre dosi, non è obbligatoria, qualcuno sta aspettando a farla, ma si registra comunque un flusso per l'inoculazione». Insomma, qualche ritardo sembra esserci ma tutto sommato sembra poter essere gestibile.

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Scuole, contagi e quarantene

La dottoressa Russo ha spiegato le nuove norme per gestire le quarantene nelle scuole. Come funziona da oggi in poi? «Quando si registra un contagio Covid tutti gli studenti restano a casa fino a quando non fanno il test, per massimo 48 ore. Se i ragazzi sono tutti negativi rientrano in classe. Se ci sono 2 casi nella stessa classe, gli altri, se vaccinati restano in classe, altrimenti vanno in dad. Se ci sono 3 casi i ragazzi vanno tutti in didattica a distanza. Da qui è escluso il settore dell'infanzia, la fascia 0-6: quando c'è un caso stanno tutti a casa. La fascia di età più colpita è quella della scuola primaria».

Scuole sentinella, come sta andando?
«Prosegue il progetto delle scuole sentinella, abbiamo 69 scuole coinvolte, 31223 test programmati, effettuati 21700 e abbiamo trovato 12 studenti positivi».

Ultimo aggiornamento: 13 Novembre, 08:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA