Sindaco e invitati pronti per le nozze, ma gli sposi sono scomparsi nel nulla

Sabato 8 Febbraio 2020 di Gabriele Zanchin
Sindaco e invitati pronti per le nozze, ma gli sposi sono spariti nel nulla (Foto di Scott Webb da Pixabay)
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ASOLO - La sala consiliare era tirata a lustro, preparata con i fiori freschi. Gli sposi l'avevano pure già pagata. Il sindaco, Mauro Migliorini, con la fascia tricolore pronto con testimoni e invitati a celebrare il matrimonio. Ma i promessi sposi, due trevigiani quarantenni, non si sono presentati. Irraggiungibili al telefono. Spariti nel nulla. Così ieri mattina, dopo un'attesa di quasi due ore, i convenuti hanno lasciato il Municipio senza sapere che cosa fosse capitato alla coppia che avrebbe dovuto legare le loro vite per sempre. Saltato anche il rinfresco prenotato al Caffè Centrale, dove la coppia aveva dato appuntamento agli invitati per un brindisi dopo la cerimonia.
 
NIENTE BRINDISI

«Non mi è mai successa una cosa del genere in 40 anni di attività» il commento di Lele Botter che aveva già preparato tartine e vino, come da indicazioni. Una situazione tra l'imbarazzo, l'incredulità e la preoccupazione. Gli sposi infatti non avrebbero comunicato a nessuno l'intenzione di non portare a termine le nozze. Qualcun altro, invece l'ha presa con il sorriso: «Non saremo mica finiti su scherzi a parte?. Sta di fatto che i due trevigiani non si sono presentati all'appuntamento della vita lasciando attoniti, testimoni di nozze, amici, parenti, genitori. E pensare che avevano fatto tutto per bene per quello che doveva essere il coronamento del loro sogno d'amore in una location unica come il centro storico di Asolo per una giornata che doveva essere indimenticabile.

L'AFFITTO
Infatti avevano prenotato la sala consiliare di Palazzo Beltramini e anche pagato l'affitto cioè 650 euro. Poi avevano ordinato un rinfresco dai fratelli Botter nello storico Caffè Centrale in piazza con tanto di firme sul contratto come si conviene. Insomma tutto era pronto e predisposto per il grande giorno. E ieri mattina intorno alle 9 i primi invitati sono arrivati con un certo anticipo anche per una visitina alla città in attesa della cerimonia fissata per le 11. Tutti, una quindicina , si sono portati nella sala consiliare addobbata di tutto punto con il sindaco già pronto per celebrare il matrimonio. All'ora pattuita la tensione comincia a salire: «adesso arrivano», «si fra poco ci siamo», tutti al loro posto con lo sguardo verso la porta d'entrata ma degli sposi nemmeno l'ombra. «È il solito ritardo...» dice qualcuno, «la sposa si fa attendere come da tradizione. Ma in questo caso non arriva né la sposa né lo sposo. Passata un'ora si comincia a chiamarli al cellulare ma quello di lui non risponde e nemmeno quello di lei. Che fare? Nessuno si prende la responsabilità di mandare a casa gli invitati ma pare evidente a tutti che questo matrimonio non si farà . Così ad un certo punto, qualcuno esce, seguito a ruota dagli altri. In Municipio, dove si celebrano una quarantina di matrimoni civili all'anno, no non si commenta ma un caso del genere non si era mai verificato.  © RIPRODUZIONE RISERVATA