Zaia: «Siamo nella fase X, entro lunedì nuova ordinanza con restrizioni, non toccheremo le attività produttive» Video

Giovedì 22 Ottobre 2020 di Raffaella Ianuale
Zaia: «Siamo nella fase X, entro lunedì nuova ordinanza con restrizioni, non toccheremo le attività produttive»
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Coronavirus in Veneto, Luca Zaia dalla sede della Protezione civile di Marghera commenta i dati di oggi, 22 ottobre, e  affronta il probema della crescita della curva dei contagi. Annuncia che entro lunedì emanerà una nuova ordinanza con restrizioni per evitare gli assembramenti, mentre già oggi ci sarà un incontro con il governo.

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IL BOLLETTINO: I tamponi effettuati sono 2.292.554 e i test rapiti un milione e mezzo. Un altro forte balzo in avanti dei contagi Covid in Veneto, che da ieri registra 1.325 positivi in più. La regione sfiora adesso la soglia psicologica dei 40.000 infetti: sono ad oggi 39.590. Ci sono anche 19 morti in più, per un dato complessivo di 2.301 vittime (tra ospedali e case di riposo) dall'inizio dell'epidemia. In  isolamento ci sono 13.676 persone, in ospdelae 588 persone ricoverate, nelle terapie intensive 66

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IMPENNATA DI CONTAGI: «Il numero dei contagi sta aumentando, anche se è il risultato del fatto che facciamo molti più tamponi, ma in terapia intensiva ci sono 66 pazienti, molti meno rispetto a quanti ne avevamo a marzo. La curva sta crescendo e non sappiamo come si comporterà, dobbiamo uscire da questo lungo inverno.  In ospedale ci sono 588 persone ricoverate,  i reparti sono sotto pressione. Abbiamo armato l'artiglieria pesante, abbiamo i magazzini pieni di materiale sanitario al punto da avere autonomia fino all'estate. Se i pazienti in terapia intensiva superano i 150 apriamo i dieci centri Covid in Veneto. Mi raccomando quindi sempre l'utilizzo della mascherina».

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NUOVA ORDINANZA: «Abbiamo attivato tutte le cure che si sono dimostrate efficienti. Il problema è evitare il collasso della sanità, riempire cioè gli ospedali di pazienti Covid e bloccare tutte le altre attività sanitarie. Da qui a lunedì emetterò un'ordinanza in cui ci saranno restrizioni per gli assembramenti, per cercare di limitare i contatti tra i cittadini. Questo non vuol dire fare un lockdown. Crescono i contagi, anche perchè li cerchiamo, probabilmente a marzo erano di più ma non facevamo così tanti tamponi. Sulla nuova ordinanza non posso anticipare molto di più, la presenterò appena sarà firmata. Un provvedimento - ha anticipato - che non riguarderà le attività produttive, ma sarà di incentivazione all'uso dei dispositivi di protezione e di dissuasione degli assembramenti».

 

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Coronavirus, Luca Zaia commenta la curva crescente dei contagi: "Noi crediamo nei tamponi, ma la mole quotidiana di positivi è molto superiore a quella di marzo. Il contact tracing è la nostra forza, ma se c'erano già difficoltà allora, adesso sono ancora di più. Non abbiamo gettato la spugna, ma i numeri sono paurosi ".

 

MANCANO MEDICI: «Le terapie intensive sono potenziate, siamo i primi in Italia per numero di posti letto e questo ci rende orgogliosi, ma mancano i medici. Abbiamo assunto infermieri, ma per una mancata programmazione nelle università non ci sono medici specializzati: ne mancano 56mila a livello nazionale e 1300 in Veneto. Noi stiamo formalizzando che si facciano corsi brevi per formare medici per le terapie intensive. Poi sono dell'idea che i laureati in medicina devono essere messi in corsia, non dico che non bisogna fare le specializzazioni, ma bisogna renderli operativi subito».

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I TAMPONAMENTI: «C'è stata una remissione del virus durante l'estate, malgrado noi continuassimo a fare tamponi sull'ordine dei 25-30mila. Il coronavirus è un'influenza e quindi d'estate dà una tregua, questo non vuol dire che se ne sia andato».

CONTACT TRACING: «Noi crediamo nel contact tracing e quello che vogliamo è far partire il nostro sistema di sorveglianza. Ce l'abbiamo pronto da giugno, ma non l'abbiamo attivato perché non si pensasse che volevamo creare contrasto con "Immuni". Ma preciso non è in contrasto con Immuni, serve per creare una mappatura con un' app e poterci occupare di anziani e di chi è più fragile. E' tutto fermo per un problema di privacy, ma oggi all'incontro con il governo porrò il problema».

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LE TERAPIE INTENSIVE: «Il rapporto ora dei ricoverati è di 1 a 9: cioè per ogni 9 ricoverati ce n'è uno in terapia intensiva.Ormai da giorni abbiamo oltre 300 persone ricoverate, mentre il numero dei pazienti in terapia intensiva è attorno a 60, bisogna capire cosa succederà nei prossimi giorni. La curva delle terapie intensive oggi ha una inclinazione timida rispetto a come era a marzo. Bisogna vedere quanto si impenna questa curva e capire quando inizierà a scendere. Noi dobbiamo essere pronti ad intervenire. Non voglio creare apprensione ai cittadini, ma siamo entrati nella fase X, quella in cui non si scherza più. E quindi il naso va messo dentro la mascherina e non fuori. Per dire che, se fino a ieri qualcuno poteva anche permettersi di far uscire il naso dalla mascherina improvvidamente, ora  mi sento di dare un consiglio spassionato: evitate di farlo perchè troverete sorprese».

 

Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre, 14:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA