Luca Zaia in diretta oggi. «È il primo giorno di risalita dei virus». Il dottor Flor: «Vaccini, torchiato dai Nas, ecco come è andata davvero la compravendita»

Martedì 23 Febbraio 2021 di Beatrice Mani
Luca Zaia in diretta oggi
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Luca Zaia in diretta oggi, martedì 23 febbraio 2021, per le ultime notizie sul Coronavirus in Veneto. Continua la campagna di vaccinazione dei cittadini ma la Regione vorrebbe fare di più: ieri il governatore ha affermato che, con la quantità di dosi adatta, si potrebbe arrivare a somministrare 50mila dosi al giorno. E su questo argomento si è espressa nuovamente l'immunologa di Padova Antonella Viola, rilanciando l'idea di produrre i sieri in Italia, anche in previsione di vaccinazioni continue nel tempo, come avviene con l'antinfluenzale. Intanto è arrivato il via libera per la somministrazione di AstraZeneca fino a 65 anni (e non più fino a 55). Ma c'è attenzione anche agli effetti collaterali dei vaccini, un caso eclatante a Treviso, dove 200 professori hanno lamentato disturbi - con febbre fino a 39 - proprio dopo aver ricevuto la dose di AstraZeneca.

Il virus riprende forza in Veneto, oggi è la prima giornata in controtendenza nei ricoveri, lo annuncia con preoccupazione il presidente Zaia. E oggi il dottor Luciano Flor,  direttore generale della sanità veneta, ospite della conferenza, ha sottolineato: «I pazienti arrivano da casa già gravi nelle ultime 24 ore, e finiscono in terapia intensiva». Il medico ha poi risposto alle domande dei giornalisti sulla compravendita dei vaccini e l'indagine dei Nas.

Nel frattempo il Governo ha disposto il divieto di spostamento fra Regioni fino al 27 marzo prossimo (Tutte le novità - LEGGI) e il lavoro tra Roma e i governatori è serrato in vsta del nuovo Dpcm in scadenza il 5 marzo prossimo.

Zaia in diretta oggi

 

Il bollettino

Tamponi molecolari fatti ad oggi oltre 3milioni e 979mila, oltre 3milioni e 079mila test rapidi , +1.062 nuovi positivi in 24 ore, 2,81% incidenza dei positivi sui tamponi fatti,  328.078 positivi da inizio pandemia, sono 22.297 gli attualmente positivi. +21 decessi nelle ultime 24 ore, 1.394 ricoveri, 139 terapie intensive (+3), 1255 (+46) ricoveri in area non critica IL BOLLETTINO INTEGRALE DI OGGI - LEGGI

 

Covid in Veneto

La data di oggi è molto importante per la nostra regione: il 23 febbraio rischia di diventare il primo giorno di ripresa del Covid. Ad annunciarlo è il presidente Zaia, con toni davvero preoccupati: «Dal primo gennaio al 22 febbraio abbiamo avuto un calo, oggi è il primo giorno di risalita e non va sottovalutato, noi siamo molto preoccupati - ha affermato -. In queste ore il bollettino sta iniziando a dare dei segnali: io dico che invece di guardare l'Rt occorre porre l'attenzione sui ricoveri, quando i ricoveri superano le dimissioni significa che il trend si sta riaccentuando, non possiamo abbassare la guardia».

Video

 

Nuovo Dpcm

«Avremo incontri in questi giorni sulle misure da adottare nel nuovo Dpcm e spero che rappresenti la pietra miliare di questa fase del Covid, credo che sarà il grande spartiacque tra inverno e primavera, e spero si prendano in considerazione misure di aiuto alla nostra economia. Esistono ora studi sugli effetti del lockdown e sull'importanza dell'uso dei dispositivi: si capisce da queste ricerche l'importanza di questi ultimi e il ruolo fondamentale dei cittadini che devono proteggersi. Noi non possiamo permetterci un lockdown», lo ha ribadito Zaia. «Ieri Arcuri mi diceva che a marzo sono previste 8 milioni di dosi di vaccini in arrivo per l'Italia, per noi significherebbe avere 600mila dosi, più corriamo e più mettiamo in sicurezza la salute dei nostri cittadini».
Riaprire i ristoranti la sera? «Se si possono aprire a mezzogiorno si possono aprire anche la sera, con prenotazione e rispettando le linee guida, a questi imprenditori è stato chiesto di investire per adottare queste linee guida, vorremmo pensare che questa fase di convivenza con il virus si debba imporre più responsabilità e non pensare "se apro è finita", non bisogna abbassare la guardia. Più apriamo e più dobbiamo essere responsabili. E se non vacciniamo non ne veniamo fuori, questo giustifica il fatto che il Veneto desideri questi vaccini in più».

 

VIDEO Zaia: "Prendiamo esempio da Israele e UK, Europa più lenta su vaccini"

 

Il dottor Flor fa il punto sui vaccini

«Dal 22 febbraio al 31 marzo abbiamo una fornitura di vaccini di 610mila dosi, quindi a marzo possiamo vaccinare di più, si parla di Pfizer, AstraZeneca e Moderna - ha spiegato Flor -. Oggi è la prima giornata di controtendenza nell'andamento dell'epidemia, il lento calo quotidiano dei contagi e dei ricoveri si è invertito oggi. In queste prossime ore cercheremo di capire quale sia stata la fonte di contagio, dagli ospedali ci sentiamo dire che arrivano pazienti direttamente da casa abbastanza impegnativi, che si aggravano in pochissimo tempo. Stiamo all'erta per capire le modalità di questi nuovi contagi. Questo è un segnale che non ci saremmo aspettati perché da subito abbiamo un numero che cresce di pazienti in terapia intensiva, non sono passati i giorni standard fra ricovero e ingresso in terapia intensiva. E sono ingressi da malattia recente, dovremo intervenire in maniera molto aggressiva con l'individuazione dei contatti del positivi, non abbiamo aggregati ma singole unità disperse sul territorio - lo ha sottolineato più volte il direttore generale della sanità veneta -. Dopo 53 giorni di calo continuo oggi la malattia si presenta con un numero maggiore di ricoverati che sono entrati in ospedale nelle ultime 24 ore, e sono tanti. Ripristinare un rigore serio su misure di distanziamento e protezione è assolutamente necessario».

Ma questa inversione di tendenza può essere colpa della variante inglese? «Questo è un dato recente, il fenomeno è di ieri e stanotte, è ancora presto per saperlo - ha risposto Flor -. Ed è un fenomeno simile a quello delle regioni confinanti con noi che lo hanno registrato due settimane fa e la settimana scorsa».

 

Compravendita dei vaccini: come è andata

Le segnalazioni di disponibilità
Prima di tutto ci sono state le segnalazioni di presenza di vaccini sul mercato e possibilità di acquisirli. «Sul fronte dell'indagine - ha spiegato il dottor Flor -, a fronte di numerose situazioni nelle quali ci è stata segnalata la possibilità di avere forniture di vaccino, noi abbiamo fatto e stiamo facendo verifiche per avere tutti i dati necessari per poter chiedere l'autorizzazione all'acquisto e all'importazione ad Aifa e al ministero. La prima cosa che abbiamo fatto è stato chiedere se possiamo avviare una verifica, se possiamo negoziare acquisto ed importazione», ha affermato Flor.

Le 8 proposte e le 2 risposte
«Con le strutture con le quali ci siamo interfacciati, a 8 abbiamo scritto chiedendo se avessero vaccino, il quantitativo, il tipo (solo autorizzato Ema), i tempi di fornitura, i costi. Questa è la prima lettera inviata a 8 interlocutori. A due di questi che ci hanno risposto, una società inglese e una italiana, abbiamo chiesto il numero di lotto per la pratica di autorizzazione Aifa, una ditta non ci ha ancora risposto (quella inglese) e un'altra ci ha detto che in questo momento non è in grado di garantire la fornitura e che si dialogherà quando noi avremo l'autorizzazione ministeriale necessaria (quella dove il mediatore sarebbe Luciano Rattà). E queste risposte sono arrivate venerdì scorso».

