Sindaco-sceriffo caccia i nomadi: «Assalito e massacrato di botte»

Domenica 11 Agosto 2019 di Federico Fioretti
Il neo sindaco di Caerano Gianni Precoma medicato
 al pronto soccorso di Montebelluna dopo l'aggressione
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CAERANO SAN MARCO (TREVISO) - «Sono stato letteralmente picchiato dai nomadi, li denuncio». Il sindaco Gianni Precoma interviene er far rispettare l’ordine e il decoro urbano ma viene massacrato di botte.

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E’ accaduto ieri sera in via dell’Artigianato ove il primo cittadino era andato per far allontanare i nomadi che si erano accampati con un camper e una tenda. Sul posto è dovuta accorrere l’ambulanza per portare al pronto soccorso dell’ospedale di Montebelluna il primo cittadino con botte e videnti graffi e lividi sul volto. Una violenza inaccettabile nei confronti di chi si prodiga per difendere gli interessi della propria comunità.
 
L’ORDINE
Gianni Precoma era intervenuto una prima volta venerdì pomeriggio in via Lepanto, intimando ai nomadi, ormai volti noti, di andarsene con i propri mezzi, un vecchio camper e una Fiat Punto. Le transenne che la precedente amministrazione aveva posizionato nell’area per evitare il loro ingresso nel prato, che si trova di fronte al supermercato In’s e ai capannoni vuoti di via Lepanto, erano> state di recente divelte e la banda era tornata di nuovo a sostarvi, accampandosi pure con una tenda e sdraiandosi seminudi nell’erba, mangiando e dormendo senza farsi scrupoli. 
Il sindaco aveva intimato loro di sgomberare la zona, cosa effettivamente avvenuta nel giro di pochi minuti, tanto che lo stesso Precoma era rimasto soddisfatto dell’operazione, da lui conclusa in prima persona visto che, peraltro, l’unico vigile di Caerano è in ferie: «I nomadi – aveva spiegato prima della brutale aggressione di ieri – non hanno protestato né opposto resistenza, se ne sono andati quasi subito e io ho ripristinato le transenne. Mi sono sentito di intervenire viste le continue segnalazioni giunte da parte dei cittadini. Prima di andarsene, hanno soltanto detto di non avere responsabilità nel costante abbandono di rifiuti in via Lepanto». 
L’ALLONTANAMENTO 
Una risposta che però ha convinto poco Precoma visto che, da quando i nomadi si aggirano per quell’area, spazzatura di ogni genere compare quasi ogni giorno sul prato e sul marciapiede, come confermato anche da alcuni residenti. La situazione pareva essersi definitivamente risolta, ma in realtà il gruppo di nomadi non se ne era andato ma si era spostato appena cento metri più in là, alla fine di via dell’Artigianato, in un punto alquanto isolato della zona industriale per non destare nell’occhio. Il sindaco, pertanto ieri, avvisato del nuovo accampamento, si è mosso ancora in prima persona e, tornando a Caerano dopo aver partecipato a un evento a Falcade, si è diretto subito in via dell’Artigianato.
L’AGGRESSIONE
Una visita che però, stavolta, ha avuto conseguenze ben diverse rispetto a quella di venerdì, visto che Precoma è stato assalito dal gruppo che gli ha lasciato evidenti segni di percosse e il volto tumefatto. «Sono stato letteralmente pestato – il suo commento – comunque domani (oggi, ndr) sporgerò denuncia contro queste persone». Non è stata la prima volta che il primo cittadino è sceso in campo in prima persona per tutelare la comunità. Già un mese fa, infatti, si era adoperato, con la collaborazione del consigliere comunale Fabio Spadetto e di un volontario, per rimuovere da via Vallon dei rifiuti, problema che attanaglia Caerano e per il quale i cittadini hanno chiesto di trovare un rimedio. La pronta risposta è arrivata dal vicesindaco Marco Bonora il quale ha assicurato che a breve si terrà un tavolo con Contarina per valutare l’installazione di fototrappole e telecamere. Resta ora da capire come si risolverà la questione legata ai nomadi, che negli ultimi anni, nonostante varie soluzioni escogitate per allontanarli, sono puntualmente tornati a stazionare a Caerano. La comunità, entusiasta per l’intervento di venerdì del sindaco in via Lepanto, sperava di essersi messa definitivamente alle spalle il problema. Almeno fino a ieri, quando la violenza ha prevalso sulle ragioni di un sindaco che cercava di fa rispettare le regole.
Federico Fioretti

Ultimo aggiornamento: 12 Agosto, 09:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA