West Nile, due morti nel trevigiano e un ricovero

Il vademecum dell'Usl per evitare il proliferare del virus

Mercoledì 20 Luglio 2022
West Nile tre i trevigiani che si sono ammalati tra cui due decessi e un ricovero

TREVISO - Tre casi di West Nile nel trevigiano tra cui due morti. Il primo caso risale al 15 luglio quando il Servizio Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione ha ricevuto la notifica di un caso da West Nile nel comune di Ponzano Veneto. Un 73enne con significative comorbilità è deceduto in seguito a malattia neuroinvasiva. I test di conferma sono stati inviati a Padova. 

Secondo caso un 72enne

Sempre in data 15 luglio è stato comunicato un secondo caso sospetto, riguardante un 72enne residente a Cessalto, anche lui affetto da altre patologie concomitanti. Il paziente è già stato dimesso dall'ospedale ed è ora in buone condizioni di salute. 

Deceduto un 87enne di Salagareda

Il 16 luglio il Sisp ha ricevuto un'altra segnalazione, relativa al decesso di 87enne residente a Salgareda, anch’egli con patologie concomitanti. Al fine di garantire le adeguate misure preventive per i cittadini, in attesa della conferma laboratoristica dei casi con test mirati, il Servizio Igiene e Sanità Pubblica ha dato immediata comunicazione dei casi probabili ai Sindaci interessanti, ricordando tutte le misure utili da adottare, sia ai privati che ai Comuni. Il virus West Nile è presente in Veneto dal 2008, e la zanzara Culex Pipiens (la zanzara comune) ne rappresenta uno dei principali vettori. 

Contro la West Nile azione congiunta di Usl e Regione

Le azioni promosse dalla Regione, e messe in atto dall’Ulss 2, prevedono la sorveglianza dei focolai larvali (dai quali si sviluppano le zanzare) in tutto il territorio: ai Comuni viene chiesto di inviare i piani di disinfestazione ordinaria entro febbraio. L’Ulss provvede successivamente a valutare eventuali criticità, tramite le verifiche di efficacia dei trattamenti larvicidi calendarizzati, monitoraggio delle trappole e con azioni mirate nei confronti del vettore ove previsto. 

Il vademecum contro la West Nile

«Al fine ridurre il rischio di focolai si raccomanda a tutta la cittadinanza di non abbandonare oggetti e contenitori di qualsiasi natura dove possa raccogliersi l’acqua piovana e, nondimeno, di svuotare giornalmente qualsiasi contenitore di uso comune con presenza di acqua. Inoltre, condomini e proprietari di edifici dovranno trattare in forma preventiva e periodica le caditoie ed i tombini presenti in giardini, cortili e aree esterne di pertinenza degli edifici, con idoneo prodotto larvicida in compressa (è escluso l’utilizzo di adulticidi). I trattamenti andranno annotati in un apposito registro da esibire su richiesta degli incaricati alla vigilanza sull’osservanza delle disposizioni - affermano - Particolari precauzioni dovranno essere seguite anche da proprietari, detentori e coloro che hanno la responsabilità o l’effettiva disponibilità di scarpate e cigli stradali, corsi d’acqua, aree incolte e aree dismesse, dai Consorzi, dalle Aziende agricole e zootecniche. È importante inoltre applicare misure barriera nelle abitazioni, in particolare dove dimorano soggetti con fattori di rischio (zanzariere) e applicare repellenti cutanei idonei a base di DEET o ICARIDINA ad una concentrazione superiore al 10% (ogni 3-4 ore nei luoghi di esposizione o densità vettoriale). Nei bambini sotto i 2 anni è consigliata l'applicazione di prodotti a base di Paramatandiolo (Citrodiol)».

Ultimo aggiornamento: 16:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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