Zaia: «Riaperture sì ma a gradi. Modello dei 21 parametri è obsoleto». Scuole: vaccinato il 68% del personale

Martedì 6 Aprile 2021 di Beatrice Mani
Luca Zaia in diretta oggi
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Luca Zaia in diretta oggi, martedì 6 aprile 2021, sulle ultime notizie sul Coronavirus in Veneto. Torna dopo le festività pasquali la conferenza stampa su Facebook del governatore, e il rientro è in zona arancione (regole e divieti da oggi) dopo alcune settimane in zona rossa. E con il cambio di fascia riaprono anche le scuole, da mercoledì 7 aprile. A questo proposito Zaia ha annunciato che è stato vaccinato il 68% del personale scolastico. Proseguono le somministrazioni dei sieri anti Covid nelle nostre Ulss, sempre legate a doppia mandata alla quantità di dosi in arrivo. In totale si è superato in Veneto il milione di dosi inoculate. Siparietto con i giornalisti sulla polemica sulle iniezioni

Intanto a livello internazionale tiene banco il caso AstraZeneca: innanzitutto le trombosi post vaccino, ulteriori approfondimenti fanno dire ad Ema (l’agenzia europea per il farmaco) che il nesso esiste, anche se non è chiaro quale sia il meccanismo. l’Italia sta valutando limiti di età per la somministrazione ma non per il richiamo, mentre il ministro Speranza è pronto a rivedere le categorie.

 

Zaia diretta oggi

 

Il bollettino

Tamponi molecolari fatti ad oggi 4milioni 635mila, test rapidi 3milioni 929mila, 507 nuovi positivi nelle ultime 24 ore, 5,13% incidenza, 389.942 totale positivi da inizio pandemia,  36.986 attualmente positivi, 2.287 ricoveri in ospedale , 315 terapie intensiva (+13), 1972area non critica (+37), 10.770 vittime da inizio pandemia, 15 vittime nelle ultime 24 ore. IL BOLLETTINO INTEGRALE DI OGGI

 

Covid in Veneto

Finita la Pasqua rossa la nostra regione si risveglia in zona arancione: riaprono i negosi e alcune attività, ma la strada per il ritorno alla normalità sembra essere ancora incerta: venerdì saremo sottoposti a un nuovo vaglio del Cts, se non restassimo in arancione l'unica alternativa è il ritorno in zona rossa. «Da oggi è giornata arancione per il Veneto, non è un gioco a premi - ha sottolineato Zaia -, abbiamo avuto due dati se pur ai limiti, sotto i parametri di zona rossa. Siamo sotto ma di poco, sull'incidenza e sull'Rt, quindi voglio dire che la responsabilità passa nelle nostre mani, nelle mani dei cittadini, invito quindi i cittadini a non trascurare questa fare, usare mascherine, distanziamento... abbiamo 315 persone in terapia intensiva, non sono poche, è vero che siamo più performanti nel curarle, ma questo dato non deve essere sottovalutato. Tuttavia il virus c'è, troviamo positivi con i tamponi, il mio appello è di non abbassare la guardia. Sono convinto che ancora non si sia imboccata la via della discesa nelle curve, vediamo un'altalena, cali e riprese nei ricoveri. Abbiamo visto che l'età media dei ricoveri adesso è quella dei 54 anni, il target che viene colpito dal virus è cambiato. Ringrazio tutti gli operatori della Sanità che stanno subendo un forte stress: cure e vaccinazioni. E proprio le vaccinazioni sono la luce in fondo al tunnel, i focolai non si presentano più nelle Rsa e negli ospedali, questo perché abbiamo vaccinato».

«All'apertura dei cancelli di stamane abbiamo 132.371 dosi»: lo dice il Presidente del Veneto. Luca Zaia, parlando della campagna vaccinale nella regione dopo la Pasqua. «Abbiamo superato il milioni di dosi inoculate. Adesso abbiamo di AstraZeneca 99.429 dosi (questa settimana non arriva nulla), Pfizer -6mila dosi (perché riusciamo a tirar fuori la settima dose dalla boccetta, che ne coniene generalmente sei) 125mila dosi sono arrivate oggi, e oggi non ne abbiamo e purtroppo è una frenata per chi ha titolo a ricevere questo vaccino, Moderna abbiamo 39.547 dosi. Fino a fine aprile avremo circa 150mila dosi di vaccino a settimana». «Negli ultimi sette giorni il Veneto è la regione che vaccina di più: 59 vaccinazioni ogni 10mila abitanti». Ha affermato il governatore del Veneto.

 

La bufera sulle iniezioni
Zaia "volontario" a far punture

Polemiche su chi fa le punture: «Qui pettiniamo le bambole, in Israele vaccinano all'Ikea e offrono anche una bibita. Io l'iniezione la farei anche - ha detto Zaia ironicamente - potremmo fare una giornata di volontariato a fare punture, no? Io non metto in discussione la necessità di un medico nella anamnesi e nella valutazione dei sintomi post vaccino, ma per fare una puntura non serve una laurea».

Scuole riaperte

«Oggi si potevano aprire nidi e 0-6, per le altre scuole si parte da domani, con solo le superiori al 50% in Dad. Il personale scolastico vaccinato è intorno al 68% (si faranno le vaccinazioni del personale scolastico mancante ma la priorità è vaccinare gli over 80). Sono 700mila le persone del comparto scuola, tutti in presenza, in Veneto», lo ha detto sempre Luca Zaia. I virologi sono assolutamente contrari a questa riapertura: «Le scuole sono riaperte in virtù di una legge del Governo, dall'altra parte è innegabile che la didattica a distanza e la scuola non in presenza, abbiano lasciato segni, e non parlo del mondo della disabilità dove i progressi sono stati divorati dal non poter essere in presenza. E sono anche aumentati i casi di autolesionismo. Dobbiamo quindi porci questa questione, avendo ben presente che l'assembramento scolastico non sia come stare su un prato da soli. Ma il mondo scientifico deve mettersi d'accordo con se stesso».

Zone: quando tornano la gialla e bianca?

Fino a fine mese in Italia sono previste solo zona rossa o arancione: una batosta per tutte le attività che restano chiuse. «Il decreto prevede fino al 30 aprile zona rossa e zona arancione. Qualora le condizioni epidemiologiche consentissero di reintrodurre le altre fasce, c'è la possibilità di farlo. Io sono convinto del fatto che il modello 21 parametri diventi giorno dopo giorno sempre più anacronistico, perché costruito in un momento nel quale non esisteva una diagnostica e delle cure come facciamo oggi, ma soprattutto non esisteva l'effetto del vaccino, che non è irrilevante. Lo scenario è nuovo, so che stanno lavorando e spero lo facciano velocemente per rivedere quel modello. L'Rt, ad esempio ha un significato nella popolazione non vaccinata, ma ne ha un altro con la popolazione vaccinata. Comunque giovedì incontreremo il presidente del Consiglio, bisognerà trovare un equilibrio tra la voglia di riaprire e la valutazione del pericolo dell'epidemia: servirà una gradualità nel riaprire».

Estate, come sarà?

«Io l'estate me la immagino libera, perché se mi danno i vaccini, con l'aiuto della stagione calda (e quando arriva il caldo abbiamo visto che questo virus si comporta come quello influenzale), e fra due mesi abbondanti noi se procediamo con i vaccini che abbiamo ne avremo un milione in mezzo in più inoculati, con il milione già fatto saremo a due milioni e mezzo, il che significa che avrò messo in sicurezza coloro che se prendono il virus rischiano tanto».

Recovery fund

«Ci dovrà essere un nuovo rinascimento dell'economia - il crollo del 2008 ha dato il via a una serie di crisi importanti, anche prima del lockdown -, adesso con il Recovery fund, se lo impieghiamo bene, ne veniamo fuori, ne dobbiamo venir fuori. Le Regioni sono le uniche realtà capaci di "mettere a terra" gli investimenti del Recovery fund. Se il governo ci mette una visione federalista e la "sburocratizzazione", allora riusciremo a ripartire. Penso che se il Governo avrà visione dovrà pensare alle Regioni come partner e bracci operativi, se la visione sarà centralista e medioevale allora no».

«Fateci riaprire prima che sia troppo tardi»: l'appello della Confcommercio Veneto sulle pagine dei giornali

Varianti

«Adesso si parla della variante giapponese. Ricordiamo ai cittadini che queste sono mutazioni del virus, o fenotipi, ed è ovvio che il virus si replica e aggiusta sempre il tiro: il Covid di marzo non esiste più, o meglio, è sempre lui ma è cambiato. Oggi sappiamo che all'86% dei casi di positività in Italia e Veneto c'è quella inglese, un 2-3% quella brasiliana, ma non c'è un'allerta per quella giapponese», ha spiegato ancora il governatore Zaia.

 

Disabili, prenotare il vaccino

«Ci sono disagi, la problematica delle 104 e dei minori disabili l'abbiamo ben presente, stiamo incrociando tutti i dati con l'Inps per avere chiarezza e permettere a tutti la vaccinazione: se chi ha difficoltà prenoti se riesce, altrimenti chieda al medico di medicina generale di segnalare il loro caso per essere inseriti», ha assicurato l'assessore Manuela Lanzarin. «Se il mondo digitale non intercetta un disabile dobbiamo inventarci un sistema con le chiamate libere - ha annunciato Zaia -. Ci stiamo ragionando, ho un'idea, ma stiamo attendendo i risultati delle simulazioni. Per adesso non c'è niente di concreto».

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 7 Aprile, 09:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA