Luca Zaia in diretta oggi. Caos AstraZeneca: «Rischiamo di fermare i vaccini e far solo i richiami, è una tragedia». Terapie intensive in salita

Mercoledì 7 Aprile 2021 di Beatrice Mani
Luca Zaia in diretta oggi
8

Luca Zaia in diretta oggi, mercoledì 7 aprile 2021, per le ultime notizie sul Coronavirus in Veneto. Sono ripartite le scuole proprio oggi, con gli studenti che sono tornati in classe in presenza e al 50% negli istituti superiori. Continua la campagna vaccinale che fino a fine aprile potrà contare su una media di 150mila dosi a settimana, ma con l'incognita sulla vicenda AstraZeneca: oggi Aifa e Oms frenano sulle trombosi. Ma il rischio per il Veneto è altissimo, ha sottolineato il governatore: perché se Astra fosse sospeso per gli under 65, alla tedesca, allora un target enorme di popolazione andrebbe vaccinato con Pfizer o Moderna, compresi i richiami di Astra. Ci sarebbe un buco del 50%, come se avessimo un taglio in questa percentuale rispetto alla nostra capacità vaccinale. L'ipotesi peggiore è un rallentamento spaventoso della campagna vaccinale: «Potremmo fare solo i richiami», ha affermato Zaia.

Nel frattempo scoppia il caso focolai negli ospedali di Padova, nei quali una piccola parte del personale non si è ancora vaccinata e sono stati riscontrati 30 casi positivi che potrebbero aver infettato i pazienti. Ospite della diretta oggi il dottor Paolo Rosi, responsabile veneto delle terapie intensive.

 

Zaia in diretta oggi

Il bollettino

l totale dei morti dall'inizio della pandemia è di 10.873. I nuovi casi registrati da ieri sono 1.111, con il totale a 391.053. Scendono gli attuali positivi, che sono 35.537 (-1.449). E' a 2,53% incidenza. Sono 2.298 i ricoveri in ospedale (+11),  323 terapie intensiva (+8), 1.975 area non critica (+3), 67 vittime nelle ultime 24 ore. IL BOLLETTINO INTEGRALE DI OGGI

Covid in Veneto

«L'infezione c'è, in ospedale si ricovera ancora - ha affermato Zaia -, lo vediamo dalle terapie intensive. Abbiamo dei dati, macro proiezioni danno 0.96 Rt e 168,4 di incidenza: stiamo calando, abbiamo dati da zona gialla in questo momento. Ma Padova, Verona e Treviso che sta crescendo, hanno pressione ospedaliera. Il mese di aprile sarà comunque ancora tutto in trincea, da un lato negli ospedali abbiamo i ricoverati e dall'altro abbiamo tutta la campagna vaccinale».

VIDEO Covid Veneto, Zaia: «Numeri da zona gialla, ma abbiamo pressione ospedaliera»

«Per dire "stiamo andando bene" servono gli ospedali vuoti, non possiamo trascurare neppure le scuole dove sicuramente si svilupperà qualche focolaio. Serve una gradualità nelle riaperture, ne parleremo con il Governo».

Caos AstraZeneca

«Oggi abbiamo fatto una riunione con i direttori generali delle Ulss, il problema maggiore riguarda AstraZeneca e il verdetto dell'Ema di oggi. Io non sono d'accordo sull'andate avanti tutti tranquillamente, oramai si capisce che il rischio concreto è che si tolgano tutti gli under 65 se non arrivare addirittura a una sospensione. Se prendiamo la "via tedesca", di farli solo sopra i 65, sembra un assurdo - prima si poteva dare solo agli under 65, ora gli over -, capisco i cittadini e i loro dubbi. A quel punto avremmo uno spettro di cittadinanza che io non riuscirò a vaccinare con quel vaccino nato proprio per il target 16-65. Sotto i 65 c'è il rischio di dover utilizzare solo Moderna o Pfizer, che sono gli stessi che usiamo per anziani e fragili. Se AstraZeneca scompare da un grande target di età la campagna vaccinale rischia un rallentamento non da poco. A questo si aggiunge il problema dei richiami: se guardiamo i tedeschi il richiamo si fa con Pfizer o Moderna. E ci sta ma significa che quei due vaccini avranno anche il target di tutti i richiami di AstraZeneca. A parità di forniture noi riusciremmo a fare solo richiami e questa è una tragedia. Con Astra stiamo ancora vaccinando, ci sono cittadini che arrivano e rifiutano il vaccino ma non ci sono picchi. Occorrerà davvero aspettare la decisione di Ema oggi».

