Rompe la statua del Canova per farsi un selfie. Sgarbi furioso: ​«Sfregio inaccettabile, prendete quel barbaro Visigoto subito»

Domenica 2 Agosto 2020
Rompe la statua del Canova per farsi un selfie. Sgarbi furioso: «Sfregio inaccettabile, prendete quel barbaro Visigoto subito»
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Statua di Antonio Canova danneggiata nel museo di Possagno da un turista che voleva farsi un selfie. Si è seduto sul gesso e ha rotto tre dita all'opera del maestro.

«Prendete quel barbaro Visigoto prima che rientri in Austria», commenta Vittorio Sgarbi furens. E, per una volta, come dargli torto. Il Presidente della Fondazione Canova chiede una pena esemplare, tale da far capire definitivamente che con il patrimonio del Belpaese non si scherza. Subito avvertito dallo staff il critico d'arte ha voluto accertarsi delle condizioni della scultura. Mutila ma per fortuna con i frammenti originali delle dita dei piedi. Ora le energie si concentrano sulla ricerca del gruppo di turisti austriaci che venerdì ha visitato la Gipsoteca. Con la speranza di fermarli prima che varchino i confini. «Nessun dubbio sull'identità del turista che ha causato il danno. Speriamo ancora che si presenti spontaneamente come abbiamo chiesto. In ogni caso le indagini non si fermano. E la pena sarà esemplare». Non usano perifrasi il Presidente della Fondazione Canova Vittorio Sgarbi e il sindaco di Possagno Valerio Favero. «Un episodio clamoroso racconta ancora Sgarbi - che non viene da visitatori italiani, né da extracomunitari, ma da un incosciente turista austriaco che ha ritenuto di mettersi in posa per una foto di opportunità sedendosi sulla Paolina Borghese, spezzandole le dita del piede». La sottolineatura della nazionalità del presunto vandalo ha suscitato reazioni differenti.
 



«REGOLE ELASTICHE»
«Direi che questo è un falso problema- risponde però Valerio Favero - il tema è piuttosto quello di chiedersi perché c'è sempre la velata percezione che in Italia le regole siano più elastiche». Questo è il motivo per cui dai vertici della Fondazione viene la richiesta di una sanzione che faccia scuola. «Chiedo chiarezza e rigore alle forze dell'ordine e alla magistratura - attacca Sgarbi - individuando con gli strumenti di sicurezza il vandalo incosciente, e non consentendogli di rimanere impunito e di rientrare in patria. Lo sfregio a Canova è inaccettabile».



Il sindaco di Possagno sta seguendo da vicino la vicenda insieme alle forze dell'ordine. «Il turista è stato individuato, le telecamere interne a circuito chiuso non lasciano alcun dubbio. Ma la cosa davvero incredibile è che non abbia pensato di denunciare l'accaduto. Ai miei occhi il fatto di allontanarsi lasciando la statua in quelle condizioni è criminale». Quanto alle polemiche del giorno dopo su teche e sensori, il sindaco ribadisce. «Contro gli incivili nessuna misura può veramente tutelare le opere d'arte. Il museo ha tutte le norme di sicurezza necessarie per garantire i nostri capolavori. E noi per primi teniamo allo stato di conservazione delle nostre opere. Inscatolare le sculture del Canova non è la soluzione: il visitatore perderebbe completamente l'emozione delle linee dei giochi di luce. Questo immenso patrimonio deve rimanere fruibile in maniera diretta. È piuttosto necessario far crescere educazione e consapevolezza nel pubblico». E.F.
 

Ultimo aggiornamento: 11:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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