Treviso, su TikTok impazza la sfida della "cicatrice francese". Ma è una pratica davvero rischiosa

La moda ha conquistato anche gli alunni del trevigiano, soprattutto a Conegliano e Montebelluna

Giovedì 9 Marzo 2023 di Mauro Favaro
Treviso, su TikTok impazza la sfida della "cicatrice francese"

CONEGLIANO (TREVISO) - Si sfregiano il volto per procurarsi la cosiddetta "cicatrice francese". E' la nuova "sfida" che si sta diffondendo tra i ragazzi attraverso i social. In particolare TikTok. Ed è arrivata anche nella Marca. Le prime segnalazioni riguardano alcuni alunni delle scuole nella zona di Montebelluna e di Conegliano. Soprattutto alle medie e ai primi anni delle superiori. I ragazzi, in sostanza, si stringono con forza gli zigomi fino a procurarsi dei lividi sulla faccia. Perché? L'obiettivo, alla fine, è apparire come dei duri che sono appena usciti da qualche rissa. I lividi generalmente durano da alcune settimane a qualche mese. Ma la pratica può essere pure più rischiosa. E non è possibile escludere danni anche gravi alla pelle. Nei giorni scorsi alcuni genitori hanno scritto ai presidi degli istituti comprensivi chiedendo, per quanto possibile, di innalzare il livello di guardia per provare ad arginare la diffusione di questa moda. E anche le scuole superiori sono pronte a prestare la massima attenzione. «I numeri sono ancora ristretti, ma sappiamo che si stanno diffondendo questi comportamenti - fa il punto Mariagrazia Morgan, dirigente scolastica dell'istituto enologico Cerletti di Conegliano - a quanto pare, tra l'altro, si tratta di una vera e propria moda e non di azioni dovute a difficoltà di natura psicologica».

Giovani pazzi per la "cicatrice francese", l'appello degli adulti

Nei social stanno addirittura circolando dei tutorial che spiegano come procurarsi i lividi sulle guance. L'appello generale è a non farsi travolgere dalla nuova moda social. In primis perché, come già capitato con le altre, questa ultima è destinata a scemare, mentre i segni che deturpano il volto possono rimanere visibili a lungo. Il problema maggiore è che tutto ciò si inserisce in un periodo non semplice. Lo si vede anche dal fenomeno delle baby gang evidenziato a Treviso. Così come dalle ripetute aggressioni ai danni degli autisti e del personale della Mom, la società dei bus e delle corriere. Come sottolineano i presidi, in molti casi gli effetti dell'emergenza Covid non sono ancora stati metabolizzati dai più giovani. In particolare da chi ha dovuto vivere il lockdown e le lezioni a distanza proprio all'inizio dell'adolescenza. «Dopo la pandemia rileviamo una difficoltà di relazione tra gli alunni - sottolinea la dirigente della scuola del montebellunese - dovuta anche alle precedenti condizioni che hanno portato a un'interruzione delle attività scolastiche in presenza e a una riduzione delle possibilità di incontro». Un discorso sostanzialmente condiviso da Anna Durigon, preside del turistico Mazzotti e dell'istituto per geometri Palladio di Treviso. Ad oggi qui non sono stati registrati casi di "cicatrice francese". Ma d'ora in poi il livello di attenzione sarà, se possibile, ancora più elevato. «I tre anni segnati dall'emergenza Covid hanno sicuramente allargato il disagio tra i giovani spiega la dirigente ma anche oggi i ragazzi respirano un clima di incertezza e di insicurezza. I problemi vissuti dalle famiglie vengono assorbiti e producono una sorta di malumore». «Il risultato è che spesso i giovani invece di essere propositivi avvertono sentimenti di preoccupazione conclude Durigon con gli adulti siamo spesso indulgenti. Con i ragazzi molto meno. C'è poca pazienza. E forse, a livello generale, dovremmo imparare a voler loro ancora più bene».

 

Ultimo aggiornamento: 11:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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