«Flor torchiato dai Nas»
«Ci siamo interfacciati anche con il dottor Arcuri. Io sono stato sentito dai Nas ai quali ho fornito tutte le indicazioni e le documentazioni chieste. L'indagine è avviata e approfondita, sì, sono stato torchiato ma non ho niente da nascondere, se le indagini faranno chiarezza io non ho niente da temere, mi sono mosso pubblicamente e ho scritto, ho documentazione scritta, nessuna chiacchiera e nessun accordo sotterraneo», ha precisato Flor.

La questione del numero dei lotti
«Il numero di lotto lo fornisce il produttore del vaccino, non gli intermediari. Questo è un punto che deve essere chiaro, perché io volevo avere la certezza di avere come interlocutore il produttore. L'ipotesi che ci hanno indicato è che il vaccino Pfizer si trovi in una sede dell'industria in Germania. Se qualcuno ci invia il numero di lotto rinnovo la richiesta di autorizzazione all'acquisto e all'importazione, questo ho scritto. La società inglese è una ditta che opera nel settore, attiva, per l'italiana abbiamo fatto la visura camerale, per noi è un'operazione di routine».

Il mediatore Rattà

Una figura che emerge è quella di Luciano Rattà, sarebbe uno dei due intermediari che hanno proposto vaccini anti Covid. «Un nostro fornitore di mascherine ci ha fatto sapere di poterci fornire vaccini. Gli abbiamo detto di farci sapere. Questo nostro fornitore si è rivolto a Rattà, che io non ho mai visto, e che mai abbiamo cercato - ha puntualizzato ancora il dottor Flor -, noi abbiamo risposto solo a chi ci ha proposto inizialmente i vaccini. Ci è arrivata una nota di questo Rattà, per 15 milioni di fiale a prezzo di mercato europeo. Io gli ho chiesto il numero di lotto, perché non posso fare istanza di autorizzazione senza il numero di lotto. E' la casa produttrice che dà il lotto di fornitura, quindi io il farmaco all'estero lo compro da lei non dal mediatore. L'intermediario mi facilita il compito ma mi porta il dato che mi dà il produttore del vaccino», ha ribadito Flor.

Il capitale sociale di mille euro della società dell'intermediario: che tipo di garanzia dà questo a una Regione, non desta sospetti? «Per farla molto semplice, noi non anticipiamo soldi, neanche un euro, non possiamo farlo in quanto ente pubblico, a chi ci ha chiesto un anticipo non l'abbiamo preso in considerazione. Noi paghiamo la fornitura del bene con fattura, e l'impegno è a pagare entro 60 giorni. Qualcuno ci ha chiesto che vi sia una somma vincolata in una banca, ed è la banca che ci fa da tesoriere, la certezza di avere 20 milioni vincolati per acquistare il vaccino. Non è vietato né fuorilegge fare in questo modo, poco utilizzato in Italia», ha spiegato ancora Flor.

La partita dei vaccini è chiusa?

«No, assolutamente no, spero che questa indagine ci dica se vi sia costrutto o meno», ha replicato il presidente Luca Zaia. «Su Rattà vorrei dire che non ho mai visto né ho mai avuto contatti con quel soggetto, si tratta di un secondo contatto, un contatto di un nostro fornitore ma non nostro diretto». «Quando abbiamo iniziato ad avere contatti per i vaccini, da amministratore mi sono posto il problema: se non verifico poi mi potrebbero imputare di non aver agito».

 

Reazioni ai vaccini

«Non abbiamo episodi di reazione gravi al vaccino in Veneto - ha spiegato Flor -, le reazioni le danno anche aspirina, antidolorifici, eccetera, bisogna sapere che la vaccinazione indistinta copre con una percentuale elevatissima dalle complicanze gravi della malattia, dobbiamo sottolinearlo».

 

 

Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio, 10:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA