Volontario Lilt stroncato dal Covid a 71 anni in due settimane. Le figlie disperate: «Un vuoto enorme»

Domenica 16 Gennaio 2022
Giorgio Giuseppe Delle Fave

VITTORIO VENETO - Ha lottato fino all’ultimo, poi il cuore di Giorgio Giuseppe Delle Fave, 71 anni, si è fermato. Ad ucciderlo in poco più di due settimane è stato il Covid. Quel virus che lui era sempre stato sicuro di sconfiggere da solo, tanto da rifiutare ostinatamente di vaccinarsi, nonostante le pressioni della sua famiglia, e in particolare delle sue tre figlie. La notizia ha gettato nello sconforto i tanti amici ma soprattutto i volontari della Lega per la lotta contro i tumori (Lilt) di Vittorio Veneto. Da quasi quattro anni, infatti, Giorgio Delle Fave era entrato a far parte del gruppo autisti volontari dell’associazione. All’interno del quale si era fatto subito apprezzare per la grande disponibilità e umanità nei confronti dei pazienti che ogni giorno vengono trasportati dalla Lilt nei luoghi di cura.
L’IMPEGNO 
Delle Fave era giunto a Vittorio Veneto una decina di anni fa come rappresentate di prodotti per l’ottica. Al momento di andare in pensione, la decisione di dare concretezza al suo impegno civile: l’adesione al gruppo autisti della Lilt vittoriese. Un servizio che Giorgio, come era meglio conosciuto, prestava con grande entusiasmo. Anzi, la sua esperienza di agente di commercio, abituato a battere le strade di mezza Italia, lo portava a svolgere senza problemi anche i compiti più gravosi, portando pazienti negli ospedali del Nord Italia, da Udine a Milano. In poco tempo era diventato una delle colonne del gruppo. Anche con le prime ondate Covid Giorgio Delle Fave non si era fermato: aveva continuato a portare malati oncologici anche quando non c’erano vaccini o test Covid a disposizione, solo con lo scopo di garantire quelle cure per loro vitali. Anche a rischio della propria vita. Poi la decisione di non vaccinarsi. Con dolore dell’associazione e dello stesso Giorgio, è scattata la sospensione obbligatoria dal servizio. Ma sempre con la volontà, non appena passata la bufera Covid, di tornare a disposizione dei malati oncologici. Subito dopo Natale, invece, i primi sintomi. Giorgio Delle Fave si reca in ospedale a Vittorio. I medici giudicano comunque quei segnali non sufficienti a disporre il ricovero, e lo invitano a tornare a casa. La situazione peggiora lentamente. Fino a quando, dopo Capodanno, si chiama l’ambulanza.
IL RICOVERO 
Giorgio viene ricoverato. Poco dopo l’ossigeno non basta più. Si decide di intubarlo: lo convincono le figlie. Non basta ancora. Domenica l’ultimo disperato tentativo di salvarlo: viene trasferito a Treviso. Niente da fare: venerdì sera alle 21 Giorgio Delle Fave si arrende. «Il nostro era un papà meraviglioso – ha detto ieri la figlia Silvia – era affettuoso e aveva un amore incondizionato per noi. Abbiamo provato di tutto per convincerlo a vaccinarsi, ma il suo orgoglio ha vinto. Ci mancherà come l’aria, lui per noi era davvero il nostro papi speciale». Un commosso ricordo ha voluto dedicargli ieri anche il presidente provinciale della Lilt, Alessandro Gava. «Apprendo affranto la notizia della morte di Giorgio Delle Fave - ha detto Gava – nostro volontario da alcuni anni, che con passione e grande disponibilità svolgeva il ruolo di autista volontario della Delegazione vittoriese della Lilt. I volontari sono il nostro bene più prezioso, per cui quando uno viene a mancare siamo tutti più poveri. Siamo vicini ai famigliari in questo triste momento». Giorgio Delle Fave, che abitava in via Roma, lascia, oltre alle tre figlie, la compagna Marialina Capparelli. I funerali si svolgeranno mercoledì, alle 11, nel duomo di Serravalle. 

Ultimo aggiornamento: 08:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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