Luca Zaia in diretta oggi: «Sale l'Rt, e le scuole pesano. Se dovremo chiuderle lo faremo». Vaccini, Flor: «Da domani somministreremo tutte le dosi che arriveranno»

Lunedì 1 Marzo 2021 di Beatrice Mani
Luca Zaia in diretta oggi
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Luca Zaia in diretta oggi, lunedì 1 marzo, per le ultime notizie sul Coronavirus in Veneto. La pandemia sta dando segni di risalita, i casi di contagio da Covid e i ricoveri in area non critica e terapia intensiva negli ultimi giorni sono aumentati. Non è un buon segno, e il governatore si era detto preoccupato fin dal primo giorno di inversione della tendenza. E parole serie sono giunte stamani anche dal ministro Speranza, che ha dichiarato: «Le prossime settimane non saranno facili nella gestione del Covid. Abbiamo l'obbligo di dire la verità e di dire come stanno le cose». Che ci si avvii verso maggiori restrizioni? Di certo Zaia sta prendendo molto sul serio la correlazione fra contagio e apertura delle scuole, gli elementi verranno valutati seriamente e portati anche alla prossima riunione con il Governo, prevista fra oggi e domani. «Se dovremo chiudere chiuderemo», ha assicurato, sostenuto anche dall'opinione del dottor Flor, direttore della Sanità veneta.

​Il Veneto intanto resta giallo, almeno fino a venerdì, quando verranno nuovamente rivalutati i colori delle Regioni italiane. Si guarda intanto con fiducia mista ad apprensione alla campagna vaccinale, che prosegue con le dosi a disposizione (Chi può farlo, le procedure Regione per Regione - LEGGI) , ma la partita dell'acquisto dei vaccini in autonomia non sembra essere definitivamente chiusa, almeno dalle ultime dichiarazioni di Zaia: «Alla fine avrò ragione io. 20 intermediari continuano a dire che li hanno», e se gli intermediari dopo l'indagine dei Nas risultassero affidabili e le dosi realmente fossero disponibili sul mercato? A quel punto occorrerebbe valutare il da farsi, ma per adesso non sembrano esserci novità, come ribadito ancora da Flor.

Ma intanto fa restare sempre di più con il fiato sospeso il fenomeno delle varianti del virus, nel vicino Alto Adige la situazione è sempre peggiore: ci sono stati due morti per la “sudafricana”: cresce il numero dei comuni isolati. E se è vero, come di ce il rpesidente del Veneto, che il Covid non conosce confini, le mutazioni risultano essere davvero ad un passo, e va ricordato che a Bolzano ne sono presenti ben quattro: quella sudafricana, spagnola, britannica e ceca.

 

Zaia in diretta oggi

 

Il bollettino

Tamponi molecolari fatti ad oggi oltre 4 milioni, 3milioni 204mila test rapidi, positivi 603 nelle ultime 24 ore, incidente del 5,70%. 1334 ricoverati totali, 1195 in area non critica (-7), 139 in terapia intensiva (-2). Decessi da inizio pandemia 9852, +5 nelle ultime 24 ore. (Il bollettino integrale, LEGGI E SCARICA IL PDF)

Covid in Veneto

I numeri parlano chiaro: la ripresa del virus c'è, per adesso gli ospedali respirano ma il rischio di una impennata, dopo un anno di esperienza con il virus, sappiamo che non è mai da escludere. «Si incrementa l'incidenza, eravano all'1% - ha ricordato Zaia -. L'Italia si sta corolando di arancione, noi per i parametri del Dpcm non siamo ancora arancioni ma il nostro Rt è salito. E la presenza delle scuole aperte conta, pesa sul contagio. Credo che la correlazione con la scuola ci sia e non per colpa dei ragazzi, lo dice la letteratura scientifica a disposizione. I ragazzi hanno cariche virali alte e spesso sono asintomatici, questo porta il virus nelle famiglie. Chiudere una scuola è una sconfitta, intendiamoci e noi non ne facciamo una questione ideologica. Ma non può passare l'idea che chi chiude una scuola abbia l'anello al naso e chi no rappresenti il mondo intellettuale, si aprono e chiudono perché ci sono indicazioni di natura scientifica e sanitaria. E chi ha aperto le scuole prima di noi adesso le sta chiudendo», ha ribadito il governatore. Il rischio contagio si alza, quindi, in Veneto: «17 persone, su una piazza di mille, sono potenzialmente positive e contagiose - ha rivelato Zaia - quindi dobbiamo stare attenti, perché comincia sempre così». In questo momento però Zaia assicura che non ha in animo di fare un'ordinanza per chiudere le scuole ma ritiene che la comunità scientifica valuti con estrema attenzione questo aspetto«Adesso vogliamo parametri definiti in modo dettagliato per capire come comportarci. Meglio soffrire adesso che trascinarci in un'agonia, questo è quello che credo, anche rispetto alla scuola».

Nuovo incontro con il Governo

«Tra oggi e domani ci sarà, immagino, un nuovo incontro con il Governo, il Cts dice di chiudere le scuole nelle zone rosse. Fondamentale, nella valutazione delle zone, è l'uguaglianza dei parametri fra le Regioni, e non devono essere trascurati quelli dell'ospedalizzazione», ha affermato Zaia. La revisione dei parametri è quindi all'ordine del giorno, anche quelli che portano alla chiusura degli istituti scolastici. «L'approccio sulla scuola deve essere oggettivo, sostenibile e scevro da aspetti e condizionamenti ideologici» - ha ribadito ancora il governatore del Veneto -. Se c'è da chiudere le scuole noi le chiudiamo, ma non è un atto muscolare». «E sulle misure restrittive occorre che vi sia un accordo scientifico e un accordo con il Governo, perché non vengano persi i ristori per le aziende, come è successo con la zona giallo plus», ha nuovamente sottolineato Zaia. Aperture di teatri e musei ma le palestre restano chiusi, che ne pensa il governatore? «Dal giorno del mio compleanno, il 27 marzo, riaprono i teatri. Non so spiegare questa scelta».

Scuole a rischio chiusura?

Il dottor Luciano Flor, direttore Generale della Sanità della Regione Veneto, spiega la situazione sanitaria questa mattina. «Oggi in rianimazione siamo in crescita nell'ultima settimana, non siamo calati, ma siamo cresciuti di una decina di malati nel differenziale entrati-usciti. Lo stesso discorso vale per i malati in area non critica, dove siamo in leggera crescita. I segnali sono quelli della ripresa della malattia, dobbiamo aspettare di avere i numeri alti per intervenire? - si è chiesto il dottore -, noi siamo lontanissimi dai numeri che chiederebbero la chiusura delle scuole ma non possiamo pensare di arrivare a quei numeri per muoverci. Dobbiamo ragionare su cosa fare, se l'andamento si stabilizza sui numeri di oggi continuiamo con la prevenzione e i test e la sorveglianza, chiudendo istituti singoli. Ma non stiamo tranquilli». 

Vaccini

Flor fa il punto: «Da oggi e domani somministreremo tutti i vaccini che arrivano, abbiamo già fatto la scorta per il richiamo a 21 giorni. Ci sarà quindi un'accelerata sulla campagna vaccinale. Quante persone verranno vaccinate? Da qui a fine marzo sono 350-370mila le dosi che dovrebbero essere somministrate. Abbiamo ad oggi una capacità superiore alle 400mila dosi mantenendo anche la scorta». Fase 1 e Fase 2 delle vaccinazioni, a che punto siamo? «Operatori sanitari e sanità abbiamo code residuali, ora stiamo facendo scuole e forze dell'ordine poi partiremo con le categorie del '39 sugli anziani (classe '41 è finita, '40 in corso), sono entrate alcune categorie da vaccinare in prima fascia». Oncologici, trapiantati e fibrosi cistica: stanno consegnando i vaccini per queste tre categorie.

«Volevo ricordare che stiamo vaccinando anche gli uder 110 - ha sottolineato Zaia -, si parte dalla settimana prossima con i centenari che entrano in vaccinazione». Passaporto vaccinale? «Il mondo va nella direzione che se non ti sarai vaccinato ti saranno precluse alcune attività e spostamenti, vogliamo capirlo? E possiamo anche essere contrari ma o ci adeguiamo o restiamo tagliati fuori. Che resti agli atti che se non ci organizziamo arriveremo da buoni ultimi un'altra volta. Avete visto le isole tutte vaccinate? Noi stiamo qua a discutere del passaporto vaccinale, avremo la mappa del mondo con su scritto Covid-free, vedrete come funziona il turismo così», è l'opinione di Zaia.

Compravendita Vaccini

«Non ci sono nuove informazioni sul numero dei lotti e non ci sono indicazioni da parte delle autorità che indagano sul caso». Lo ha dichiarato ancora il dottor Flor.

 

Assalto ai centri storici

Folle nel weekend nei centri storici cittadini, sulle spiagge  e anche in montagna. «La pandemia è esplosa a marzo dell'anno scorso - ha ricordato Flor - e oggi sembra che la malattia stia riprendendo forza. E abbiamo ancora la memoria del lokdown del 2020». «Ieri abbiamo avuto 17mila persone che hanno utilizzato i treni per Venezia, come facciamo a spiegare ad altri operatori di settore che fiere, sagre non si possono fare, per esempio? Uno sì e l'altro no, bisogna dare evidenze scientifiche», ha sottolineato Zaia.

Allarme varianti

Crisanti lancia l'allarme delle varianti del Covid, soprattutto in Veneto e polemizza nuovamente sulla questione test rapidi. «In attesa della pubblicazione dei dati scientifici noi facciamo il massimo dei tamponi molecolari, quello che facciamo con i rapidi è un di più - ha affermato Flor -, se troviamo più malati è perché facciamo un numero maggiore di tamponi. Aspettando le delucidazioni scientifiche su queste tesi noi continuiamo a fare tamponi molecolari e rapidi come abbiamo sempre fatto». «Il professor Baldo ha testato centinaia di persone con l'antigenico e poi confermate con il molecolare, trovando linearità e utilizzando un test antigenico di terza generazione», ha replicato Zaia.

Ultimo aggiornamento: 2 Marzo, 12:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA