Dengue, West Nile e Vaiolo delle scimmie: 21 trevigiani infettati dalle malattie tropicali

Domenica 7 Agosto 2022 di Mauro Favaro
Treviso ricoveri per malattie tropicali in aumento

TREVISO - Un nuovo caso di vaiolo delle scimmie: salgono a sei i contagi registrati nella Marca. Mentre il West Nile, il virus portato dalle zanzare comuni, non molla la presa: su 9 casi segnalati, cinque persone hanno sviluppato una malattia neuro-invasiva. E due di loro, un 73enne di Ponzano e un 87enne di Salgareda, purtroppo non ce l'hanno fatta. È un'estate complicata per le infezioni. Anche a causa del proliferare delle zanzare. Difficilmente fanno troppa paura. Ma in realtà sono in grado di diffondere virus come pochi altri vettori. Fino a oggi nella Marca sono stati individuati 21 casi di malattie di origini tropicali. Al West Nile si aggiungono infatti 4 casi di febbre Dengue su persone rientrate dall'estero, tra l'Africa e il sud America. Nessuna provincia del Veneto ne conta di più. Questo virus è trasmesso all'uomo dalle zanzare infette del genere Aedes. Grazie agli isolamenti si è scongiurato il rischio di micro-epidemie locali. Ci sono poi stati due pazienti, curati a Treviso e Montebelluna, che hanno sviluppato un'infezione in seguito al morso di una zecca. E il quadro è completato dal vaiolo delle scimmie.

Dal Comune distribuite compresse antizanzare...scadute


IL CORONAVIRUS
Senza dimenticare il Covid. «Al momento sono 118 i pazienti positivi ricoverati negli ospedali, compresi tre in Terapia intensiva - fa il punto Francesco Benazzi, dg dell'Usl - I ricoveri stanno progressivamente diminuendo. Così come i contagi». L'indice Rt è sceso a 0,83. Un bel segno: sopra l'uno l'epidemia continua a espandersi. «Oggi il virus sta colpendo soprattutto le persone tra i 75 e gli 85 anni, che spesso non hanno ancora fatto la quarta dose del vaccino sottolinea il direttore l'incidenza generale dei contagi è pari a 606 su 100mila abitanti. Tra gli anziani, invece, sale a 836». Solo nell'ultima settimana sono mancate 15 persone che erano risultate positive al coronavirus. E restano quasi 11.200 i trevigiani attualmente costretti alla quarantena. L'emergenza rimane nei fatti. Ma l'Usl guarda con favore alla scelta di non rendere la mascherina ancora una volta obbligatoria per tutti nelle scuole da settembre, a parte i soggetti fragili. «È giusto che i bambini e i ragazzi siano liberi dice Benazzi l'importante è indossarla quando ci sono dei dubbi, come quando si ha un po' di raffreddore, o quando si vanno a trovare persone anziane e fragili». Intanto ha finalmente iniziato a ridursi il numero dei lavoratori dell'azienda sanitaria a casa perché positivi. «Sono scesi a 101 conferma Benazzi cioè meno di 145 sospesi perché nonostante l'obbligo non si sono vaccinati contro il Covid». Un paio di settimane fa bisognava fare i conti con 400 buchi. Adesso invece le assenze sono 246. Piano ferie permettendo, gli ospedali possono progressivamente recuperare parte delle attività. Sono 17mila i trevigiani che stanno attendendo una visita specialistica. E 4mila un intervento chirurgico.


GLI ALTRI FRONTI
Restando in ambito ospedaliero, anche le infezioni da West Nile hanno imposto una serie di ricoveri. «Cinque persone sono ancora sotto osservazione in ospedale - specifica il direttore generale - mentre un'altra è stata dimessa». I giovani che hanno contratto il vaiolo delle scimmie, invece, sono stati seguiti tutti attraverso l'isolamento domiciliare. La Regione ha appena annunciato l'arrivo delle prime 400 dosi di vaccino per Monkeypox, questo il nome tecnico. Ad oggi la vaccinazione non è richiesta né indicata. Il dipartimento di Prevenzione, all'interno del coordinamento regionale, sta valutando i criteri per individuare le persone potenzialmente a rischio. Quel che è certo è che il virus che causa bolle e lesioni sulla pelle circola anche qui.
 

Ultimo aggiornamento: 16:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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