«Sui vaccini non ci possono essere opposizioni ideologiche: sono prodotti della scienza e la politica non c'entra». Così il presidente del Veneto Luca Zaia oggi nel corso del punto stampa è tornato sul tema dell'utilizzo di vaccini come lo Sputnik o quello cinese: «Per il primo non ho novità dico solo che come per la diagnostica se un Paese del G8 approva un dispositivo può essere utilizzato anche in Italia lo stesso deve accadere per i vaccini: se sono approvati dall'autorevole Fda americana non capisco perché poi ci deve essere un'ulteriore approvazione da Ema e Aifa», ha spiegato Zaia.

AstraZeneca, quali effetti collaterali? Le faq, da aspirina e altri farmaci più reazioni avverse

 

Appuntamenti per disabili

Caos prenotazioni sul portale, la Regione sta cercando una soluzione: «Stiamo pensando di modificare il sito e permettere anche a chi non è inserito come codice possa dichiarare di essere titolare del diritto di vaccinarsi e poi si presenti alla vaccinazione con la certificazione - ha riferito il governatore -. E' un modello che possiamo lanciare anche per altre categorie».

Mortalità

«Abbiamo posto una questione: noi facciamo il tampone ogni 4 giorni in casa di riposo, è stato inevitabile che anche chi moriva per altre patologie veniva "caricato" come paziente Covid. Stiamo cercando di scorporare e incrociare i dati, mortalità medie di tutte le Regioni ogni anno, calcoli il Delta e poi incroci i dati con i tamponi fatti: per avere i numeri giusti, reali».

Scuole

Sono ripartite oggi le scuole in Veneto e riprendono anche i progetti di monitoraggio del Covid negli istituti. «Abbiamo parlato delle scuole sentinella, adesso si può avere anche i salivare fai da te, dobbiamo andare avanti in questo senso - ha detto Zaia .-. I trasporti, abbiamo saputo che qualche linea è stata addirittura sovradimensionata».

Vaccini in farmacia

L'incognita dosi di vaccino pende come una spada di Damocle sul risultato dell'intera campagna in Veneto, ma la Regione va avanti con gli accordi: «Stamani abbiamo avuto un incontro con le farmacie per il protocollo di vaccinazione al loro interno, ma tutto dipende dalle forniture di dosi, ovviamente - ha spiegato l'assessore Lanzarin - e molto dipende anche dall'arrivo di Johnson&Johnson. Le farmacie devono avere locali separati dalle attività ordinarie oppure far vaccini in orario di chiusura. Farmacista e collaboratore, previo corso, possono fare le iniezioni. Noi garantiremo un "tutoraggio" per farmacisti e collaboratori farmacisti (il tutoraggio deve essere fatto dopo il corso). Gli ordini mi dicono che secondo loro ci sarà un'adesione al 50%, quindi 5-600 farmacie sulle 1400 circa del Veneto. Oggi redigeremo un protocollo, credo sia un'opportunità importante che va nella direzione della farmacia dei servizi e le farmacie sono presidi fondamentali. Chiaramente, le farmacie non potranno vaccinare fragili e super fragili».

Vaccini dal medico e a domicilio

«Abbiamo incontrato anche i medici che ci hanno riferito delle vaccinazioni a domicilio, il 25% dei gruppi di medicina integrata sono partiti - ha spiegato ancora Lanzarin -, i singoli si sono organizzati per andare nei punti vaccinali. Il 100% circa ha aderito ma stanno partendo adesso. Mi hanno detto che vi sia un'adesione totale. I medici di medicina generale vaccinano con AstraZeneca, i domiciliari talvolta con Pfizer».

Terapie intensive in Veneto

Come stanno andando i ricoveri nei reparti di Intensiva in Veneto? «Sono 659 i letti attivi sui 1000 disponibili, il dato sta aumentando - ha riferito il dottor Paolo Rosi, responsabile veneto delle terapie intensive -. Dal 31 marzo abbiamo una ripresa significativa. L'andamento segue quello dei ricoveri con un lasco di una settimana ma non vedendo che i ricoveri diminuiscono non ci aspettiamo un calo a breve, nel giro di 8 giorni dovremmo avere 320 letti occupati da pazienti Covid positivi, con picchi di 360, come avvenne a dicembre. Si riduce la mortalità in terapia intensiva, oggi passiamo dal 44% al 35%, questo è un segno importante, legato anche alla riduzione delle classi di età dei ricoverati. Sono quasi scomparsi gli 80enni in terapia intensiva». «Situazione stabile dal punto di vista clinico e inquietante dal punto di vista gestionale», così l'ha descritta Rosi che ha ricordato che questa gestione impone la chiusura di reparti e servizi. «Nello scenario di Fase 5 (il Veneto è in Fase 4) la previsione è di chiudere quasi tutti i servizi ospedalieri e concentrare le nascite in alcuni punti, ma io mi auguro di non arrivarci, considero questo lo scenario catastrofico. Per gestire una terapia intensiva di 8 pazienti servono 6 rianimatori e 24 infermieri, per capire».

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 8 Aprile, 11:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA