Val Lapisina, ora i viadotti sull'A27 fanno paura: sorvegliati speciali

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Val Lapisina, ora i viadotti sull'A27  fanno paura: sorvegliati speciali

di Claudia Borsoi

VITTORIO VENETO - Guardando le immagini del crollo del ponte Morandi sull'A10 a Genova, in Val Lapisina più d'uno ha alzato lo sguardo sui vari viadotti dell'autostrada A27 che da oltre 40 anni scandiscono il panorama del quartiere e fanno ombra alle case. Ma anche a San Fris, nel quartiere di Ceneda, attraversato dall'autostrada, c'è chi ha puntato gli occhi sui piloni che proprio un anno fa manifestarono alcuni cedimenti superficiali, con calcinacci crollati a terra che preoccuparono la gente del posto. Le immagini di ieri hanno fatto riflettere più di un vittoriese. 

IL QUARTIERE Per il presidente del quartiere della Val Lapisina, Silvano De Nardi, i viadotti a Longhere, San Floriano, Nove e Fadalto sono da sempre dei sorvegliati speciali. Il suo occhio attento non manca di indirizzare a Società Autostrade segnalazioni o richieste finalizzate a garantire sicurezza a chi percorre la strada e a chi risiede sotto i piloni. Ancora nel 2010 aveva scritto alla società per segnalare che la superficie del viadotto di Longhere era deteriorata. L'erosione dei piloni, là dove il viadotto sovrasta le vie Feltre, Vallata, Cesana e dei Tobero, nei mesi scorsi ha preoccupato non poco De Nardi e residenti. 

LO STUDIO «Per fortuna erano pezzi superficiali, non una questione strutturale. Speriamo comunque intervengano al più presto, come hanno fatto a San Fris, sistemando visivamente i piloni» dice oggi. Nella località Cenedese, nel febbraio 2017, dai pilastri del viadotto, con i suoi oltre quarant'anni di vita segnati da pioggia, vento e sole, erano crollati a terra dei calcinacci. All'epoca l'intervento della direzione del Nono Tronco di Autostrade per l'Italia fu immediato, rassicurando i cittadini che non c'erano problemi strutturali. Una società di ingegneria fece dei rilievi e i risultati furono rassicuranti. Parallelamente tornarono in auge anche le lamentele a Longhere, dove ancora si attende un intervento di sistemazione delle porzioni di intonaco sbriciolate. Quanto al viadotto che scandisce la Val Lapisina, pensando a quanto accaduto a Genova, il presidente del quartiere commenta: «Non ci dovrebbero essere timori per noi, se più non viene giù il Pizzoc osserva De Nardi -. Ho visto quando hanno fatto i basamenti e sulle travature non ci sono segni di usura, ma solo scrostamenti legati al passaggio dal caldo al freddo. Ricordo che quando venne costruito il viadotto a San Floriano iniettarono talmente tanto cemento nel terreno e in profondità che questo finì dentro ad alcune case e nel lago del Restello». 

I BOATI Anni fa, in occasione dei boati del Fadalto, a preoccupare i residenti della Val Lapisina era anche una tenuta del viadotto in caso di terremoto. Un anno fa Società Autostrade spiegò che già nel 2011 venne analizzato il viadotto del Fadalto e non emersero necessità di interventi di adeguamento. Rassicurò poi i vittoriesi, dicendo che periodicamente viene fatta una valutazione del rischio sismico su tutti i suoi manufatti, come pure verifiche strutturali. 


    
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Mercoledì 15 Agosto 2018, 11:09






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5 di 42 commenti presenti
2018-08-18 08:57:16
Quindi nessuno usera' piu' i ponti? Nessuno usera' l'auto x il rischio si incidenti? Nessuno andra' piu' in moto? Neanche in bici? Maddai
2018-08-16 16:59:02
L'importante è che ci sia onestà nei controlli che non siano come quelli delle banche
2018-08-16 13:43:58
Società Autostrade spiegò che già nel 2011 venne analizzato il viadotto del Fadalto e non emersero necessità di interventi di adeguamento. Rassicurò poi i vittoriesi, dicendo che periodicamente viene fatta una valutazione del rischio sismico su tutti i suoi manufatti, come pure verifiche strutturali. Questo è quello che dice società autostrade ovvero, come chidere all'oste se il suo vino è buono,
2018-08-16 19:23:55
e zaia cosa ha detto? ha contestato la "autocertificazione" della societa' autostrade?
2018-08-16 10:48:00
Quel che non si capisce e'come mai una sede stradale debba per forza essere poco pendente e rettilinea...con viadotti e gallerie e non i tornanti.I motori sono molto piu' resistenti di un tempo ed i volanti ed i freni servo assistiti. Per un periodo sono state chiuse le gallerie di Arsie' e si e' dovuto tornare alla vecchia Scalette di Primolano.Certo che i mostri Tir con rimorchio non erano adatti...pero' un tempo bisognava rassegnarsi ( pure a Cavallera e Fadalto e statale per il Primiero da "Vite Perdute" ..senza gallerie e ben stretta. Adesso si legge di adeguamento tratta ferroviaria fino a Belluno..con molta calma. Non e' che dall'Austria in tema di Tir caricati su bisarche ferroviarie abbiamo da imparare?'