Travolse e uccise il 17enne Nicolò: patteggia 22 mesi

Mercoledì 3 Marzo 2021 di Denis Barea
Nicolò Di Giacomo

VILLORBA Erano circa le 8,50 del mattino del 19 novembre del 2019 quando, in sella alla sua moto da cross, è stato urtato da un camioncino che si stava immettendo su viale Fellissent. Per il colpo ha perso l’equilibrio, cadendo a terra e finendo la propria corsa contro un autocarro, che ha finito con lo stritolarlo.
La vicenda giudiziaria relativa alla morte di Nicolò Di Giacomo, 17enne di Casale studente dell’istituto “Planck” di Lancenigo, ieri è arrivata al capolinea. Liliano Gonella, un 69enne residente a Codognè, accusato di omicidio stradale, ha infatti patteggiato una pena di 1 anno e 10 mesi di reclusione e la sospensione per 5 anni della patente. La sentenza è stata sospesa con la condizionale. Ma c’è, secondo la perizia disposta dal giudice, un concorso di colpa da parte del 17enne: la sua moto viaggiava oltre il limite di velocità e il suo casco risulta fosse slacciato al momento dell’impatto. Quel lunedì mattina il giovane era in sella alla sua moto da cross lungo viale Felissent a Treviso, all’altezza dell’Ippodromo. Procedeva verso Villorba quando ad un certo punto il furgone guidato da Gonella, che procedeva in senso opposto, lo ha centrato sul lato, tagliandogli la strada mentre era intento in una svolta a sinistra. L’urto non era stato particolarmente violento ma Nicolò, per il colpo, aveva perso il controllo della sua moto ed era caduto a terra, perdendo il casco e scivolando per una decina di metri. A quel punto il giovane è finito però sotto le ruote di un altro furgoncino. Ed è stato fatale. Tremende le ferite riportate: Nicolò Di Giacomo aveva subito un politrauma, con fratture craniche multiple. Accusava anche una vasta emorragia cerebrale. Trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso le sue condizioni sono rimaste sempre gravissime. Fino a quando, il giorno dopo, i medici del reparto di terapia intensiva dell’ospedale non hanno potuto che dichiarare la sua morte cerebrale. In una prima fase delle indagini era stato iscritto nel registro degli indagati anche il nome dell’autista del mezzo che aveva schiacciato il ragazzo. Ma la velocità appurata era tale (il furgone non andava a più di 20 chilometri all’ora) che l’uomo era stato scagionato. Discorso diverso invece per Liliano Gonella, che si diresse verso un’area di parcheggio senza accertarsi che sulla carreggiata fossero presenti veicoli in transito. Ma l’incidente, ha appurato il perito del tribunale, ha un concorso di colpa da parte del ragazzo, che viaggiava al di sopra del limite di velocità consentito in quel tratto di strada.

Ultimo aggiornamento: 08:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA