Stop alle code ai Covid point, l'Usl: «Tamponi soltanto su prenotazione»

Lunedì 17 Gennaio 2022 di Lina Paronetto
La lunga coda di auto al Covid point in dogana a Treviso per effettuare il tmpone
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TREVISO Non è bastato il potenziamento delle linee ai Covid point, né la “separazione” tra grandi e piccoli con alunni e studenti indirizzati, con tanto di data e ora, ai punti tampone di Dosson, Castelfranco e Conegliano. L’Usl 2 svolta e il direttore generale Francesco Benazzi annuncia che a breve si potrà sottoporsi al test solo su prenotazione. Basta lunghe code, traffico in tilt e attese dalla durata imprevedibile: non rimane che pianificare i tamponi, attraverso un’apposita piattaforma che potrebbe entrare in funzione già da mercoledì, così da consentire a chi, impegnativa alla mano, deve verificare l’eventuale positività, di prenotare posto e ora. Gli accessi “spalmati” nell’arco della giornata ridurranno l’affollamento dei centri, riducendo i tempi di attesa e permettendo a chi ci lavora di farlo con minore pressione. 


LE ATTESE

Anche ieri è stata una mattinata di passione, migliaia i trevigiani in coda, una situazione ormai non più gestibile. «Ci siamo resi conto che è bello l’accesso libero, ma solo se il flusso è continuo – commenta il direttore Benazzi – cosa che purtroppo non è. Per questo motivo, stiamo pensando a organizzare tutto su una piattaforma, già da questa settimana. In questo modo, le persone potranno prenotarsi il tampone». In base alla mole di richieste e alle esigenze dei cittadini si moduleranno poi gli orari: «Se vediamo che la gente non riesce a trovare posto, che non riesce a prenotarsi il tampone, allora vedremo di ampliare l’orario di apertura dei Covid point fino ad arrivare anche alle 24». Il problema di riuscire a farlo, il tampone, ma anche di avere l’esito in tempi celeri, quelli che scuola e lavoro richiedono. Un disagio aggravato dall’elevatissimo numero di test che si stanno eseguendo in queste settimane, tra antigenici e molecolari. 


LA RICHIESTA

Già in molti si chiedono se non si possa ovviare al problema adottando lo stesso provvedimento dell’Emilia Romagna, che ha deciso di sperimentare tra pochi giorni l’autotesting riservato ai vaccinati. Proposta che il Veneto, in realtà, aveva già avanzato medi fa su suggerimento dell’allora dirigente della Microbiologia, Roberto Rigoli. «In Veneto siamo degli antesignani – sottolinea il direttore generale Benazzi - Siamo noi che abbiamo inventato questo sistema e non l’Emilia, il problema è che quando lo ha proposto la Regione Veneto non è stato accettato dal Cts. Potrebbe essere un’idea geniale perché eviterebbe tanti disagi ai lavoratori, ai genitori, a chi è costretto a fare code, a tutti. E contemporaneamente darebbe a noi la possibilità di usare il nostro personale ai centri vaccinali». Il contagio d’altro canto continua a diffondersi senza tregua: 2.553 i nuovi positivi registrati nelle ultime 24 ore, con due nuovi decessi. I trevigiani attualmente positivi sono oltre 45mila, e con loro, costretti a casa, molti di più. Si moltiplicano d’altro canto le classi in automonitoraggio o quarantena, il dato, a venerdì, era di oltre mille, per questa sera, al momento del nuovo report, è prevedibile che siano diverse centinaia in più. 


L’APPUNTAMENTO

Anche per questo l’Usl accelera sull’immunizzazione dei più piccoli. A spingere l’azienda sanitaria verso questa strada è anche il successo dell’open weekend appena trascorso, con migliaia di bambini tra i 5 e gli 11 anni accompagnati da mamme e papà a vaccinarsi. «Ogni sabato e domenica cercheremo di organizzare dei vax day per questa fascia di popolazione, proprio per raccogliere il massimo numero di adesioni da parte di bambini e naturalmente genitori». Sabato al Ca’ Foncello, lunghe file nei corridoi di accesso alla sala convegni dove il personale sanitario e i volontari di “Giocare in corsia” attendevano i bambini per la prima dose: un’esperienza che ha funzionato oltre ogni aspettativa, una formula efficace, quella dell’accesso libero, che ha convinto molte famiglie a portare i figli a vaccinarsi e di certo ne spingerà molte altre nelle prossime settimane. Obiettivo comune, restituire anche i più piccoli, che vanno a scuola e praticano sport, un minimo di normalità, quella che il Covid continua a mettere in forse, giorno dopo giorno. 

 

Ultimo aggiornamento: 17:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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