In cammino lungo le rive del Brenta: i racconti itineranti di Mirko Artuso

Mercoledì 5 Agosto 2020 di Chiara Pavan
Mirko Artuso
TREVISO  - Camminare per cambiare prospettiva, comprendere la complessità delle cose e il loro fragile equilibrio. Dopo tutto, «camminare aiuta a capire» e Mirko Artuso lo sa: l'ha già sperimentato la scorsa estate seguendo il Piave da Sappada a Salgareda, il paese natio, e ci prova ancora adesso mettendosi in cammino lungo il Brenta in compagnia di amici, colleghi e curiosi per scoprire e raccontare mondi-altri che spesso sfuggono allo sguardo. Il regista e attore trevigiano, anima del Teatro del Pane di Villorba e volto del cinema di Carlo Mazzacurati e di Alessandro Rossetto, ritorna così Camminante nel nuovo percorso di 170 km che lo porterà da Caldonazzo (partenza domani mattina presto) fino a Marghera, dove arriverà il 14 a Fusina. Un cammino collettivo «condiviso», spiega l'artista, nato da un desiderio personale «di scoprire in solitaria il paesaggio lungo i fiumi che attraversano il paese. Ma quest'anno si aprirà a chi vorrà mettersi in marcia con me, per rendere il viaggio un'esperienza partecipata». 
Al suo fianco, oltre gli amici, i colleghi e altri camminanti, anche il carretto-palcoscenico che l'artista trascinerà con sè. Un carretto «che in chiave moderna ricorda i Carri di Tespi in miniatura - aggiunge - e che ho costruito con le mie mani durante la quarantena. Caricherò gli strumenti necessari sul carro, e insieme agli artisti che cammineranno con me, porteremo di casa in casa, di borgo in borgo, storie e canzoni. Ogni sera sarà un'occasione per coinvolgere chi ci ospiterà con uno scambio reciproco di racconti».
LO SPETTACOLO
Il Camminante sta così diventando un format di respiro nazionale, che a settembre (9 e 10) si tradurrà anche in uno spettacolo per lo Stabile del Veneto. Artuso racconterà sul palco del Comunale di Treviso il suo sguardo sul Piave «in una narrazione multimediale per voce, immagini e musica live. Ci immergeremo nel viaggio del Camminante e sarà come essere avvolti dal paesaggio visivamente e emotivamente. Mi sono chiesto il giorno prima di partire, che viaggiatore sono? Ho sempre viaggiato per lavoro, per portare gli spettacoli in giro per l'Italia e non solo. Ma questo è un viaggio diverso. Dal teatro ho imparato tanto in questi anni, ma non abbastanza. Come avvicinarsi a un cane per strada, carpire racconti senza fare troppe domande, cercare cose e fatti strani senza esser preso per matto me lo ha insegnato la vita. Ma in fondo vita e teatro nella mia testa si confondono spesso».
I CORSI D'ACQUA
Artuso vuole scoprire i fiumi della terra in cui è nato. Ma anche i mondi che li circondano. «Sono alla ricerca di luoghi e persone, a caccia di storie nuove da raccontare». Ma il suo sarà stavolta uno sguardo «sui cammini contemporanei e sui rapporti che si instaurano oggi nei territori percorsi dagli antichi itinerari - aggiunge - : voglio verificare quanto della storia di quelle antiche vie resiste lungo i tracciati e quanto questa venga percepita da chi li attraversa. E poi l'incontro con le piccole realtà produttive attente e sensibili ai temi della salvaguardia dell'ambiente sarà di fondamentale importanza. Si cammina (ma non ammassati in un unico gruppo) con partenze scaglionate, ognuno può decidere le soste. Ogni sera, oltre a uno spettacolo di narrazione e musica in cambio dell'ospitalità, ci sarà un momento per condividere i materiali raccolti tutti insieme». Il Brenta, per lui, custodisce moltissimi ricordi «legati ai luoghi in cui ho fatto teatro fuori dai teatri: ogni giorno cercherò nella memoria qualche particolare e lo racconterò in un diario speciale tutto in tempo reale». Anche l'arrivo a Fusina, per l'attore che ha condiviso il palco con Marco Paolini, Natalino Balasso e Laura Curino, è un frammento di memoria da ritrovare: «Lo scorso anno ho unito due punti geografici per me molto significativi, Sappada e Salgareda. Sono partito da dove nasce il Piave e sono arrivato dove sono nato io. Questa volta il significato è diverso. Ripercorro un fiume lungo il quale ho trascorso una buona parte della mia vita creativa e lavorativa. A Fusina ho avuto la mia prima vera esperienza lavorativa. Facevo manutenzione alla centrale termoelettrica».
LA PARTENZA
L'avvio, per il Camminante e i suoi friends, è fissato per domani a Caldonazzo. «Alle persone che vorranno camminare con me ho dato appuntamento alle ore 6,30 del 6 agosto davanti alla chiesa di Caldonazzo e di loro non ho voluto sapere di più. Sarà una vera sorpresa. Così come sarà sorprendente conoscere chi mi ospiterà per la notte lungo la via. Io parto sempre senza aspettative. Cerco di essere leggero in tutto anche e soprattutto nel bagaglio». Cosa ha imparato dalla scorsa esperienza? «Che è meglio non farsi mai troppe domande. Girato l'angolo la vita ti sorprende. Sempre».
Chiara Pavan
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