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Vendemmia anticipata, oggi si comincia con il pinot nero poi tocca alla glera

Giovedì 18 Agosto 2022 di Elena Filini
Vendemmia anticipata, oggi si comincia con il pinot nero poi tocca alla glera

TREVISO - Uve anticipate: la vendemmia inizia oggi nel Vittoriese con il pinot nero. Qualche giorno interlocutorio: c’è chi sceglie di attendere fino al 22 agosto, quando tutti però vendemmieranno queste uve. Tra le tenute interessate anche quella di Stefano Zanette, presidente del Consorzio Doc che a Colle Umberto ha, oltre alla glera, tre ettari e mezzo di pinot nero e due di chardonnay. Uve che vengono regolarmente conferite alla cantina sociale Conegliano-Vittorio Veneto. Il pinot nero, usato come taglio per il prosecco rosè, inizia a diffondersi anche nei vigneti della Marca e dunque la vendemmia anticipata interesserà diverse cantine trevigiane. Poche settimane dopo, se continuano queste temperature, toccherà proprio alla glera e poi, da circa l’8 settembre, si passerà sulle colline del Conegliano Valdobbiadene Docg.

I NODI

«In generale per il settore agricolo - conferma Zanette - si riscontra una difficoltà nel reperimento di manodopera, in particolare di manodopera specializzata. Per quanto riguarda la Doc Prosecco, nello specifico per le operazioni di raccolta delle uve, tale problematica è marginale, in quanto, la vendemmia è prevalentemente meccanizzata, consentendo il conferimento delle uve in cantina nel preciso momento in cui la maturità si trova nelle condizioni migliori per ottenere spumanti di pregio». Siccità e flavescenza hanno connotato la raccolta del 2022 imponendo ai tre consorzi la richiesta della riserva vendemmiale per far fronte alla domanda del mercato. Ma nonostante la difficoltà congiunturali, che probabilmente porteranno ad una contrazione di circa il 10% nella vendemmia 2022, il mondo economico legato alle bollicine è in continua espansione. Oltre 758 milioni di bottiglie prodotte per un valore di mercato di 4 miliardi di euro, tanto vale il comparto del Prosecco: con 627,5 milioni di bottiglie e 3,1 miliardi di euro di valore per il Consorzio Prosecco Doc, con 104,7 milioni bottiglie e oltre 621 milioni di euro di valore per il Consorzio di Tutela Conegliano e Valdobbiadene Prosecco DOCG e 25 milioni di bottiglie per il Consorzio vini Asolo Montello.

LA FOTOGRAFIA

Un sistema in crescita che nei primi sette mesi dell’anno registra segni positivi per tutti e tre i consorzi, rispetto agli stessi mesi del 2021, con un +10% per il Docg Conegliano e Valdobbiadene, un + 9,1% per il Doc Prosecco e un +24% per il Docg Asolo. Per il Consorzio di Tutela Conegliano e Valdobbiadene DOCG, che quest’anno compirà i 60 anni, la strategia passa per il blocco, fino al 2023, delle rivendicazioni con l’obiettivo di aumentare il valore del prodotto che nel 2021 ha registrato un +13,7% in volume e un +18% in valore rispetto al 2020. «Il Conegliano Valdobbiadene è riuscito a comunicare, nella propria bottiglia, il valore della Denominazione, del proprio genius loci e del riconoscimento Unesco – dichiara Elvira Bortolomiol, presidente Consorzio Conegliano e Valdobbiadene Docg – Siamo riusciti a testimoniare tutto questo sui mercati con una crescita del valore del prodotto rispetto alla crescita della quantità prodotta, con un export che oggi raggiunge 150 paesi. Siamo vicini a raggiungere la produzione massima che può sostenere la Docg, corrispondente a quasi 107 milioni di bottiglie». Positivo anche l’andamento del Consorzio vini Asolo Montello con il presidente Ugo Zamperoni che illustra la crescita di un Consorzio che è arrivato a produrre 25 milioni di bottiglie, diventando così il decimo Consorzio a livello nazionale rispetto a una 32. posizione alla sua nascita. «Viviamo un sistema produttivo estremamente maturo ed equo nei suoi comparti produttivi. Cerchiamo di portarci anche in dote quella fortuna che ha il sistema Prosecco nella gestione di questo brand – dichiara Zamperoni – Siamo tre denominazioni invidiate dal mondo e dobbiamo lavorare con una certa etica».

L’APPUNTAMENTO

Volumi, prospettive e indotto economico sono stati messi in luce dal tradizionale appuntamento pre-vendemmia organizzato a Santa Lucia di Piave da Cia Agricoltori Italiani Treviso. «Questo appuntamento fisso pre-vendemmia che proponiamo vuole essere un incontro di confronto per i produttori. In un anno come questo che vede il nostro lavoro minacciato da numerose criticità, dalla siccità alla flavescenza dorata, dai costi esorbitanti per l’energia all’incertezza dei contesti internazionali, diventa fondamentale fare squadra e affrontare le difficoltà come sistema coeso. – dichiara Salvatore Feletti, presidente Cia Agricoltori Italiani Treviso – Vedere la componente politica regionale e nazionale presente a tavoli di confronto come questo ci dimostra come il nostro settore sia di rilevanza strategica per il territorio italiano e per la nostra economia».

Ultimo aggiornamento: 19 Agosto, 10:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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