Nuove minacce di morte al sindaco di Treviso Conte: «Adesso basta, scatta la denuncia»

Venerdì 6 Agosto 2021 di Maria Elena Pattaro Elena Fiini
Il sindaco di Treviso Mario Conte

TREVISO Prima le lettere di minaccia. Dieci in una settimana. Poi i pesanti insulti a Suoni di Marca: c’è aria di boicottaggio no vax. «Ora denuncio». Il sindaco Mario Conte stamattina è atteso in Questura per sporgere formale denuncia in merito alle lettere minatorie ricevute in questi giorni. «Siamo alla follia - tuona - qui siamo tutti chiamati a rispettare le regole, ognuno nel proprio ruolo. Ritengo che questo accanimento social sia di una gravità estrema, tant’è che ho deciso di sporgere denuncia. E’ anche frutto della grande confusione che si è generata sui social, zeppi di fake news con sedicenti scienziati che illustrano teorie complottiste e insinuano dubbi. Ognuno deve far rispettare la legge in base al ruolo che ricopre. Sono stufo delle teorie fantascientifiche e imbarazzanti che girano. Ora basta». Si scalda, il sindaco. Prima le cartoline, poi le lettere. Tutte anonime, tutte dello stesso segno. Troppi cortocircuiti in un momento così delicato. «È un atteggiamento mentale che deve cambiare. Non abbiamo le competenze per mettere in discussione determinate cose. Io dico: ma quando sali in aereo ti fidi del manutentore, del pilota, o chiedi documentazione? Vale la stessa cosa ora: dobbiamo fidarci della scienza. Siamo davanti a un bivio. C’è chi si vuole fidare e chi no. Io rispetto tutti ma non accetto le minacce, i disordini. E chi mette a repentaglio la salute pubblica perchè vive di fantasie idiote». Un attacco durissimo, senza precedenti, alle posizioni no vax. Generato anche dall’amarezza per gli insulti sul web a tutti quegli operatori, organizzatori di eventi o ristoratori, che cercano di adeguarsi alla normativa e tutelare la salute.

INSULTI AL FESTIVAL

In particolare Suoni di Marca, che ha dovuto cambiare in corsa le proprie normative e richiedere, proprio a partire da oggi, il green pass per l’accesso all’area dei concerti. «Abbiamo letto gli insulti, ma riteniamo che siano indirizzati a tutti i festival che hanno iniziato con una modalità e che oggi si trovano, per obbligo di legge, a doverne proporre un’altra. Noi faremo il possibile per non creare disagi, ma siamo decisi a far rispettare la legge» - spiegano da Suoni di Marca. Il festival ha reclutato due addetti in più per il controllo dei pass, e al momento non registra cancellazioni.

CONTRO IL GREEN PASS

Intanto ieri pomeriggio i “ribelli” sono tornati in piazza dei Signori per manifestare il dissenso contro l’entrata in vigore (da oggi) del certificazione verde. Stavolta però il popolo “no pass - no vax” ha risposto in modo più tiepido alla chiamata alle armi rimbalzata come al solito via chat e social. Alle 19 in piazza si è radunato soltanto un centinaio di manifestanti: un numero nettamente inferiore rispetto ai cortei del 24 e del 31 luglio. Niente fiaccolata - come invitavano invece a fare i promotori dell’iniziativa -, soltanto cori da stadio al grido di «Libertà» e «No green pass», qualche cartello e i soliti insulti ai giornalisti. Ingente il dispiegamento di forze dell’ordine, che hanno anche controllato i documenti e filmato la piazza infervorata. Gli organizzatori, una volta individuati verranno denunciati perché la manifestazione non era autorizzata, a differenza invece di quella di domani pomeriggio, come ha spiegato il prefetto Maria Rosaria Laganà a margine del vertice di ieri mattina del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. 

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