Pistole e balletti in centro, il video della banda fa infuriare Conte: «Li denuncio tutti» Il filmato

Mercoledì 10 Marzo 2021 di Paolo Calia
Pistole e balletti in centro, il video della banda fa infuriare Conte: «Li denuncio tutti»
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TREVISO - Pistole che balenano da sotto i giacconi, balletti in pieno centro e in mezzo alla folla, mascherine che vanno e vengono. Assembramenti in via Roma, in corso del Popolo. E poi il testo, provocatorio, urticante al limite dell'offensivo, un inno al consumo di droga, come da regola fissa per il genere trap. È tutto contenuto nel nuovo videoclip della Pluto Gang, collettivo di giovanissimi trapper, che ha scelto Treviso come sfondo della sua ultima canzone Kush. Il video diretto Axl Bon Fuentes, pubblicato su Youtube venerdì scorso, ha subito scatenato polemiche a non finire. L'esibizione di pistole in pieno centro, i comportamenti disinibiti, gli atteggiamenti provocatori fino all'eccesso, il testo ricco di volgarità, le riprese fatte in mezzo a gruppi di ragazzini assiepati in barba a ogni regola anti assembramento, sarebbero già stati sufficienti per alimentare lamentele e proteste a non finire. Ma la mancanza di autorizzazioni, l'aver fatto le riprese senza avvisare nessuno, in Comune o in Questura, ha reso ancora più delicata la questione. E del caso adesso se ne sta occupando la Digos, interessata soprattutto alle pistole: da capire se sono vere o di scena. Le segnalazioni arrivate sono state varie, tra cui quelle di un autista della Mom che, proprio mentre passava per via Roma, ha assistito a un balletto con pistole in pugno tra un nugolo di ragazzini ammassati.


IRRITAZIONE

Il video ieri è arrivato nelle mani del sindaco Mario Conte. Che non ha per niente gradito: «Nessun ha autorizzato questo gruppo a girare quel video in centro - premette - in Comune non ne sapevamo nulla. Per quanto ci riguarda è tutto abusivo. Inoltre non posso certo accettare che vengano esibite pistole in pubblico in quel mondo, quasi come una sfida. Ho subito chiamato il questore denunciando l'episodio. Non mi metto giudicare la musica, ma il messaggio. Violenza, volgarità, offese: Treviso non è questa. Denuncio tutti».


LA TRAMA

Il video dura poco meno di tre minuti e si svolge essenzialmente tra la stazione delle corriere e corso del Popolo, più qualche scena girata in un campetto da basket e su una strada dell'immediata periferia dove si vedono i ragazzini sporgersi dal mezzo in corsa. La trama è quella classica dei pezzi trap, genere duro che racchiude rabbia inespressa. «Soldi, soldi, sto pensando solo a quello», «La tua bitch quando mi vede sì abbaia, sono più che una canaglia»: questi alcuni passaggi del testo. E poi il comparire e lo scomparire delle pistole: esibite, puntate verso la telecamere, caricate. E tutto alla luce del giorno, nel cuore della città, in mezzo a decine e decine di minori accalcati. «Da capire se quelle pistole sono vere - spiega il sindaco - lo appurerà la questura. Il bollino rosso (che identifica le pistole giocattolo ndr) magari c'è, ma non si vede». 


LA CONDANNA

Al di là di questo, il sindaco condanna il blitz della gang e non ci vede nulla di artistico: «Non hanno avvisato nessuno. Si vede che hanno girato per strada. Riprese fatte in mezzo ai ragazzini, probabilmente nel fine settimana. Difficili anche da intercettare, almeno quelle in centro. Fatte dietro un muro di gente, molto probabilmente in pochi minuti e poi tutti che si dileguano appena arriva qualcuno». Quella di Conte non è una condanna alla musica giovane: «Assolutamente no - precisa - mi fa piacere che i ragazzi facciano musica, anche quella di strada. Come Comune vogliamo creare degli spazi specifici per loro, organizzare iniziative. Ma non accetto messaggi violenti, provocatori, addirittura con la presenza e l'esibizione di armi. E per di più fatti senza avvisare nessuno». 

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