Martedì 12 Febbraio 2019, 22:42

Ha il figlio ammalato e chiede ferie: i colleghi le donano 470 giorni

PER APPROFONDIRE: colleghi, donazioni, ferie, solidali, treviso, usl
L'ospedale di Conegliano

di Elena Filini

CONEGLIANO Ha chiesto 30 giornate di ferie solidali: in pochissimo tempo ha ricevuto disponibilità per ben 470 giornate, oltre un anno e mezzo. Boom di donazioni nel primo caso di ferie solidali all’interno dell’Usl 2: sono 215 i colleghi che si sono mobilitati per venire in aiuto a una madre, dipendente dell’azienda sanitaria, che ha fatto ricorso a questa misura per poter seguire il figlio malato. «Data l’urgenza, conferma il direttore delle risorse umane Filippo Spampinato, ci siamo mossi in anticipo sull’accordo sindacale, ma col pieno sostegno delle sigle. L’esito di questa gara di solidarietà è stato sorprendente».
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5 di 6 commenti presenti
2019-02-14 07:03:16
A tutti dico: Chapeau!!!
2019-02-13 11:16:27
...altro che 5 stelle o Lega ....questo è solidarietà e non quota 100 e reddito di fannullosità !!!
2019-02-13 18:28:04
Grandiiii !!! altra lezione di umanita', poi ci sono quelli che non donano il sangue, non donano gli organi, regioni in deficit di donazioni e altra gente, deve provvedere anche a loro, prendono, prendono sempre prendono, ma in quanto a dare....
2019-02-13 10:33:47
Non credo che sia legale regalare giorni di ferie... mi sembra che siano nominali e non retribuibili, si fanno e basta
2019-02-13 17:06:55
Non sempre ciò che è legale è etico, e viceversa. Esistono le regole, vanno di norma rispettate, ma il buon senso vuole che per un bene superiore possano essere qualche volta derogate. Altrimenti siamo computer, non persone. Mi sono trovato più volte in questo conflitto. Per fare un esempio: nella donazione di sangue il limite è quello dei tre mesi. Più volte mi sono dovuto salassare per due sacche, e immediatamente operare. L'alternativa sarebbe stata la perdita di una vita, perché non v'erano parenti consenzienti. E ovviamente mancavano banche-sangue. Una pratica abominevole, la mia, che in Italia legittimamente avrebbe comportato sanzioni. E nel medesimo tempo la dimostrazione - vite risparmiate a testimoniarlo - che talvolta la mancanza di norme rigide è preferibile al "si fa (o non si fa) e basta". A mio modesto avviso, naturalmente.