Parla di sesso su Instagram, l'infermiera Fanni si licenzia dall'Usl 2: «Sono stata ferita moralmente, impossibile continuare»

Venerdì 11 Novembre 2022 di Redazione web
Fanni Guidolin si licenzia dopo il caos sulla spiegazione del sesso su instagram
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CASTELFRANCO VENETO (TREVISO) - Licenziata. Fanni Guidolin ha dato le dimissioni all'Usl 2 Marca Trevigiana presso la quale lavora e presterà servizio fino al prossimo 16 gennaio. Il motivo? «La profonda ferita morale inflittale nella vicenda», viene comunicato in una nota che lei stessa ha redatto e all'interno della quale ripercorre l'intera vicenda. 

Dalla diffida al licenziamento

«La diffida ricevuta affermava che dai video apparsi su Instagram avrei rilasciato "dichiarazioni dal chiaro contenuto sessuale e, quindi, altamente lesive dell’immagine aziendale". Affermazione poi smentita dal successivo approfondimento dei fatti. In essa, inoltre, si rimetteva all’Ufficio Procedimenti Disciplinari la valutazione in ordine alla violazione della normativa, e invitandomi “per il futuro dall’assumere comportamenti e/o rilasciare dichiarazioni sui social network o a favore di qualsivoglia organo di informazione, in difformità dalla procedura in materia”».

Le dichiarazioni 

Quelle frasi pronunciate nei suoi confronti, Fanni Guidolin le cita nella nota: «Sono stata colpita da frasi attribuite al direttore generale in alcune interviste nello stesso momento in cui a me si era intimato di non rilasciare alcuna dichiarazione agli organi di stampa, indicazione che ho rispettato per spirito di servizio. Frasi “incancellabili”, che hanno segnato profondamente la mia moralità e riportate dai giornalisti in virgolettato al direttore generale quali: “i video sono un po’ spinti”, “come dipendente sanitaria serve anche un certo decoro”, “…senza bisogno di fare le pose”; od anche “non mi pare una cosa corretta che una operatrice sanitaria né psicologa né sessuologa…” “la signora non è né una psicologa né una psicoterapeuta”, “deve fare l’infermiera” ,“è solo un richiamo per riaggiustare ciò che sta facendo dal punto di vista visivo”, “un conto è far corsi per spiegare a parole, un conto sono i video in cui vengono mimate pose di pratiche sessuali". Su whatsapp, errore concettuale, parliamo ma Instagram, ci vanno i ragazzi giovani, a volte anche i bambini. "Fare un corso di sessuologia è altro rispetto a questo". "Si fa un po’ fatica a concepire una cosa di questo tipo”, “ci sarà anche qualche coppia felice che segue i suoi video”».

La divulgazione tra i giovani

«"Il punto è la Policy aziendale. Per pubblicare una cosa così avrebbe dovuto chiederci il permesso” anche questa violazione smentita dagli accertamenti. Da qui sono poi stata argomento di articoli e di varie trasmissioni televisive, con termini talvolta non proprio lusinghieri. Il fatto che su una materia tanto delicata si sia consentito che l’informazione trapelasse alla stampa nonchè le imprudenti dichiarazioni del direttore generale mi hanno costretto a lasciare un’azienda che so di aver servito con dedizione e spirito di servizio come mi era stato ripetutamente attestato anche dallo stesso direttore generale “definendomi lustro e fiore all’occhiello proprio della sua stessa azienda” fino al giorno della diffida», conclude Guidolin.

Ultimo aggiornamento: 16:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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