Tamponi nelle scuole con i focolai: pronto l’Esercito per lo screening agli studenti

Sabato 4 Dicembre 2021 di Mauro Favaro
L'esercito in campo per la terza vaccinazione

TREVISO - Militari nelle scuole per eseguire i tamponi nelle classi dove emergono contagi da coronavirus. L’Usl della Marca potrà contare sul supporto di due squadre mobili composte da un medico e due infermieri. Verranno inviate direttamente all’interno degli istituti, in collaborazione con il servizio Igiene e sanità pubblica. L’obiettivo è ridurre i tempi per l’esecuzione dei test sui ragazzi, puntando a ridimensionare gli isolamenti preventivi che scattano in attesa degli esiti e, di conseguenza, le quarantene di intere sezioni. Si tratta del nuovo passo in avanti sul fronte del monitoraggio annunciato dal commissario Figliuolo. Attualmente ci sono 254 classi in quarantena nella Marca. Più 167 in monitoraggio. Per un totale di 421 sezioni interessate. «Numeri elevatissimi – ha sottolineato Francesco Benazzi, direttore generale dell’azienda sanitaria – dopotutto oggi il 20% dei contagiati ha meno di 19 anni, e quindi va a scuola». A livello generale, solo ieri sono emersi 671 nuovi contagi. Il numero di trevigiani che stanno lottando contro il Covid è salito a 6.275. Fatta la proporzione, più di 1.200 sono ragazzi.

L’ORGANIZZAZIONE

Le equipe militari dovrebbero entrare in servizio tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio. Si attende solamente la comunicazione ufficiale. L’esercito, inoltre, è pronto a mettere a disposizione anche i propri laboratori per processare i tamponi più urgenti. La capacità stimata è di un centinaio di test al giorno per tutto il Veneto. Per l’Usl è un aiuto fondamentale. Oggi il centro di Microbiologia dell’ospedale di Treviso è chiamato a un super-lavoro. L’orario delle attività è già stato esteso a 14 ore al giorno, dalle 8 alle 22. Nella Marca vengono complessivamente eseguiti oltre 6mila test al giorno. E rischiano di non essere ancora sufficienti. «Siamo arrivati a processare più di 3.800 tamponi molecolari ogni 24 ore – sottolinea Elisa Vian, coordinatrice dell’unità di Microbiologia – ai quali vanno sommati i tamponi rapidi, compresi i nasali di quarta generazione». Si inserirà in questo contesto il supporto delle squadre mobili dei militari.

I TRASPORTI

Sul fronte del trasporto pubblico, invece, sarà Mom a dare una mano alle forze dell’ordine per quanto riguarda la verifica dei Green pass dei passeggeri. La società dei bus e delle corriere ha organizzato una task force composta da 14 controllori. La stretta scatterà lunedì: dall’inizio della prossima settimana le persone con più di 12 anni potranno salire sui mezzi pubblici solo se in possesso quanto meno della “certificazione verde” temporanea (quella che si ottiene con un tampone con esito negativo). Le verifiche verranno eseguite dalla polizia locale dei vari Comuni. Come confermato dalla Prefettura, i ragazzi senza il Pass non verranno lasciati a piedi. Ma verranno multati i loro genitori. La sanzione va da 400 a 1.000 euro. A differenza di quanto previsto all’inizio, però, non ci si fermerà qui. L’ultima nota del ministero ha chiarito che le verifiche sui Green pass dovranno essere svolte anche dal personale dell’azienda in possesso della qualifica di incaricato di pubblico servizio, sempre sotto il coordinamento della Prefettura. I controllori, insomma. Ma questo pone un nuovo problema.

IL PROBLEMA

«Il nostro personale non potrà far salire sull’autobus chi non avrà il Green pass. Se salirà comunque, chiameremo le forze dell’ordine – avverte Giacomo Colladon, presidente di Mom – abbiamo chiesto un chiarimento urgente al ministero dell’Interno e a quello dei Trasporti: i verificatori sono considerati polizia amministrativa solo quando controllano biglietti e abbonamenti o anche nel caso di verifiche sui Green Pass? È un nodo che va sciolto prima di lunedì». Nel frattempo Mom ha definito le linee di intervento con la questura e i sindaci delle città. Fatto sta che ad oggi è impossibile prevedere cosa potrà accadere lunedì mattina. Quel che è certo è che non si può abbassare la guardia nella lotta contro il Covid. Anche ieri il virus ha fatto un’altra vittima: un anziano di 91 anni, vaccinato, già costretto a convivere con altre patologie, ha perso la vita nell’ospedale di Treviso. Sale così a 1.871 la triste conta dei lutti registrati nella Marca in 21 mesi di epidemia. 

 

Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre, 08:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA