L'incontro con la bella studentessa, il video, il sexy ricatto: i mesi d'inferno dell'idraulico 40enne

Venerdì 13 Maggio 2022 di Giuliano Pavan
Sexy ricatto
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VILLORBA - Il sexy ricatto gli è costato 4 anni di reclusione (il pubblico ministero ne aveva chiesti 6) , 2mila euro di multa e 5mila di risarcimento alla vittima, che ne pretendeva 20mila. È la sentenza pronunciata ieri, 12 maggio, dal collegio del tribunale di Treviso ai danni di Mohammed Wassim Boujlal, 21enne nordafricano, difeso dall'avvocato Simone Marian, finito a processo per estorsione aggravata in concorso con ignoti a un idraulico 40enne, costituitosi parte civile con l'avvocato Laura Tronchin, residente in un comune dell'immediato hinterland trevigiano. «Se non ci dai 5mila euro diciamo a tutti che sei un pedofilo» era stata la minaccia, accompagnata dall'intenzione di rendere noto un video del 40enne durante un incontro a sfondo sessuale con una minorenne.
 

L'INCONTRO
Tutto comincia in un sito di incontri. Il 40enne conosce una ragazza, che gli dice di essere una studentessa del turistico. I due decidono di vedersi e fissano l'incontro il pomeriggio del 14 agosto 2021, in una gelateria di Visnadello. La ragazza, dice il 40enne, sapeva esattamente cosa fare. Dopo aver bevuto qualcosa assieme, lei sale sull'auto di lui e gli indica dove andare per raggiungere un posto un po' più appartato in zona Villorba. Una volta alla meta, gli fa delle avance sessuali chiedendogli dei soldi. Il 40enne rifiuta e si accorge che due uomini li stavano osservando. Uno era proprio Boujlal. Approfittando del finestrino aperto lo afferrano per il collo e gli intimano di consegnare loro il portafogli (dentro c'erano circa 700 euro) altrimenti avrebbero pubblicato sui social il video dove veniva inquadrato all'interno dell'auto con la ragazza, che gli dicono essere minorenne. L'uomo si becca anche un pugno in faccia, consegna il portafogli e poi riesce a scappare. E il giorno successivo presenta denuncia ai carabinieri.

LE MINACCE
Da quel momento, ogni notte, il 40enne viene raggiunto da telefonate nelle quali gli viene chiesto di pagare 5mila euro per evitare che le immagini che lo riprendono con la minorenne finiscano alla polizia. L'uomo si presenta di nuovo alla stazione dei carabinieri. E qui scatta la trappola. Dei 5mila euro richiesti, il 40enne dice poterne dare subito solo 2mila e viene fissata la stazione di Spresiano come luogo per lo scambio del denaro. Le banconote vengono segnate e alle 14 del 26 agosto consegna i soldi a un nordafricano, che poi riconoscerà essere lo stesso della rapina. I carabinieri arrestano così Boujlal e un 22enne che era con lui, sempre nordafricano, residente a Conegliano, che risulterà poi estraneo ai fatti.
 

Ultimo aggiornamento: 14 Maggio, 10:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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