Travolto e ucciso in bici, sulle tracce del pirata: era su una Golf bianca

Domenica 9 Maggio 2021 di Paolo Calia
Il luogo dell'incidente in via Podgora: la polizia locale cerca l'auto che ha investito il ciclista

TREVISO - Tutta la notte di sabato passata a scandagliare, frame per frame, le immagini registrate dalle telecamere della sorveglianza pubblica e privata installate a Sant’Antonino e in via Podgora. Ogni singola auto passata per quella zona dalle 19 di sabato sera in poi è stata inquadrata dagli investigatori della polizia locale; ogni targa annotata e il percorso di tutti i mezzi, per quanto possibile, studiato. Ogni dettaglio annotato. E l’attenzione si sta focalizzando su una Golf bianca che alcuni testimoni avrebbero visto allontanarsi subito dopo l’incidente. E tutto per dare il prima possibile un volto e un nome al pirata della strada alla guida dell’auto che sabato alle 19,15 in via Podgora ha provocato l’incidente mortale costato la vita a Luciano Paro, 76 anni.

L’auto ha urtato e gettato a terra Paro mentre si trovava in sella alla sua bicicletta, per poi fuggire. Paro ha inizialmente riportato la frattura scomposta di una caviglia venendo subito soccorso da un’ambulanza del Suem. Sul momento però le sue condizioni non sembravano gravi. Una volta arrivato in Pronto Soccorso, il dramma: Paro è stato colpito da un arresto cardiocircolatorio e, nonostante gli sforzi di medici e infermieri, verso le 21 è morto. A quel punto un semplice incidente è diventato un caso di omicidio stradale.


GLI INDIZI
«Stiamo raccogliendo prove importanti - conferma Andrea Gallo, comandante della polizia locale - rinnovo quindi l’invito, anzi il monito, per il responsabile di questo incidente. È meglio se si costituisce per alleggerire la sua posizione, per evitare l’arresto e sanzioni peggiori». Il pirata della strada, già adesso, è in un mare di guai. Non aver prestato soccorso è stato un atto gravissimo. In attesa di un eventuale pentimento, gli investigatori del Nucleo polizia giudiziaria e del Nucleo infortunistica dei vigili sono vicinissimi a individuare chi era al volante dell’auto. L’auto ha lasciato per strada uno specchietto, andato in frantumi nell’urto col ciclista. E questo potrebbe essere un dettaglio decisivo.


LA VITTIMA
Luciano Paro, 76 anni, viveva in via Sant’Antonino. Era conosciutissimo nel quartiere. Vedovo, in pensione, amava girare in bicicletta e fermarsi nei bar della sua zona per scambiare due chiacchiere. Gli amici lo descrivono come una persona buona, gran lavoratore. Per anni è stato in una ditta di logistica occupandosi delle consegne. Un uomo semplice, la cui scomparsa ha profondamente colpito un po’ tutti. Via Podgora adesso è diventata più che mai un nodo da risolvere nella viabilità cittadina. I residenti si lamentano per l’alta velocità con cui sfrecciano le auto. E Ca’ Sugana sta correndo ai ripari: «Proprio giovedì ho fatto un sopralluogo per individuare il posto dove posizionare un velobox - dice Gallo - una postazione fissa dove installare l’autovelox. Entro trenta giorni lo metteremo, intanto continueremo i controlli col telelaser».


LE REAZIONI
Sabato sera uno dei primi ad arrivare sul posto dell’incidente è stato Davide Acampora, consigliere comunale di Forza Italia: «È stata una tragedia immane causata da un criminale che merita una pena esemplare. Chi ha assistito all’incidente pensava che Luciano non si fosse fatto troppo male, per questo la notizia della sua scomparsa è ancora più sconvolgente. Il problema sicurezza in quella strada è molto sentito, solo 2 settimane fa il vicesindaco De checchi ha fatto una comunicazione in giunta. Io stesso mi ero impegnato per quel tratto di strada. Da oggi metterla in sicurezza sarà una nostra priorità, lo dobbiamo a Luciano».

Ultimo aggiornamento: 10 Maggio, 10:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA