L'autopsia su Sofiya: tutte le botte e quell'agonia di un'ora nel burrone

Giovedì 17 Maggio 2018 di Denis Barea
Sofiya Melnik e Pascal Albanese
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CORNUDA - Massacrata di botte e poi gettata già da un tornante lungo la strada che da Borso sale verso la cima del Monte Grappa, dove potrebbe essere rimasta agonizzante anche per più di un'ora. La morte, causata da un forte trauma al collo, sarebbe avvenuta il 15 novembre scorso, cioè il giorno della sua sparizione o al massimo nelle 24 ore successive e proprio nel luogo in cui poco prima di Natale il cadavere è stato ritrovato da alcuni cacciatori, coperto con un sacco di nylon. Sono queste le prime indicazioni che emergono dall'esame autoptico condotto su Sofiya Melnik, la 43enne ucraina trovata cadavere sul Grappa, depositato dal dottor Alberto Furlanetto, il medico patologo incaricato dalla Procura che ha lavorato coadiuvato dall'entomologo forense Stefano Vanin. Restano invece ancora da valutare le risultanze dei test tossicologici così come solo dopo il deposito degli accertamenti scientifici compiuti dal Ris dei Carabinieri di Parma sarà possibile verificare se sul corpo della donna vi siano o meno tracce del dna di Pascal Albanese, il suo convivente 50enne trovato suicida nella casa in cui la coppia viveva a Cornuda dodici giorni dopo la sparizione di Sofyia...
 
 

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