Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Violenze alla moglie davanti ai figli, l'incidente probatorio conferma le accuse, i bimbi: «Non vogliamo più vedere papà e i nonni»

L'uomo è indagato per furto, maltrattamenti e violenza sessuale. I bambini e la donna sono ora in una comunità protetta

Mercoledì 22 Giugno 2022 di Lucia Russo
Marito picchia la moglie davanti ai figli minori

TREVISO - «Non vogliamo più vedere il papà e i nonni, sono cattivi con la mamma». Questa la frase pronunciata dai bambini della coppia dell'est Europa che hanno assistito alle violenze del papà su loro madre. Un matrimonio combinato dalle rispettive famiglie dei due, un marito che alzava le mani facilmente con un passato da spacciatore che ha già ricevuto un decreto di espulsione (contro del quale ha fatto ricorso). Nella mattinata di oggi, 22 giugno, davanti al gip Marco Biagetti si è svolto l'incidente probatorio dove sono state riportate le dichiarazioni dei due bambini che hanno assistito ad episodi di violenza il 12 dicembre del 2021. In quella giornata, la donna è stata picchiata in macchina, portata via di forza da un locale dove si era rifugiata scappando dal marito e le ha tirato i capelli. Il motivo del litigio sarebbe stato l'utilizzo da parte della donna del bancomat che avrebbe dovuto usare per comprare un cellulare e che il marito le avrebbe strappato di mano proprio mentre stava per effettuare il pagamento. Da lì la violenza. L'uomo è indagato per furto, maltrattamenti e violenza sessuale. L'aggravante è di aver compiuto dei reati proprio davanti ai figli minorenni. Dalle indagini è emerso che potrebbero essere state le regole patriarcali dell'est Europa, paese d'origine di entrambi i coniugi, a dettare determinati comportamenti come il fatto che la donna venisse segregata in casa con il solo permesso di andare a lavorare in casa di risposo, il divieto di avere contatti con persone esterne e il controllo sulle finanze. Le violenze, anche quelle sessuali, sarebbero state una punizione a degli atteggiamenti della donna che è stata ad esempio violentata per alcune foto con i colleghi che l'uomo ha scovato sul suo cellulare. Il sostituto procuratore Davide Romanelli ha messo sotto indagine anche i genitori dell'uomo ritenuti complici di vessazioni fisiche e psicologiche subite dalla donna. I bambini e la donna si trovano ora in una comunità protetta

© RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci