Parla di sesso su Instagram, mille mail di supporto all'infermiera Fanni Guidolin. Venerdì l'incontro con l'Usl

Mercoledì 26 Ottobre 2022 di Mauro Favaro
L'infermiera Fanni Guidolin richiamata dall'Usl

CASTELFRANCO (TREVISO) -  Un migliaio di mail di sostegno e solidarietà. Sono quelle raccolte da Fanni Guidolin, infermiera del centro stomie, formalmente richiamata dall'Usl della Marca per i video sul sesso caricati sulla sua pagina Instagram, fanni_greenlover, alcuni dei quali sono arrivati a contare oltre 850mila visualizzazioni. L'azienda sanitaria, sulla base delle segnalazioni ricevute da una serie di cittadini che evidentemente non ritengono l'attività adeguata per una professionista dipendente dell'Usl, le ha chiesto di interrompere la pubblicazione di questo tipo di video, registrati con uno stile del tutto informale, per una questione di decoro. Ma la cosa non è scontata. Venerdì dovrebbe esserci l'incontro tra la stessa Guidolin e il direttore generale Francesco Benazzi. E l'infermiera è pronta a mettere sul tavolo le mille mail scritte da persone che sostengono di vedere nella sua pagina un vero e proprio punto di riferimento. Dopotutto era stata lei stessa a lanciare un appello via social: «Se vi va di scrivermi il vostro pensiero rispetto all'utilità di questa pagina Instagram, vi ringrazio in anticipo». E le risposte non sono mancate.

L'Usl critica l'infermiera ma i follower la sostengono

Lo scenario si va così definendo. Da una parte l'azienda sanitaria critica gli atteggiamenti assunti nei video, sottolineando inoltre che Guidolin non è né una sessuologa né una psicologa. Dall'altra l'infermiera, diplomatasi come consulente sessuale all'Aispa, associazione italiana sessuologia psicologia applicata, punta a sostenere che la sua attività sui social è utile a molte persone. «Quanto è difficile andare controcorrente, parlare di argomenti scomodi, lavorare con i tabù aveva scritto Guidolin, stavolta su Facebook, giusto un mese fa quanto è difficile dover uscire da un social come Facebook perché il bigottismo si scontra con i diritti sacrosanti di tutti per nascondersi su Instagram dove i giovani applaudono ciò che dico. Diecimila giovani che ogni giorno seguono un minuto e mezzo di stories sulla sessualità. Proprio così, Sex in The Garden, si chiama così la mia rubrica, bloccata, criticata, acclamata e ora super seguita. Non è perché sia cool parlare di sesso. È perché sono portavoce di un mondo femminile ancora troppo silenzioso e preoccupato».

La solidarietà

Tra le mail di solidarietà arrivate negli ultimi giorni, ce ne sono alcune scritte anche da personale che lavora in ospedale. «Ho cominciato a seguirti perché ti vedevo tra le corsie dell'ospedale dove lavoravo si legge in una di queste mi hai dato spunti di coppia soprattutto da quando sono diventata mamma, dove il tempo con mio marito è fondamentalmente poco. Mi hai dato una carica nel risentirmi donna». «Grazie per quello che fai per tutte noi si aggiunge e anche per i nostri mariti, compagni e amici». Un'infermiera stomaterapista ha sentito la necessità di sostenere l'attività online della collega: «Divulghi a tutti il tuo sapere, senza cadere nella volgarità. Quando parli di una problematica lo fai in modo scientifico, riportando sempre le fonti. Spero che questa vicenda si concluda presto e nel migliore dei modi». Le altre testimonianze sono sulla stessa linea. «Grazie a te la mia sessualità è migliorata si continua addirittura ci insegni come affrontare il tema sessualità con i bambini». «Mi hai aiutato a non aver paura di sentirmi donna e madre. Alle mie figlie giro i tuoi video quando non riesco a parlare con loro di certe cose. E loro apprezzano». «Le mie figlie ti seguono su mio consiglio, perché tante cose sul sesso le hai spiegate tu a loro al posto mio». Ma non mancano neppure i messaggi scritti dagli uomini. «Da uomo si conclude volevo rappresentarle tutta la stima che ho per il suo lavoro e nella passione che mette nell'educare tutti noi a maggior consapevolezza».

 

Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre, 09:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA