Villa Soligo, ospitalità di lusso in mezzo alle colline del Prosecco

Sabato 10 Luglio 2021 di Elena Filini
Villa Soligo, ospitalità di lusso in mezzo alle colline del Prosecco

FARRA DI SOLIGO (TREVISO) - Dai fasti delle villeggiature, alla sfilata dei vip in ritiro per ritrovare la forma, rinasce Villa Soligo come wine e bike hotel interpretando la nuova sfida delle colline patrimonio Unesco. Una recente indagine del Sole 24ore ribadisce come il futuro del settore punti agli small luxury immersi nel verde. La domanda era già in crescita prima della pandemia ed è destinata ad una ulteriore accelerata legata anche al fenomeno della staycation e allo sviluppo di modalità di soggiorno all'interno della propria regione e comunque verso una destinazione raggiungibile in breve tempo. Nel corso del 2020, è cresciuto in modo importante questo segmento di mercato. Le preferenze dei consumatori promuoveranno un cambiamento nella riprogettazione delle camere d'albergo e una accelerazione dei progressi tecnologici. Villa Soligo si pone su questa scia: non è un caso che nei primi mesi di apertura la struttura sia stata visitata anzitutto dal turismo di prossimità. Mentre per agosto e settembre si va verso il sold out di visitatori stranieri. Dietro la cancellata si respira sempre il sapore un po' elitario di fasti passati. Facendo scricchiolare i piedi nel ghiaino prima di salire l'ampia scalinata ecco i fotogrammi delle villeggiature veneziane, dei conti Brandolini e gli anni dell'Italia da bere, con politici e vip arrivati in collina dal guru Messeguè per ritrovare la linea. Villa Soligo torna a vivere. E lo fa in maniera congeniale ai tempi: con il primo luxury hotel delle Colline Unesco. Gli occhi puntati al colle San Gallo, le radici affondate in questo spicchio di collina. E, di fronte, l'immagine Unesco del Collagù.


Il grande passato della villa è noto: lo stile palladiano, il corpo centrale e la barchessa raccontano di villeggiature aristocratiche e la storia della famiglia Brandolini. Poi l'epoca in cui Alain Messegue, figlio di Maurice, l'inventore del metodo omonimo decise di aprire un centro benessere. La mitologia rurale racconta gli arrivi illustri: dietro i vetri scuri, coperti da occhiali da sole ecco Alberto Sordi, Lino Banfi, Jerry Calà, Maurizio Costanzo e Silvio Berlusconi, habituè della struttura. Digiuni, tisane, pacchetti benessere. E fughe notturne attraverso una breccia nelle siepi da Lino, autentico bengodi di sapori grazie all'impronta lasciata dal soprano Toti Dal Monte, gastronauta ante litteram.


I cancelli dorati di Messeguè si chiudono nel 1994: è la fine di un'epoca. La villa torna alla ribalta 25 anni dopo, quando entra nel cono d'interesse di Renco, azienda di Pesaro che - dopo macro investimenti in Armenia - oggi punta al Veneto. Nel 2020 la villa viene acquistata e ristrutturata in 3 mesi. La pandemia innesca un paio di false partenze ma oggi Villa Soligo è pronta per interpretare al meglio il suo futuro. 38 camere divise tra il corpo centrale della villa e la barchessa una piccola Spa (la piscina esterna è nel parco secolare con vista scenografica suoi colli) e un passaggio sotterraneo ad unire i due edifici sviluppano il concetto di Wine Resort, capace di soddisfare un'esigente clientela internazionale sensibile al piacere delle bollicine, e Bike Hotel per favorire l'approccio slow all'esplorazione delle colline Unesco.


Gli spazi della Barchessa sono il nuovo teatro di chef Tino Vettorello che qui sperimenta una cucina di pesce legatissima al prosecco, utilizzato come ingrediente in molti piatti (uno per tutti il risotto con capasanta cruda e prosecco sui lieviti). Ora Renco vuole investire anche sulle Dolomiti e in Laguna. «Stiamo cercando un hotel a Cortina e una struttura a Venezia», confermano dall'azienda, dando corpo all'idea di costruire un itinerario nella bellezza dal mare alle montagne con tappa in Altamarca. Brevi distanze, fughe di poche ore, uscite (di scena) parziali. A volte basta mettere piede su un water taxi per sentirsi in vacanza e navigare verso la Venezia meno battuta. L'itinerario nel gusto e nella bellezza che collega collina e laguna fa tappa da Algiubagiò, luogo nato dall'incontro tra i gestori e la città: sono stati i maestri vetrai di Murano a forgiare gli interni, a scolpire gli oggetti d'uso. Tutto a un passo dalle Colline dell'Unesco.

Ultimo aggiornamento: 10:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA