L’Unione Istriani ritira le accuse: «Mario Bonifacio non li consegnò ai Titini»

Lunedì 25 Maggio 2020 di Alessandra Vendrame
Mario Bonifacio
MASERADA - Dopo le accuse dell’Associazione Unione istriani lanciate contro Mario Bonifacio - il partigiano ed esule istriano novantunenne invitato lo scorso 2 marzo a Maserada, su iniziativa dell’Anpi, come testimone del tema del fascismo di confine orientale e del dramma delle foibe – ora l’associazione fa marcia indietro pubblicando nella pagina web dell’associazione la rettifica delle precedenti dichiarazioni: «Con riferimento ai post del 25 febbraio e 3 marzo su richiesta di Mario Bonifacio, unitamente ai suoi legali, gli avvocati Angelo Piero Pozzan e Maria Margherita Salzer, precisiamo “non essere vero che Mario Bonifacio assieme ai suoi tre o più compagni, nel prelevare nel maggio 1945 in zona tra Trieste e Pirano più cittadini piranesi appartenenti al partito fascista, lo fece su ordine dei comunisti Titini o consegnando comunque gli arrestati ai comunisti Titini stessi», si legge nelle prime righe del lungo post di rettifica.

Contro la partecipazione dell’anziano ospite – Bonifacio al momento dei fatti contestati aveva 17 anni e pur facendo parte del Cln non era a capo dell’organizzazione – si era espresso anche il presidente della Sesta commissione del Consiglio regionale veneto, lo zaiano Alberto Villanova.
LA POLEMICA
In una lettera inviata al presidente dell’Anpi di Treviso aveva rivolto la richiesta di annullare il convegno in programma. Che mai si è svolto a causa dell’emergenza coronavirus. In riferimento a Bonifacio il post di rettifica poi continua e conclude: «Precisiamo non esser vero che tale consegna al Comitato di Salute pubblica o Comitato di liberazione di Pirano sarebbe avvenuta nella di lui consapevolezza della fine che poi queste persone avrebbero fatto (la morte in foiba) e che quindi Mario Bonifacio sarebbe corresponsabile della loro sparizione». Contro la bagarre politica scatenata contro Mario Bonifacio in seguito all’annunciata sua partecipazione all’incontro di Maserada si era schierato anche il presidente dell’Anpi trevigiana, Giuliano Varnier. Dopo aver appreso la notizia di una lettera inviata qualche giorno fa a firma del consigliere regionale leghista Riccardo Barbisan al Prefetto Maria Rosaria Laganà con la richiesta esplicita di bloccare l’incontro in programma: «Alcune dichiarazioni fatte nei confronti di Bonifacio sono vicine all’ipotesi di calunnia – aveva detto Varnier – Non è mai stato condannato. Non è mai stato chiamato a processo. Al momento dei fatti contestati aveva 17 anni».
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